La Fiducia è apertura all’altro, ma cosa significa aprirsi all’altro?

La Fiducia è apertura al mondo, comprensione empatica dei problemi apparentemente vissuti dall’altro che sappiamo essere esperienze condivise in diversi periodi, esperienze che ognuno attraversa, facendo ciò che può per superarle, nel corso della propria vita. La separazione convive con l’idea di quel meccanismo teso al riconoscimento di quella parte che desidera essere ascoltata.

“Il lato oscuro è qualsiasi cosa (emozione, pensiero, sentimento, giudizio, credenza) che eliminiamo dalla mente conscia, ma che si attiva nel subconscio e ci segue come un’ombra. Non abbiamo alcun controllo su quest’ombra, anzi è lei a controllare noi. […] Tutto ciò’ che ci irrita, che ci fa scattare, che è causa di frustrazione e rabbia è il risultato di qualcosa che abbiamo represso in passato. Ogni volta che giudichiamo qualcuno, in realtà a reagire è una parte di noi che abbiamo represso”
Roy Martina, La Formula per la Vita

L’altro, chiunque esso sia, rispecchia sempre una parte di me che pensavo potesse non esistere al di fuori soltanto perché la paura di soffrire mi aveva precluso la possibilità e la disposizione ad accettarla in profondità sicché, nel momento in cui ne realizzo l’esistenza, la consistenza e cerco di superarla, la vacuità di quel silenzio che nasce dalla giustificazione adottata fino a quel momento atta a nascondere, svanisce fuori. Sarà come aver superato uno scoglio, aver scalato una montagna ed essere arrivato alla cima: la Vita non avrà più modo di attrarre a me persone che rimandano l’immagine di quella ferita ormai superata.

Avere il coraggio, la perseveranza di lavorare su me stesso, cercare il metodo più adatto per sciogliere quegli antichi nodi che mi porto appresso da una vita e che non hanno più senso d’esistere, guardare a quella parte che ho sempre nascosto a me stesso e all’altro, rappresenta una liberazione, la Trasformazione.

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“Quando giudicate qualcuno guardatevi allo specchio. E’ facile proporsi di non giudicare ma, come ormai saprete benissimo, farlo è impossibile. E’ meglio essere consapevoli del proprio giudizio, sapere che è una parte di noi che abbiamo represso e che vive nella nostra ombra. Osservate il giudizio e domandatevi che cosa dovete accettare in voi stessi”
Roy Martina, La Formula per la Vita

L’altro rappresenta sempre quella parte di me che vorrei guardare, accogliere, guarire.
Guardarlo, osservarlo e modellarmi a mia volta rappresenta un alternativa ad un lavoro più profondo, spesso non risolutiva. Guardare alle persone attorno, quelle sulle quali tendo a fare più affidamento, rappresenta l’aggancio emotivo che cerco ma, al contempo, la giustificazione stessa della quale mi servo per affrontare il presente ripetendo il passato.

“Il perdono è una scelta e se non perdonate permettete a dolore, rabbia e angoscia di lacerarvi”
Roy Martina, La Formula per la Vita

I sentimenti bassi come rabbia, frustrazione, lamento, rappresentano la via di fuga peggiore al mancato riconoscimento e la sua conseguenza, la conseguenza per non aver affrontato quella parte che so bene essere la nota dolente, quella che chiede di avere abbastanza voce da urlare al mondo intero le proprie ragioni, la propria delicatezza, la propria Verità, non hanno modo di riscattare quella parte ferita e tendono e reiterare il disagio: ho bisogno di risolvere alla radice.

Il perdono verso noi stessi, verso quella parte che chiede di essere ascoltata, è perdono verso l’altro, per l’altro.

Siate un modello positivo. Continuate a godervi la vita e consideratene il lato luminoso
Roy Martina, La Formula per la Vita

Guardare alla mia felicità, in profondità senza bari, sganciata dall’immagine e dall’aspettativa che il mondo sembra insistentemente richiedermi, rappresenta quindi la mia ed altrui liberazione.

Daniele Fronteddu