Ballottaggi, il Centrodestra conquista Ferrara (dopo 69 anni) e Forlì

Ballottaggi, Livorno ritorna a sinistra. Trionfo del M5S a Campobasso. Il secondo turno delle elezioni comunali non vede un chiaro vincitore. I risultati sono molto diversi tra loro da città a città.

Il Centrodestra e in particolare la Lega esultano per il successo a Ferrara: la vittoria del salviniano Alan Fabbri segna un passaggio di consegne dopo 69 anni di sindaci di sinistra. Un dato che il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha definito “straordinario” nel cuore della notte insieme a quello di Forlì, che era da 50 anni a sinistra, dove ha vinto il civico di centrodestra Gian Luca Zattini.

Il Partito Democratico si rifà a Livorno, città riconquistata dopo 5 anni di governo M5S: il candidato dem Luca Salvetti ottiene oltre il 60%. L’altra città fino ad oggi governata dal Movimento di Luigi Di Maio era Avellino: il nuovo sindaco è Gianluca Festa, sostenuto da liste civiche di area progressista, che ha battuto il candidato ufficiale del Pd per circa 600 voti.

Ottime notizie per il Centrosinistra e in particolare per il segretario del Pd Nicola Zingaretti arrivano anche da Prato, che ha rieletto Matteo Biffoni, da Reggio Emilia (vince Luca Vecchi), Cesena (vince Enzo Lattuca) e Cremona (vince Gianluca Galimberti). Al cardiopalma lo scrutinio a Verbania, dove il testa a testa si è risolto all’ultimo voto a favore di Silvia Marchionini, sindaco di Centrosinistra uscente (ha vinto per meno di 200 voti di scarto). E non finisce qui perché il Pd ‘ruba’ il controllo di Rovigo al Centrodestra con Edoardo Gaffeo.

Il Centrodestra a trazione leghista ‘scippa’ però – oltre a Ferrara e Forlì – altre due città storicamente di Centrosinistra: Vercelli (eletto Andrea Corsaro) e Biella (vince Claudio Corradino) in Piemonte. Il Centrodestra conferma la guida di Foggia (eletto Franco Landella) e di Ascoli Piceno con Marco Fioravanti.

I casi più interessanti arrivano però da Molise e Basilicata. A Campobasso netta vittoria del candidato del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina. Era l’unico capoluogo con un candidato pentastellato in corsa dopo la debacle del 26 maggio. Campobasso e l’altra città molisana al ballottaggio, Termoli, sono state al centro del dibattito politico per un presunto tentativo di patto di desistenza tra grillini e dem che avrebbe dovuto portare all’elezione di Gravina a Campobasso (avvenuta) e del candidato Pd a Termoli. Ma se desistenza c’è stata, ha funzionato solo a Campobasso visto che a Termoli ha vinto nettamente il candidato di Centrodestra.

Potenza è stato eletto per soli 200 voti Mario Guarente della coalizione di Centrodestra battendo il candidato sostenuto da liste civiche Valerio Tramutoli. Il fatto che lo spoglio sia stato a lungo un testa a testa è segno che su Tramutoli che partiva molto indiestro sono naturalmente convogliati i consensi del centrosinistra ma forse anche di parte dei pentastellati.

Fonte: www.affaritaliani.it