Roberto Li Gioi e Michele Ciusa (M5S) si muovono per valorizzare il patrimonio ferroviario regionale.

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I due consiglieri, Roberto Li Gioi e Michele Ciusa (M5S), vogliono rilanciare il percorso del Trenino verde della Sardegna, la ferrovia storica più lunga d’Italia con i suoi 437 km.

Per farlo era stato previsto un investimento da 10 milioni di euro, ma di questo progetto oggi si è persa completamente ogni traccia.

Ciò che rimane dell’annuncio è solamente una nota sul sito www.treninoverde.com in cui si legge che l’ARST, assieme alla Regione Autonoma della Sardegna, agli Enti Locali e agli Operatore Turistici, sta definendo il calendario 2019 del Trenino Verde.

A causa di questa trascuratezza i consiglieri vogliono sapere con certezza quali saranno i tempi di realizzazione dell’opera.

Roberto Li Gioi e Michele Ciusa del gruppo M5S hanno presentato in Consiglio un’interrogazione affinché si riaccendano i riflettori su tale patrimonio ferroviario regionale di importante valenza storica regionale, europea, ma anche internazionale.

L’accordo, firmato lo scorso 18 dicembre tra Regione e Arst, sindaci dei Comuni coinvolti, sindacati, associazioni e imprese – continuano i consiglieri del M5S – faceva inoltre riferimento a una serie di interventi trasversali e strategici: un piano di marketing per la promozione delle tratte isolane, e il completamento del dossier propedeutico alla candidatura del Trenino Verde a Patrimonio dell’Unesco come leva per la promozione a livello internazionale”.

Sulla carta è stato dunque posto un progetto ambizioso, che ha presentato, però, un ostacolo alla sua realizzazione già in partenza. Questo perché il Ministero delle Infrastrutture limita la titolarità alla gestione delle Ferrovie alle sole Aziende ferroviarie, e di conseguenza l’ARST S.p.A., la società che gestisce il Trenino Verde non può operare in questo campo.

Per questo Nardo Marino (M5S) ha presentato una proposta di legge, approvata alla Camera e, ora in dirittura d’arrivo al Senato, volta a modificare il sopra citato articolo 5 della L. 128/17. Si tratta di una modifica necessaria a consentire alle società che esercitano servizi di trasporto, anche se in mancanza della qualifica di impresa ferroviaria, di poter proseguire l’attività.

Li Gioi e Ciusa chiedono pertanto di poter conoscere i tempi realizzazione del Piano di rilancio per il Trenino Verde, se e come la Regione intenda gestire il ripristino dei contratti di assuntoria sia per il TPL che per il servizio turistico, in che modo si intenda dare attuazione agli indirizzi presenti nella normativa regionale, se si intenda, dunque, riattivare nel concreto la procedura per il riconoscimento UNESCO e, infine, se con il nuovo ciclo di Programmazione 2021-2027 la Regione Sardegna intenda destinare ulteriori risorse.