Europee exit poll alle 23. Nuovi sentiment: chi è ottimista e chi è pessimista

Elezioni europee 2019, ci siamo. Gli italiani stanno votando, alle ore 23 su Affaritaliani.it le prime stime sui risultati delle elezioni in collaborazione con il sondaggista Renato Mannheimer

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Nel Movimento 5 Stelle prevale un moderato ottimismo. Luigi Di Maio e i grillini hanno come obiettivo il 24%, sotto questa percentuale il risultato sarebbe abbastanza deludente. I pentastellati sono comunque fiduciosi di risultare la seconda forza politica del Paese davanti al Partito Democratico “di almeno 2 o 3 punti” (afferma un parlamentare pentastellato veneto). Grandi attese soprattutto nel Mezzogiorno, con la spinta del reddito di cittadinanza, con una tenuta (sperano) al Centro-Nord. Alla base dell’ottimismo c’è anche la posizione assunta negli ultimi 15 giorni di campagna elettorale da parte di Di Maio. Una posizione moderata e pragmatica che ha spinto a destra Salvini e la Lega.

Il Partito Democratico aveva ritrovato un po’ di smalto fino a dieci giorni prima dell’apertura delle urne, sulla scia delle liti nel governo, ma l’ultima settimana di campagna elettorale è stata contraddistinta dal timore di perdere la partita per il secondo posto con il Movimento 5 Stelle, ovviamente dietro la Lega. Tra i dem la convinzione è quella di riuscire a migliorare il dato delle Politiche 2018 con la speranza (anzi, la quasi certezza) di avere il 2 come prima cifra. Preoccupa il possibile smacco del sorpasso da parte della Lega nelle ex Regioni rosse: Emilia Romagna, Toscana, Marche e Umbria.

Forza Italia, al di là dell’ottimismo espresso nelle interviste e nelle uscite pubbliche da parte di Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale, vive con una crescente preoccupazione questa giornata di votazione. L’ansia è legata al fatto che lo scontro infinito M5S-Lega abbia tolto fiato alle opposizioni moderate, azzurri in testa. Si registra una forte preoccupazione sul fatto che possa non essere raggiunto l’obiettivo della doppia cifra, ovvero almeno il 10% considerato come una soglia psicologica fondamentale. Fratelli d’Italia resta ottimista, come lo era un mese fa, anche nel giorno del voto. Nel partito di Giorgia Meloni sono certi di un’avanzata al Nord ai danni di Forza Italia (e forse in piccola parte della Lega) con una consistente tenuta al Centro-Sud. Fdi conserva la speranza di avvicinarsi molto a Forza Italia e qualcuno si lascia scappare di sognare ancora il clamoroso sorpasso.

Tra gli altri partiti in +Europa sperano di riuscire a ‘rubare’ uno 0,5/1% al Pd (soprattutto tra i renziani e tra i più europeisti) che possa consentirgli di raggiungere lo sbarramento del 4% ed eleggere europarlamentari. Un punto interrogativo, insomma, fino all’ultima scheda. A sinistra ottimismo nel Partito Comunista di Marco Rizzo e qualche preoccupazione nella Sinistra e tra i Verdi.

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