Premio per Accademia Olearia della famiglia Fois: è ufficialmente Presidio Slow Food

L’eccellenza come filosofia aziendale, nel rispetto dell’ambiente, della tradizione e dell’identità: l’extravergine biologico Dop Sardegna da cultivar autoctoni di Accademia Olearia è Presidio Slow Food.

Accademia Olearia diventa Presidio Slow Food. L’azienda olivicola della famiglia Fois è stata inserita nel prestigioso elenco istituito nel 1999 come progetto per il recupero e la salvaguardia di produzioni di eccellenza gastronomica minacciate dall’agricoltura industriale, dal degrado ambientalee dall’omologazione. «Con la linea extravergine di oliva biologico Dop Sardegna, che diventa Presidio Slow Food, Accademia Olearia esprime la propria filosofia, valorizzare il territorio e il proprio lavoro, il rispetto delle tradizioni e della cultura locale», è la motivazione alla base della decisione di cui i titolari dell’avveniristico frantoio di Ungias –Galanté hanno ricevuto comunicazione di recente.

Attualmente in Sardegna hanno ottenuto la prestigiosa assegnazione di Presidio Slow Food solo cinque aziende olivicole, tra le quali Accademia Olearia. Non è sfuggito a Slow Food che il patrimonio rappresentato da olivi secolari e cultivar tipiche ed endemiche vive un momento di estrema crisi, legata al processo di industrializzazione della coltivazione e alla creazione di impianti intensivi che contribuiscono a omologare la produzione di olio extravergine italiano e a orientare il mercato verso oli di qualità inferiore. «Accademia Olearia orienta le proprie scelte aziendali sulla tutela e sulla promozione della biodiversità locale, la cultivar sarda bosana, al valore ambientale e paesaggistico e alla salubrità», afferma Giuseppe Fois, che porta avanti la tradizione di famiglia per l’olio d’eccellenza insieme ai figli Alessandro e Antonello.

L’assegnazione di Presidio Slow Foodè rilasciatada un comitato scientificoin base a criteri di simili a quelli delle certificazioni Dop, ma con un disciplinare di produzione molto più rigido. Inizialmente il riconoscimento si limitava a fornire ai compratoriindicazioni su luoghi e aziende di nicchia e diriferimentoper chi vuole acquistare prodotti di qualità, una sorta di difesa del consumatore da eventuali truffe alimentari. I primi progetti erano rivolti a prodotti in via di estinzione, come il recupero delcapponedi Morozzoin Piemonte e del fagiolo Zolfino inToscana. Ora il progetto ha varcato i confini italiani ed è sbarcato anche negli Usa per difendere la lavorazione a latte crudo dei casari.

L’assegnazione di Presidio Slow Food in olivicoltura è conferita a prodotti rari ed eccellenti, realizzati in conformità a disciplinari e regole di produzione. Gli olivicoltori aderenti al Presidio nazionale dell’olio extravergine italiano devono avere oliveti di cultivar autoctone del territorio gestiti senza fertilizzanti di sintesi e diserbanti chimici. Per i trattamentisono consentiti prodotti a basso impatto ambientale, che garantiscano un residuo finale sul prodotto pari allo zero. In caso di pendenze o situazioni paesaggistiche complesse, le lavorazioni in campo devono seguire buone pratiche agronomiche,per evitare l’erosione e smottamenti dei terreni. Per evitare l’abbandono degli oliveti più antichi, il Presidio prevede che almeno l’80% delle piante abbia almeno cento anni.