Maria Jole Serreli e Igino Panzino alla quarta mostra di Mancaspazio

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La quarta mostra di MANCASPAZIO, accoglie le opere di Igino Panzino e Maria Jole Serreli in una bi personale dedicata alle foglie.
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Le celebri rappresentazioni realizzate da Panzino solo pochi anni fa si legano alle opere inedite di Serreli, ultime nate della produzioneIkigai, presentata in anteprima a Milano e già richieste per un’importante mostra in Cina.
Le foglie sono il respiro del mondo, metafora della vita umana e del cambiamento fisico a cui tutti gli esseri viventi sono soggetti.
Verdi e giovani, ancorate ai rami, crescono, ingialliscono, si staccano e cadono a terra, tornano alle radici, in un ciclo che scandisce le stagioni, in continuo cambiamento.
Questo silenzioso e lento mutamento, è raccontato in mostra attraverso le carte incise dell’artista sassarese Igino Panzino, dove colori e forme, lontani dalla realtà scientifica, sono il mezzo per arrivare alla purezza formale. Le venature delle foglie, vengono marcate dalle piegature della carta che rendono ancora più tridimensionale e concreta l’immagine, conservandone la leggerezza.
Maria Jole Serreli, torna alla pittura dopo le sperimentazioni di FiberArt, mai completamente abbandonate, il filo rosso che ha caratterizzato la sua produzione degli ultimi anni scompare e resta il colore impresso dalle foglie, sulle tele.
Le campane di vetro custodiscono foglie spezzate e ferite, a cui Serreli ridà corpo e forma con inserti di antichi pizzi dei primi del Novecento, apparentemente fragili, diventano immagini di resistenza e forza, di lotta e rinascita. Il critico d’arte Flaminia Fanari scrive “ritrovano la propria ragion d’essere semplicemente nel respirare e nel dare respiro all’umanità intera al ritmo di un tempo finalmente naturale”.

Chiara Manca

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