“La Fabbrica delle Parole”: alla “Fiera del Libro” di Iglesias le parole da indossare di Ljuba Spreafico fotogallery

Durante i quattro giorni della Fiera del Libro di Iglesias (22/25aprile)  lo stand de La fabbrica delle Parole sarà presente nel centro storico cittadino.

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Il sociologo e filosofo Bauman in Consumo, dunque sono (Laterza, 2008) scriveva «Consumiamo ogni giorno senza pensare, senza accorgerci che il consumo sta consumando noi e la sostanza del nostro desiderio. È una guerra silenziosa, e la stiamo perdendo». Un’ inversione di rotta rispetto a questa tendenza passa anche attraverso accessori, per usare un termine oggi molto in voga, sostenibili. “Non è infrequente che riuso, riciclo e recupero improntino anche anche la c.d industria del fashion”- spiega l’artigiana e artista Ljuba Spreafico, creatrice di abiti di scena, oggetti, sculture e bijoux eco-friendly.

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Dalla manipolazione di materiali letterari nasce La fabbrica delle parole, esperimento artistico nel quale- racconta l’artigiana, lecchese di nascita ma sarda di adozione- “la ricerca e la selezione di parole, frasi e illustrazioni sono alla base di una creazione che mira ad interagire con i pensieri e i desideri del fruitore.

Parto dalla lettura dei libri usati, ingialliti e vissuti, alla ricerca di piccole grandi parole, stralci di frasi che cerco di rendere ancora più potenti con la cancellatura grafica.”

C’è dunque, nel dichiarato impiego da parte di Spreafico della cancellatura di Emilio Isgrò, una precisa ratio sottesa alla scelta delle parole da sottrarre al furore cancellatorio: la sostanza semantica del testo originario viene, attraverso un atto di apparente sottrazione, modificata e profondamente riletta, rivelando significati estranei al testo di partenza ed un diverso valore iconico.

Nessun esercizio di censura o provocazione neo-dadaista: sulla negazione si innesta un gesto creativo; come nelle opere di Isgrò la pars destruens è funzionale ad una dialettica di rifondazione.

“Inizialmente creavo unicamente spille, col tempo sono nati ciondoli, anelli, portachiavi, specchietti da borsetta, bracciali, calamite. Alcuni libri hanno rappresentato, più di altri, lo spunto per un arricchimento e una diversificazione dei vari lavori. Penso all’opera poetica di Peppino Mereu e Maria Teresa Tedde, penso a Il piccolo principe, in particolare: partendo dal racconto di Antoine de Saint-Exupéry ho realizzato infatti una serie di illustrazioni originali, che ho riportato su bijoux e gadget.”

Spreafico ingloba e rilegge con originalità una molteplicità di movimenti artistici, dalla poesia visiva al concettualismo, affiancando alla cancellatura vera e propria variegati interventi grafico-pittorici e collage, con inserimento di inserti di stoffa (organza, pizzo) e sughero, applicazione dell’argento in foglia e montatura su ottone e metallo, in un gioco inedito di sperimentazioni materico-visuali.

Le sue parole da indossare, come ama definirle, sono realizzate completamente a mano, garantendo in questo modo l’unicità del pezzo, e hanno il pregio di consentire una dialettica senza mediazioni, totalizzante e plurisensoriale, tra fruitore e opera d’arte, che apre l’intenzionalità artistica ad un ventaglio di riaffermazioni individualizzanti.

E’ possibile reperire le creazioni de La Fabbrica delle parole presso Il Salotto di Camilla e le Messaggerie Sarde a Sassari, presso la Libreria Il Labirinto Mondadori Bokstore ed il mercatino estivo del Lungomare Dante ad Alghero.

Durante i quattro giorni della Fiera del Libro di Iglesias (22/25aprile) troverete lo stand de La fabbrica delle Parole nel centro storico cittadino.

Per maggiori informazioni è possibile visitare la Pagina Facebook Ufficiale de “La Fabbrica delle Parole”:https://www.facebook.com/Lafabbricadelleparole/

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