Disagi e disservizi al nuovo ospedale dei Castelli Romani

A seguito del recente caso di malasanità evidenziato da Carlo Spinelli, Responsabile provinciale romano del movimento Italia dei Diritti, riguardante alcune strutture ospedaliere della capitale, abbiamo voluto chiedere maggiori informazioni su quei fatti in precedenza soltanto accennati ma che, a fronte di un sistema che richiede sempre più attenzione, rappresentano un campanello d’allarme per la popolazione.

Le segnalazioni pervenute all’IDD, riguardo il cattivo funzionamento del noc, sono varie e molteplici” afferma Spinelli “ad iniziare dal pronto soccorso con carenza di personale e i lunghi tempi d’attesa, proseguendo con pazienti sbattuti sulle barelle senza nemmeno una copertina per proteggersi dal freddo, per concludere con la carenza di personale e l’erogazione dei servizi che non soddisfano il bacino di utenza”. Spinelli riferisce del nuovo ospedale dei castelli, struttura che a pieno regime potrebbe ospitare fino ad un massimo di 344 pazienti ma che, allo stato attuale, funziona solo ad un terzo delle proprie potenzialità con 137 posti letto al momento agibili.

Ad una ragazza sedicenne arrivata priva di sensi al pronto soccorso con ambulanza in codice rosso declassata a giallo, durante i giorni di ricovero, non è stato fatto ne un elettroencefalogramma ne un ecocardiogramma, e la famiglia ha dovuto provvedere privatamente agli esami, mentre un paziente arrivato con un taglio su un braccio e tendine lacerato è stato, in un primo momento, ricucito e in un secondo riaperto per poter permettere la cucitura in altro nosocomio, in quanto al noc non c’era uno specialista che potesse effettuare l’intervento”.

Il noc è stato etichettato dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti come l’eccellenza della sanità laziale, ma i gravi episodi di malasanità che si stanno verificando non ne giustificano certo le lodi che il presidente stesso insieme ai vertici della ASL stanno tessendo. L’ospedale, inaugurato il 18 Dicembre 2018, avrebbe dovuto brillare sia per struttura che per servizi, ma gli esiti si sono rivelati fallimentari. L’apertura del noc ha, di conseguenza, decretato la chiusura dei tre nosocomi che si trovavano ad Albano Laziale, Ariccia e Genzano.

Le tre strutture hanno chiuso i cancelli dai primi giorni di novembre, ad un mese e mezzo dall’apertura del noc, e la cosa è stata giustificata con i tempi tecnici per il trasferimento dei macchinari dai tre nosocomi allo stesso. In questo mese sono stati registrati notevoli disagi negli ospedali dei comuni limitrofi, in particolare modo al pronto soccorso dell’ospedale di Velletri che, dopo aver subito diversi danni, ha causato il fermo di alcune ambulanze e difficoltà nell’utilizzo delle barelle, in quanto la stesse rimanevano occupate anche per due giorni dagli ultimi pazienti trasportati. Detti disagi, invece di essere superati con l’apertura del noc, si sono amplificati per via del numero di posti inutilizzati e della mancanza di personale da impiegare nella struttura.

Conclude Spinelli: “Forse sarebbe stato più logico, vista la gradualità d’avviamento del noc, chiudere altrettanto gradualmente gli altri tre ospedali, in questo modo i disagi sarebbero stati meno sentiti”.

Daniele Fronteddu