Cagliari. Dal 27 aprile al via la XXIII edizione di Monumenti Aperti

Dal 27 aprile al via la ventitreesima edizione di Monumenti Aperti. Ben sessantadue le amministrazioni comunali coinvolte in Sardegna con dodici “new entry”, a testimonianza della vitalità della manifestazione e dell’interesse degli enti locali a entrare nella rete.

Oltre 20.000 volontari, in gran parte studenti, racconteranno il ricchissimo patrimonio culturale sardo facendo ancora una volta da ponte tra le radici profonde della nostra storia e gli scenari futuri. Non solo Sardegna. Dal 2014 la manifestazione è infatti “sbarcata” sulla Penisola, dove sta consolidando e accrescendo la sua presenza in Emilia Romagna e Puglia e da quest’anno in Lombardia.
Un’edizione 2019 che si presenta forte del Premio dell’Unione europea per il Patrimonio Culturale / Europa Nostra Awards 2018, il massimo riconoscimento europeo nel settore, consegnato ufficialmente a Imago Mundi lo scorso 22 giugno a Berlino, per la categoria Istruzione, Formazione e Sensibilizzazione, durante il primo vertice europeo del patrimonio culturale.
IL TEMA. Il tema di Monumenti Aperti 2019 è Radici al futuro, ovvero ciò che ci appartiene come storia e su cui poggia il domani delle comunità. Trae ispirazione dalle politiche europee tese a valorizzare l’intero patrimonio culturale tangibile, intangibile e digitale, accessibile e inclusivo. Radici al futuro ne rilancia la visione come strumento per favorire il senso di appartenenza alla comunità locale, come dialogo tra le generazioni, dando valore al confronto e all’arricchimento reciproco.
Questo perché vogliamo affidare ai giovani il duplice ruolo di custodi della conoscenza e di attivatori delle opportunità future. Radici al futuro è la sintesi di una trasformazione, il condensato di un passaggio di testimone raccontato dal ciclo della materia che non si interrompe. Radici al futuro disegna l’attingere alle tradizioni culturali e alla storia per costruire la società futura all’insegna della creatività e dell’innovazione. Il patrimonio culturale diventa, quindi, fonte continua di apprendimento e di ispirazione, e la base di una cittadinanza attiva e responsabile.
L’EDIZIONE 2019. Monumenti Aperti 2019 si interroga sulle diverse generazioni (e la loro interazione) e la formazione di una ferma consapevolezza di essere custodi e fruitori del patrimonio culturale. Quel patrimonio materiale e immateriale che la manifestazione ha raccontato negli ultimi vent’anni e che deve essere ri-raccontato adattando la narrazione ai diversi tempi che l’evoluzione tecnologica, formativa, economica e, in generale, umana ha portato alla luce nel percorso di crescita sociale.

Per questa ventitreesima edizione, salutata dal patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del MIBAC, dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO, sono complessivamente 73 le amministrazioni coinvolte, 62 in Sardegna e 11 nella Penisola. Si inizia a Bauladu, Bosa, Tula e Uta il 27 aprile e si chiude nei giorni 9 e 10 novembre in Puglia nei comuni di Terlizzi, Modugno e Palo del Colle.

Sono dunque 62 i comuni sardi che andranno a occupare sette fine settimana, dal 27 aprile al 9 giugno. Molte le conferme e ben 12 (cinque in più rispetto alla scorsa edizione) le amministrazioni che per la prima volta aderiscono alla manifestazione in terra sarda (che diventano complessivamente 20 su scala nazionale con gli ingressi pugliesi e lombardi) e alle quali Monumenti Aperti dà il benvenuto: Ales, Assolo, Decimoputzu, Genuri, Muravera, Neoneli, Siliqua, Tertenia, Tula, Vallermosa, Villaputzu e Villaspeciosa, a dimostrazione che la manifestazione si conferma come la festa di valorizzazione del patrimonio culturale più partecipata in Sardegna con gli 800 luoghi della cultura aperti e raccontati da almeno 20.000 volontari, in massima parte studenti provenienti dalle scuole di ogni ordine e grado.

Saranno interessate dalla manifestazione amministrazioni comunali sia della Città Metropolitana di Cagliari che delle province storiche: 31 i comuni della Provincia del Sud Sardegna, 8 della Provincia di Oristano, 12 della Provincia di Sassari e 2 in quella di Nuoro. Sono infine 9 i comuni che ricadono nella Città Metropolitana di Cagliari.

Fra i siti aperti segnaliamo: la chiesa di Santa Maria di Uta, meraviglioso esempio di architettura romanica in Sardegna, il Castello Malaspina a Bosa, la Cattedrale e la casa natale di Gramsci ad Ales, l’area archeologica di Nora, l’Argentiera – Museo della Miniera a Sassari, uno dei maggiori esempi di archeologia mineraria della Sardegna, la Chiesa di San Lorenzo di Porto Rotondo e la Torre della Quarta Regia in località Sa Scafa, a Cagliari.

Sardegna ma non solo, per una manifestazione che è ormai una buona pratica diffusa su scala nazionale.
Nel 2014 la manifestazione è andata per la prima volta oltre i confini regionali con tre edizioni piemontesi che hanno coinvolto Santo Stefano Belbo, Mango e Castiglione Tinella, nelle Langhe raccontate da Pavese e Fenoglio.
Dal 2017 la manifestazione è presente in Emilia Romagna (Ferrara e Copparo) e dal 2018 in Puglia, che dopo il debutto dello scorso anno a Bitonto passa a sei comuni partecipanti con il coinvolgimento del GAL Fior d’Olivi, mentre fa il suo esordio quest’anno la Lombardia dove, in via sperimentale, si terranno edizioni di Monumenti Aperti a Milano, Como e Cantù. Queste le date nazionali: 3 e 4 maggio Milano, 25 e 26 maggio Cantù, che bisserà anche nei giorni 27 e 28 settembre, 1 e 2 giugno Como, 19 e 20 ottobre Copparo (Emilia Romagna), 26 e 27 ottobre Ferrara e in Puglia Bitonto, Grumo Appula e Giovinazzo, per concludere il 9 e 10 novembre, ancora in Puglia, nei comuni di Terlizzi, Modugno e Palo del Colle.

PROGETTI SPECIALI NAZIONALI E REGIONALI
Anche quest’anno numerose iniziative speciali arricchiranno le visite ai monumenti, con progetti a diffusione nazionale o regionale.
Dal 2014 l’Associazione Culturale Imago Mundi Onlus ha promosso un progetto speciale di scrittura e narrazione del patrimonio culturale Le parole della bellezza, dedicato agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, ideato con la collaborazione dello scrittore  Luigi Dal Cin, realizzato in Piemonte, Sardegna, Emilia Romagna e da quest’anno in Lombardia.
Il progetto nasce per evidenziare il valore artistico, storico e culturale dei monumenti delle realtà urbane in cui viviamo, utilizzando la potenza della narrazione e viene curato dallo stesso Dal Cin che ha scritto oltre 10 racconti originali sul patrimonio culturale delle regioni coinvolte. Insieme a lui portano avanti il lavoro di teatralizzazione dei monumenti due compagnie teatrali: Ferrara Off e il Teatro dallarmardio.

Sperimentato su Cagliari lo scorso anno viene ora riproposto su base nazionale Viva Voce – racconta la tua città. Con questo progetto si vuole costruire una mappa dei monumenti e dei luoghi d’Italia con le voci dei cittadini che potranno inviare un messaggio WhatsApp di massimo 50 secondi al numero telefonico 348.314 6896 descrivendo il proprio legame a un luogo o a un monumento. Il racconto come elemento di coesione del “popolo” di Monumenti Aperti.

A partire da Gusta la città, progetto tra i più longevi della manifestazione con i suoi quindici anni di vita. Un felice e produttivo connubio fra cultura, arte e gastronomia. In collaborazione con Slow Food, gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande vengono invitati a tenere aperta la loro attività nelle giornate di Monumenti Aperti. E sono almeno 30 le amministrazioni comunali che aderiscono quest’anno al progetto con oltre 500 esercenti aperti, molti dei quali proporranno menù dedicati all’iniziativa.

Fra gli eventi da segnalare anche Monumenti in musica. Partito da Cagliari (da quest’anno l’iniziativa si avvale di un accordo di collaborazione che Imago Mundi Onlus ha stretto con il Conservatorio di Musica del capoluogo), il progetto è negli anni diventato una vera e propria manifestazione nella manifestazione. Per l’edizione di Monumenti Aperti 2019 sono diverse le amministrazioni comunali che, sulla scorta del successo cagliaritano, hanno deciso di inserire nel programma alcuni momenti musicali in luoghi di particolare pregio storico – artistico che andranno ad arricchire lo svolgimento delle visite guidate.
Infine sono almeno trenta gli itinerari attraverso i quali percorrere le strade della Sardegna ma anche della Lombardia durante le settimane di Monumenti Aperti. Percorsi archeologici, naturalistici, percorsi dedicati ai murales, quelli storico artistici, urbani o legati alle tradizioni popolari. Suggerimenti tematici per attraversare territori così ricchi di storia.
Nel giugno dello scorso anno Monumenti Aperti ha ricevuto a Berlino dalle mani del Maestro Placido Domingo, presidente di Europa Nostra, il Premio dell’Unione Europea per il Patrimonio Culturale – Europa Nostra Awards 2018.Monumenti Aperti viene sostenuta economicamente per il 50% dai comuni aderenti alla rete e, dall’edizione 2005, dai finanziamenti pubblici provenienti dagli Assessorati regionali del Turismo e della Pubblica Istruzione e Beni culturali che rappresentano un ulteriore 30%.

A queste risorse si aggiungono i proventi delle azioni di marketing e dall’iniziativa “Un Euro per la Cultura”, il 5X1000 e un crescente supporto da parte del mondo dei privati, i nuovi mecenati che assicurano il restante 20% degli oneri sostenuti complessivamente, tra cui importante il contributo della Fondazione di Sardegna.
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