Sciopero dei tassisti in Sicilia e Sardegna

È la svolta: con lo sciopero di ieri 22 marzo indetto da Silt, si è dato il via al nuovo percorso rivendicativo della categoria taxi in Sicilia e Sardegna.

Ottima l’adesione ai sit-in e manifestazioni a Catania, Messina, Palermo e Cagliari. La marcia nel capoluogo siciliano, dove erano presenti il presidente nazionale Silt Angelo Sciacca, il provinciale di Catania Vincenzo Serafini e di Messina Massimo Vita. Il corteo appiedato da piazza Crispi è arrivata fino a piazza Verdi, bloccando il centro cittadino.

A Cagliari, guidati dal presidente provinciale Silt Massimo Orrù, almeno 30 macchine bianche sono partite da un sit-in sotto il Palazzo della Regione e uno spettacolare corteo fino all’aeroporto e ritorno alla Regione.

A Catania le manifestazioni in Piazza Università e all’aeroporto e a Palermo la marcia e il sit-in alle quali hanno preso parte tassisti palermitani, messinesi e catanesi.

Tutti hanno lasciato il segno. Notevole l’adesione di altre città italiane, da nord a Sud: Torino, Genova, Matera, Napoli, per citarne solo alcune, in solidarietà ai colleghi sardi e siciliani.

Lo stop di 4 ore non è stato deciso certo a cuor leggero dai tassisti isolani, che hanno garantito i servizi essenziali senza rinunciare all’esigenza di far sentire finalmente la propria voce, in maniera compatta.

Ora si inizia da qui: forti di una dimostrazione di compattezza vista raramente, nelle isole maggiori si andrà avanti con ancora maggior convinzione sulla strada dei tavoli regionali sul trasporto pubblico non di linea, per la disciplina delle norme e la garanzia dei controlli.

Inoltre, si farà da apripista, di concerto con le sigle sindacali consapevoli che solo insieme si ottengono i risultati, per chiedere, senza ulteriori perdite di tempo, l’apertura di appositi tavoli ministeriali riguardo le attrezzature tecnologiche.
Silt c’è, i tassisti anche. E oggi lo hanno dimostrato.

sciopero tassistisciopero tassistisciopero tassistisciopero tassisti