Mater Olbia Hospital. Procedimento penale 264/2018: indagati Lucio Rispo, Angelo Merlini e notaio inglese

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Un altro colpo di scena sulla struttura sanitaria targata Qatar: Il cerchio si allarga a macchia d’olio.

La vicenda del Mater Olbia Hospital continua a riservare sorprese sul piano giudiziario, a conferma che nella realizzazione della struttura sanitaria privata c’è qualcosa che non fa tornare i…conti.

Il discorso legato agli aspetti legali dell’acquisto dei terreni confinanti con l’ospedale qatariota, continua a suon di udienze presso il Tribunale di Tempio Pausania. Ieri, martedì 18 settembre, davanti al Gip Andrea Pastori, si è svolta l’udienza preliminare per le firme apocrife su più procure alle liti fornite dal legale Nuorese Angelo Antonio Merlini. Erano presenti in aula i legali di Alessandro Marini che hanno chiesto il rinvio a Giudizio di Angelo Merlini o il proseguimento dell’indagine.

Alessandro Marini

L’avvocato Angelo Merlini, tra l’altro, è indagato in un altro procedimento penale (406/2017) per firme apocrife, che non era presente all’udienza. A difenderlo il figlio Iacopo Merlini e un altro professionista, che per circa 20 minuti ha cercato di articolare la tesi difensiva contestando le relazioni grafologiche di parte. “Tesi difensiva articolata attraverso la solita patetica ricostruzione di fatti non riconducibili a verità”, secondo i difensori di Alessandro Marini, “poiché alla famiglia dell’emiro del Qatar risulta che l’avvocato Angelo Merlini non abbia mai ricevuto alcun incarico dal management delle società riconducibili al fondo sovrano Qatariota e, peraltro, risulta essere uno sconosciuto nella stanza dei bottoni del Qatar”.

In proposito, tuttavia, è utile ricordare che tutto ruota attorno all’usucapione dei 60 ettari del pastore Mulas, divenuti di proprietà di Alessandro Marini, ma che, secondo la tesi di diversi soggetti, quel “passaggio” fu caratterizzato da un percorso poco chiaro e, conseguentemente, nei suoi confronti sono scaturiti una serie di attacchi giudiziari.

Insomma, analizzando la storia del Mater Olbia in ogni sua sfaccettatura, non è da escludere che le vicende legali fin qui incardinate non riservino situazioni imbarazzanti con politici di rango nazionale, i quali potrebbero essere coinvolti in uno scandalo senza precedenti.

Parliamo, in particolare, di due soggetti che, secondo l’opinione di Marini e dei suoi legali,  “più di tutti si erano interessati all’investimento Made In Sardinia, tra cui Matteo e Renzi e Graziano Delrio, sostenuti dal sempre presente ex senatore Gianpiero Scanu”.

Da che cosa scaturisce questo vostro convincimento?

Secondo Alessandro Marini “Il Mater Olbia potrebbe portare alla luce un fiume di milioni di euro ripuliti grazie al sistema collaudato di fatturazione”.

Marini, qual è questo sistema collaudato di fatturazione?

“Solo per darvi un esempio: scatole di derivazione per impianti elettrici erano rivendute 850% in più del valore di mercato, proprio a danno della famiglia reale del Qatar che, all’inizio, ha sempre pagato regolarmente, ma una volta accortasi della truffa, grazie ai rapporti instaurati con il sottoscritto, hanno immediatamente bloccato qualsiasi flusso di denaro per ultimare l’opera”.

“Il napoletano Lucio Rispo, Angelo Antonio Merlini e un Notary con ufficio in Londra, continua Marini, sono indagati dalla Procura della Repubblica di Tempio Pausania, le cui indagini sono condotte dal pubblico ministero dott. Ginevra Grilletti, e non è da escludere che possano far emergere un giro di tangenti di milioni di euro”.

Ovviamente, all’udienza del GIP era presente anche Alessandro Marini che, all’uscita dall’aula, ha rilasciato un ulteriore commento: “Se nell’ambito di questa vicenda ci sono i corrotti e corruttori dovranno andare a processo senza se senza e ma, perché tre anni fa hanno fatto di tutto per sbattermi in carcere da innocente”. “Posso affermare, senza tema di smentita, che in quella circostanza, grazie alla connivenza di un alto magistrato che si è prestato ad un’operazione alquanto inconcepibile, per favorire un’operazione tendente a lucrare a danno della famiglia dell’emiro del Qatar”.

“Ritengo sia necessario, conclude Alessandro Marini, che si approfondisca ogni aspetto ceffo il flusso di denaro giunto in Sardegna, per chiarire se tutte le somme sono state investite, e come, nella realizzazione del Mater Olbia”.

 

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