Def, Salvini e Di Maio piegano la resistenza di Tria. Defict/Pil al 2,4%

“Accordo raggiunto con tutto il governo sul 2,4%. Siamo soddisfatti, è la manovra del cambiamento”. Matteo Salvini e Luigi Di Maio, alle ore 21 e 05 dell’ultimo giorno utile, annunciano l’accordo raggiunto sulla nota di aggiornamento al Def.

In una dichiarazione congiunta, mentre a Palazzo Chigi incomincia il Consiglio dei ministri che approva l’attesissima nota pochi minuti prima delle 23, i leader di Lega e 5 Stelle cantano vittoria. E ottengono l’ok alle misure simbolo del contratto di governo: dal reddito di cittadinanza al superamento della Fornero, passando per l’aliquota al 15% “per più di un milione di lavoratori”.
Il ministro Tria, che alla fine ha ceduto rispetto alla “linea del Piave” che lui stesso aveva indicato, l’1,9%, non rassegnerà le dimissioni. Avrebbe influito la telefonata del capo dello Stato Sergio Mattarella che lo ha invitato a restare. Ora però l’Unione europea potrebbe bocciare la manovra dell’esecutivo Conte.

I contenuti dell’accordo vengono anticipati da Salvini e Di Maio prima dell’inizio del Cdm. Il leader della Lega: “Tasse abbassate al 15% per più di un milione di lavoratori italiani, diritto alla pensione per almeno 400.000 persone e altrettanti posti di lavoro a disposizione dei nostri giovani superando la legge Fornero, chiusura delle cartelle di Equitalia, investimenti per scuole, strade e Comuni.

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Nessun aumento dell’Iva. Pienamente soddisfatto degli obiettivi raggiunti”, dichiara Salvini. Anche l’alleato 5 Stelle esulta: “Abbiamo portato a casa la manovra del popolo che per la prima volta nella storia di questo Paese cancella la povertà grazie al reddito di cittadinanza, per il quale ci sono 10 miliardi, e rilancia il mercato del lavoro anche attraverso la riforma dei centri per l’impiego. Restituiamo futuro a sei milioni e mezzo di persone. Via libera anche alla pensione di cittadinanza. E con il superamento della Fornero chi ha lavorato una vita può finalmente andare in pensione liberando posti di lavoro per i nostri giovani, non più costretti a lasciare il nostro Paese per avere un’opportunità” afferma Di Maio. Subito dopo, mentre parlamentari e attivisti M5S festeggiano prima a Montecitorio e poi sotto Palazzo Chigi la “manovra del popolo”, Di Maio aggiunge: “Non restano esclusi i truffati delle banche che saranno risarciti con un Fondo ad hoc di 1,5 miliardi”.

La fumata bianca arriva al termine di un infinito vertice a Palazzo Chigi. Un vertice in due tempi. Il primo tempo, iniziato attorno alle 16, si gioca tra il premier Giuseppe Conte – di ritorno dagli Stati Uniti – e i due vicepremier che non arretrano dalla richiesta di fissare l’asticella del deficit 2019 al 2,4-2,5%. Nella seconda parte, in scena a partire dalle 19, si tratta anche con Tria. Il ministro prova a resistere ma Lega e M5S sono uniti e irremovibili.

Dal vertice, a cui partecipa anche il ministro degli Affari europei Paolo Savona, filtrano sin dal tardo pomeriggio indiscrezioni su un “clima buono” e su “un accordo vicino”. Ma è solo all’ora di cena che i due leader della maggioranza gialloverde ufficializzano l’intesa sul 2,4% che sfida l’Europa e i mercati. Poi si infilano nel consiglio dei ministri iniziato con un’ora di ritardo. Attorno alle 22 Conte telefona al capo dello Stato Sergio Mattarella. Poco più tardi la nota di aggiornamento al Def viene approvata. “Una manovra meditata, ragionevole e coraggiosa. Abbiamo programmato il più consistente piano di investimenti pubblici che sia mai stato realizzato in Italia” dichiara lo stesso premier.

Fonte: www.affaritaliani.it

 

 

 

1 commento

  1. Che il Capo dello Stato e la UE siano contrari è poca cosa. Ma se le agenzie di rating Moody’s e Standar & Poor’s bocciano la manovra, andremo tutti a chiedere l’elemosina.

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