CSA: Produzione record di pecorino romano DOP nell’annata 2018 appena conclusa

Centro studi agricoli : Prodotti 341.600 quintali a fronte dei 280.000 previsti dal piano produttivo del consorzio DOP.

Eccedenze a quota 101.600 quintali. Restati inascoltati da parte della Regione i campanelli d’allarme lanciati nei mesi scorsi dal Centro Studi Agricoli . Trasformati oltre 35 milioni di litri di latte in più rispetto al 2017 . Crollo delle vendite negli Stati Uniti del 38% nel periodo gennaio/giugno 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017. Considerati inutili  dal CSA i tavoli di filiera ristretti convocati dalla Regione con pochi attori.

Si organizzi la prima conferenza generale della filiera con tutti i presidenti di cooperative e tutti gli industriali. La situazione appare oggi critica e senza una linea programmatica da parte della regione. Tore Piana- si stanzi subito da parte della regione 20 milioni da destinare a un bando straordinario Agea per ritiro dal mercato di pecorino da destinare agli indigenti.

E ufficiale, dai dati in possesso al Centro Studi Agricoli le produzioni del solo formaggio pecorino romano DOP” nella stagione 2018, appena conclusa, che oggi sono stati certificati dall’Ente certificatore e dallo stesso Consorzio di Tutela, cui il CSA li ha avuti in forma ufficiale con lettera dello stesso Consorzio di Tutela, a seguito di richiesta scritta, vengono quantificati e certificati in 341.600 Quintali (pasta) rispetto ai 280.000 Quintali (pasta) programmati, dal Piano Produttivo approvato dallo stesso Consorzio di Tutela all’inizio dell’anno.

Con questi dati, appare evidente che quest’anno, L’ECCEDENZA fra pecorino romano DOP prodotto 341.600 Ql. e pecorino romano DOP programmato 280.000 Ql., raggiunge la cifra di 61.600 Ql. che sommati a una residua eccedenza a oggi , di pecorino romano DOP della stagione 2017, pari a circa 40.000 Ql, PORTA ALLA DATA DEL 11 SETTEMBRE 2018, L’ECCEDENZA DI PECORINO ROMANO DOP A quota 101.600 Ql. circa.

Il latte di pecora trasformato per produrre i 341.600 Quintali, secondo i nostri calcoli, ammonta a 197.200.000 litri circa, rispetto ai 161.879.317 litri della precedente annata 2017, con una resa di 5,78 litri per 1 Kg di formaggio prodotto (in pasta entro le 24 ore). Le produzioni di Pecorino Romano Dop nel mese di Luglio 2018, pare risultino maggiori di circa il 100% delle produzioni dello stesso mese di Luglio 2017. Passando dai 8.060 Ql di Pecorino Romano prodotti a Luglio 2017 ai circa 16.474 Ql di Luglio 2018.

Da questi dati, emerge una situazione di forte criticità nell’intera filiera, aggravata dalla diminuzione delle vendite del prodotto verso il mercato Statunitense e con un prezzo dello stesso pecorino romano Dop, in continuo calo. Le valutazioni di mercato (fonte CLAL) nei mesi di Febbraio e Marzo erano di €.7,70 al Kg per arrivare a oggi 12 Settembre 2018 ai €. 6,10 al Kg, (listini ufficiali fonte Istat e Clal dal sito Consorzio Pecorino Romano), con previsioni di gran lunga sotto tale prezzo , ( €. 4.80?) già dal prossimo mese di Ottobre.

Vediamo ora la situazione delle Vendite di Pecorino Romano Dop e del Fiore Sardo Dop nel periodo Gennaio/Maggio 2018 in particolar modo sul mercato più importante in assoluto, quello degli Stati Uniti. Le vendite certificate da Istat e CLAL, rivelabili dal sito ufficiale del Consorzio Pecorino Romano, alla data del 04 Settembre 2018, ATTESTANO IN QL. 43.000 risultando il dato di vendita più basso in assoluto dal 2014, e con un meno 38 % rispetto all’anno precedente (2017), attestato per lo stesso periodo in 70.000 Ql.

Vediamo ora i volumi di vendita annuali dal 2014 a oggi , (dati ufficiali fonte consorzio pecorino romano e fiore sardo)
– Anno 2014 periodo Gennaio/Giugno Stati Uniti………Ql. 48.000
– Anno 2015 periodo Gennaio/Giugno Stati Uniti……….Ql. 52.000
– Ann0 2016 periodo Gennaio/Giugno Stati Uniti……….Ql. 55.000
– Anno 2017 periodo Gennaio/Giugno Stati Uniti……….Ql. 70.000
– Anno 2018 periodo Gennaio/Giugno Stati Uniti………. Ql. 43.000 (il più basso) -38%
Mentre i volumi annuali di vendita, sempre nel mercato degli Stati Uniti, risultano essere:
– Anno 2014 totale Stati Uniti………….Ql. 104.000
– Anno 2015 totale Stati Uniti…………Ql. 108.000
– Anno 2016 totale Stati Uniti………….Ql. 122.000
– Anno 2017 totale Stati Uniti………….Ql. 154.000
– Anno 2018 totale Stati Uniti…… dati disponibili solamente sino al 31 Giugno…Ql. 43.000 ( vedi grafico precedente)

Una situazione, questa, se non gestita nelle dovute attenzioni da parte della Regione Sardegna e da parte di TUTTI gli attori della filiera del latte di pecora, rischia di travolgere in modo irreversibile, sia il settore produttivo del latte ( allevatori) sia il mondo della trasformazione ( caseifici Industriali e Cooperative), toccando questa volta anche il settore del credito.

Il rischio è quello di andare incontro a una seconda crisi, dopo quella del 2016, dove le aziende agricole di allevamento Sarde, non sarebbero oggi più nella condizione di affrontare e di superare, con un prezzo del latte di pecora, che nella malaugurata ipotesi, ritornasse al prezzo dei 0,60 Euro e anche meno, al litro.

LE PRODUZIONI TOTALI DA 2010 AL 2018

Anno 2009……totale produzioni pecorino romano Dop certificato ql. 267.461
Anno 2010……..totale produzioni pecorino romano Dop certificato ql. 274.766
Anno 2011……..totale produzioni pecorino romano Dop certificato ql. 253.352
Anno 2012………………totale produzioni pecorino romano Dop certificato ql. 254.529
Anno 2013……..totale produzioni pecorino romano Dop certificato ql. 247.780
Anno 2014……..totale produzioni pecorino romano Dop certificato ql. 241.168
Anno 2015……..totale produzioni pecorino romano Dop certificato ql. 301.675
Anno 2016……..totale produzioni pecorino romano Dop certificato ql. 356.324
Anno 2017……totale produzioni pecorino romano Dop certificato ql. 278.560
Anno 2018…….totale produzioni pecorino romano Dop certificato ql. 341.600

Dalla tabella si evince come quest’anno per le produzioni di pecorino romano, rispetto agli ultimi 10 anni, sia da bollino rosso, cui far scattare tutti i provvedimenti urgenti di aiuto e tutela, per evitare il tracollo dell’intero settore, afferma Tore Piana, presidente del Centro studi agricoli.

Si poteva evitare questa situazione? La risposta è SI. Siamo veramente rammaricati e dispiaciuti, come Centro Studi Agricoli, afferma Tore Piana, che nonostante tutte le nostre avvertenze e segnalazioni fatte nei mesi scorsi, la Regione Sardegna non ci abbia tenuto minimamente in considerazione, non ultimo il grido dall’allarme lanciato il 3 Agosto in occasione di una pubblica riunione organizzata dalla Copagri del Nord Sardegna, a Ittiri.

Esistono ancora oggi, continua Tore Piana, margini di manovra per evitare una crisi che appare sempre più probabile e vicina, ma bisogna agire con tempi strettissimi, entro il mese di Settembre, Ottobre potrebbe essere già troppo tardi.

Cosa fare e quali proposte? Noi come Centro Studi Agricoli, afferma Tore Piana, abbiamo da tempo chiesto sia all’Assessore all’agricoltura Caria sia al presidente dell’organismo interprofessionale OILOS, Pala, di organizzare a Settembre la 1′ CONFERENZA REGIONALE DELLA FILIERA DEL LATTE DI PECORA, perché siamo convinti, come Centro Studi Agricoli, che in questa fase debbano essere coinvolti tutti, dicco tutti, gli attori della filiera, non basta più convocare comitati ristretti di filiera o tavoli verdi di pochi, che se pur utili in questa fase non sono risolutori. Come invece continua a fare l’Assessore All’ agricoltura che ha convocato un tavolo di filiera ristretto per il giorno 13 Ottobre, NON SERVE A NULLA afferma Tore Piana.

E’ necessario il coinvolgimento ad esempio di tutti i presidenti delle cooperative lattiero casearie, perché ci giungono sempre più, “voci” ufficiose non verificate, di cooperative e privati, che pare stiano contrattando e vendendo, significative quantità di Pecorino Romano Dop, con prezzi ” anche molto al di sotto dei 6 euro al Kg”, arrecando danni all’intero comparto.

LA PROPOSTA DEL CSA.
La 1′ Conferenza Regionale della Filiera del Latte di Pecora da svolgersi entro il mese di Settembre, deve, secondo il Centro Studi Agricoli, stabilire criteri FERREI e modificare il piano produttivo del pecorino Romano Dop, con vincoli più stretti delle quantità di produzione del pecorino Romano Dop, assegnate ai singoli caseifici e una maggiorazione di gran lunga maggiore di quella attuale, oggi è di €. 0,16 al Kg, ritenuta troppo esigua, della quota contributiva aggiuntiva, per chi supera il quantitativo assegnato.

Deve inoltre stabilire l’utilizzo del latte di pecora eccedentario, vendita sfuso in cisterna fuori regione? O trasformazione con produzione diversificata? La Regione Sardegna, dovrà assumere in questa Conferenza Regionale, il ruolo di attore principale, avendone mezzi e strumenti.

Ecco che in questo contesto, dovrà recepire le indicazioni che si adotteranno, indirizzando le politiche dei finanziamenti nel prossimo PSR 2020/2026. Inoltre dovrà, in tempi brevissimi adottare un provvedimento straordinario, che stanzi non meno di 20 milioni di Euro, da destinare a un bando straordinario per il ritiro dal mercato di Pecorino Romano Dop, da distribuire agli indigenti, chiedendo contestualmente, al Governo Nazionale, un consistente coofinanziamento di altri 20 milioni, per lo stesso motivo.

Uguale e al pari degli interventi nazionali, sempre addottati per le eccedenze del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano, essendo oggi, il Pecorino Romano Dop, una produzione di importante rilevanza nazionale. Riteniamo come CSA, che Regione e Governo Nazionale, non possano assolutamente tirarsi indietro, per aiutare un settore e un segmento che per la Sardegna rappresenta una attività economico/produttiva di vitale importanza.

Oggi in Sardegna, agricoltore significa, riduzione dello spopolamento delle zone interne, significa salvaguardia dell’ambiente, significa il mantenimento degli usi e tradizioni Sarde ed il mantenimento della Identità Sarda.

Come Centro Studi Agricoli stiamo lavorando per preparare una proposta articolata e strutturale che permetta di stabilire un prezzo del latte di pecora, stabile per almeno i prossimi 5 anni, che possa essere remunerativo per l’allevatore e il comparto della trasformazione. L’assenza di queste iniziative e decisioni, rischiano di travolgere il mondo delle campagne già a fine anno e il mondo politico Sardo non ne resterà indenne. Conclude Tore Piana.

Infine una considerazione. A cosa è servito sapere i dati delle produzioni del latte di pecora forniti dall’assessore Caria alcune settimane fa? Quando tutta la gestione sul prezzo del latte di pecora, ruota attorno ESCLUSIVAMENTE sulle produzione del solo Pecorino Romano DOP? Come CSA siamo fermamente convinti , che solamente regolando le produzioni del Pecorino Romano DOP, all’interno del Piano Produttivo , si possa gestire l’intera filiera Ovi-Caprina e risolvere un prezzo finale soddisfacente, da pagare al Pastore-

Siamo disponibili, a confrontare le nostre idee e proposte con tutti gli attori della filiera e del mondo politico regionale in confronti pubblici, stimolati e organizzati da chiunque, in particolar modo se organizzati da organi di informazione.

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