Chewing-gum alla cannabis per contrastare il dolore della fibromialgia e delle infiammazioni croniche

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La fibromialgia è più di un disturbo che comporta un ‘semplice’ dolore cronico.

Tra i tanti sintomi che possono manifestarsi con questa malattia (se ne possono presentare fino a 100 diversi) ci sono l’affaticamento, l’insonnia, gli sbalzi di umore, la depressione, la sonnolenza, i problemi digestivi, i problemi di memoria ecc… Ma non è l’unica patologia che provoca dolore, stanchezza e altro, ci sono anche l’artrite reumatoide, la sclerosi multipla, il morbo di Crohn, il Lupus e tutti gli altri disturbi autoimmuni.

Cheving, gum, cannabis, fibromialgiaMolto spesso le persone affette da queste patologie non sanno nemmeno a che tipo di medico rivolgersi dopo la diagnosi di un reumatologo, vista la varietà dei sintomi che si presentano nelle diverse fasi della giornata. Di conseguenza, non sanno nemmeno quali rimedi usare per riuscire a vivere al meglio ogni giorno senza riempirsi di medicinali.

Un aiuto in questo senso arriverebbe da una casa farmaceutica americana, che ha avviato una sperimentazione clinica riguardante, tra le altre cose, la possibilità di porre fine agli infiniti sintomi che comporta la fibromialgia e gli altri disturbi autoimmuni. Tutto semplicemente masticando un chewing-gum alla marijuana (o per meglio dire ai suoi principali cannabinoidi).

Sono ormai numerosi gli studi che confermano quanto la cannabis terapeutica possa essere di aiuto per i pazienti che soffrono di dolore cronico, come anche chi ha la fibromialgia, la sclerosi multipla o l’artrite reumatoide. In particolare, ci sono studi che hanno dimostrato quanto un anno di trattamenti a base di cannabis possa migliorare la qualità della vita dei pazienti sia dal punto di vista fisico che da quello cognitivo.

Esistono già in commercio numerosi prodotti a base di CBD (quindi vendibili senza necessità di ricetta), come le creme per la psoriasi, le pillole e addirittura le supposte di cannabidiolo per aiutare chi ha problemi di tipo infiammatorio (come le malattie autoimmuni appunto), soprattutto quando cronici. Le gomme da masticare però sarebbero una novità assoluta.

Il professor John Zajicek, che si occupa per conto della casa farmaceutica americana AXIM Biotechnologies, Inc. degli studi sul chewing-gum alla cannabis (MedChew RX), avverte che potrebbe passare un po’ di tempo prima che il prodotto esca sul mercato, ma è ottimista per i risultati che i ricercatori stanno ottenendo. Per il momento l’equipe di ricerca ha potuto garantire la biodisponibilità del suo principio attivo nell’organismo (questo vuol dire che anche solo masticando la gomma i benefici possono entrare in circolo).

Il punto di forza del MedChew RX sarebbero i 5mg di un composto misto tra CBD (il cannabidiolo) e THC (il tetraidrocannabinolo), i principali cannabinoidi della marijuana. La sua praticità, una volta immesso sul mercato, deriverebbe dalla facilità con cui i chewing-gum possono essere portati in tasca e assunti secondo le necessità (a differenza della cannabis terapeutica da fumare o dall’olio di CBD, che è poco pratico). Gli effetti che queste gomme da masticare dovrebbero dare sono principalmente:

  • il sollievo dallo stress;
  • il miglioramento delle funzionalità intestinali (gli studi futuri saranno anche su patologie come il morbo di Crohn e la Retto Colite Ulcerosa);
  • l’effetto stimolante per la mente;
  • l’effetto stimolante per il sistema immunitario.

Questi interessanti progetti per trattare la fibromialgia e altre patologie di natura infiammatoria e autoimmune si affiancano ai più recenti studi sul microbiota intestinale e ampliano una visione funzionale che, presto o tardi, aiuterà sicuramente moltissime persone a sentirsi meglio.

Come ogni farmaco, la gomma da masticare sarà disponibile in commercio solo una volta che sarà ampiamente testata e dimostrata la sua sicurezza ed efficacia.

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