Lettere al direttore

Tore Piana, Centro Studi Agricoli. Lettera aperta all’assessore regionale all’agricoltura

Preoccupazione per le troppe criticità oggi esistenti e irrisolte in ambito agricoltura e pastorizia in Sardegna.

Tore PianaGentile Assessore,

mi permetto di inviarLe questa mia lettera, a titolo di Presidente dell’Associazione Centro Studi Agricoli, nata nel 2003, che ha come scopo principale, quello di analizzare  le problematiche legate all’agricoltura in Sardegna ed esprimerLe la mia forte preoccupazione, unita a quella dell’associazione CSA, che rappresento, dovuta alle troppe vertenze e criticità oggi esistenti in questo settore e che, a mio avviso , non vedano soluzione in tempi brevi. Avendo personalmente visitato le campagne della Sardegna e avendo  incontrato numerosi imprenditori agricoli, raccolgo quotidianamente un malessere che è sempre più crescente, dovuto alle tante criticità, purtroppo non ancora risolte, che coinvolgono l’agricoltore e l’allevatore Sardi nel decidere se continuare l’attività o interromperla e, in tal caso, fare richiesta di sussidi per la sopravvivenza, prevista dai servizi sociali e dalle Leggi di assistenza.

Reputo pertanto  la situazione  drammatica, anche se apparentemente e pubblicamente non sembrerebbe, in virtù della dignità che ciascun imprenditore agricolo possiede.

Mi permetto di segnalarLe le numerose criticità riscontrate (ben15), suggerendo una  nostra possibile soluzione.

  1. Situazione ARA: la partita è importante e riguarda i circa 296 dipendenti .Situazione che va avanti da troppi mesi, mettendo a dura prova dipendenti e professionisti, in modo particolare le aziende agricole di allevamento Sarde. Il Vulnus parte dal momento in cui il Suo Assessorato ha autorizzato l’omologa della modifica dello statuto, nel mese di Febbraio 2018. Oggi con la liquidazione di ARA si  rischia  di mettere a repentaglio la misura benessere animale del 2019. ARA, secondo il nostro parere, deve restare, ma trasformata a regia regionale, perché  dovrebbe, continuare a svolgere CONSULENZA AZIENDALE in favore delle aziende agricole, come ad esempio, rilasciare le ricette per i medicinali ed effettuare  analisi sul latte. La Regione deve coinvolgere tutto il settore cooperativo lattiero caseario per far nascere una ARA regionale, in tempi brevi. La proposta di includere tutte le professionalità oggi di ARA, all’interno dell’Agenzia LAORE, la vediamo una strada molto difficile e impraticabile, che sicuramente farà perdere del  tempo.
  2. Situazione APA, Qui la partita è più difficile e riguarda i circa 96 dipendenti. A complicare la situazione c’è il DL 8 Maggio 2018 che attua il Reg. UE 1012/2016 – A quanto pare, le attuali APA, entro breve, potrebbero diventare  una società di servizi sotto l’Ente selezionatore  nazionale ASSONAPA, vedendosi così  sottrarre in Sardegna, la gestione degli albi genealogici. Perché la Sardegna, pur avendo il maggiore numero degli ovini, sta in silenzio? Noi chiediamo che venga indicato un  selezionatore ENTE PECORA SARDA e che la gestione dei servizi venga attribuita alla società di servizi, costituita dalle APA. Questa soluzione dovrebbe essere urgentemente trattata sia con il Ministero che con la UE.
  3. Classificazione comuni svantaggiati

Il regolamento .UE 1305/2013 Art.32,  prevede una revisione delle classificazioni dei comuni svantaggiati, divisa in due fasi. In questo momento si è conclusa la prima fase dell’analisi dei parametri e dal mese Luglio e sino al mese di Dicembre 2018 si dovrà analizzare la fase successiva, cioè quella che riteniamo più difficile, perché mette sotto analisi i parametri economici dei territori comunali. A questa revisione sono interessati tutti i comuni della Sardegna, esclusi quelli attualmente classificati MONTANI. Il rischio di perdere la classificazione di comune svantaggiato, metterebbe in discussione i contributi destinati agli agricoltori quale “Indennità compensativa”, nonché le premialità sulle domande dei PSR attuali e futuri. Chiediamo che l’Assessorato si attivi e contratti con il Ministero, le varie fasi di revisione, per non doverci  ritrovare, nei mesi di Marzo, Aprile 2019, in sede di compilazione delle domande della PAC Premio Unico, con la sorpresa di avere aziende agricole i cui terreni da svantaggiati vengano riclassificati in Normali, perdendo così il diritto alle premialità e ai contributi economici oggi previsti.  

  1. Ritardi sui pagamenti PSR , misure 6.1 e Pacchetto Giovani 

Su questo argomento siamo a due anni dalla presentazione delle domande, dalla pubblicazione delle graduatorie e, in molti casi, dalla accensione delle polizze fideiussorie, ma ad oggi nessun giovane agricoltore ha ottenuto  il contributo accreditato; come mai? Che sta accadendo?  Quali responsabilità da parte di ARGEA e di AGEA? Anche su questo punto bisogna intervenire urgentemente per sbloccare i finanziamenti. 

  1. Indennizzi Siccità 2017

Dopo circa un anno, a seguito di  riunioni a tavoli verdi, finalmente si è deciso come distribuire le previdenze dei 45 milioni, stanziati sia da Regione che da Governo Nazionale. A nostro parere, la proposta mandata avanti contiene due grosse incongruenze, che andrebbero modificate. La prima riguarda il metodo di indennizzo del settore Bovino, che anziché, come stabilisce la Legge 102 essere indennizzata a superficie, viene calcolato a singolo capo, in modo uguale rispetto ai territori, ripercorrendo lo stesso  metodo applicato al settore Ovino. Questa metodologia rischia di incorrere in una infrazione comunitaria da parte della UE stessa, mettendo a repentaglio le provvidenze precedenti destinate al settore Ovi-Caprino. La seconda incongruenza è dovuta alla quota di indennizzo del Bovino da latte, quantificata in euro 15 a capo, che secondo noi ed in particolare per il nord Sardegna, è insufficiente , avendo i consorzi di bonifica interrotto l’erogazione dell’acqua irrigua. Ecco qui la richiesta di modifica urgente, delle due criticità, portando  l’indennizzo del bovino da latte ad almeno 50 Euro a capo, con calcolo a superficie.

  1. Sanatoria per i giovani  esclusi dal finanziamento  misura 6.1 PSR 

Per la partecipazione al bando PSR 2014/2020 misura 6.1 , primo insediamento per giovani sino all’età di 41 anni, veniva richiesta all’atto della domanda , l’iscrizione della Partita Iva. Oggi, secondo le graduatorie, sono circa 1900 i giovani che pur essendo risultati idonei, non otterranno finanziamenti per insufficienza dei fondi . Oggi questi giovani si trovano ad aver una partita e  senza   poter ripartecipare ad un successivo bando PSR e non poter essere neanche assunti nella pubblica amministrazione, perché risultano occupati, essendo titolari di Partita Iva. Subendo una grande penalizzazione e una grossa ingiustizia. Al riguardo serve perciò una norma regionale che faccia da sanatoria a questi ragazzi sotto i 41 anni, che  permetta loro di  poter ancora partecipare ai prossimi bandi PSR, nella prossima programmazione e, allo stesso tempo , partecipare alle selezioni per assunzioni pubbliche in Sardegna. Questo lo chiediamo con determinazione.

  1. Burocrazia e semplificazione sui bandi PSR

Assessore, negli ultimi bandi PSR la semplificazione non ha trovato accoglimento. I bandi sembrano sempre più materia per avvocati piuttosto che per Agronomi e Tecnici agricoli. Vi è la necessità di bandi snelli e semplici.

  1. Vendita Aziende Surigheddu e Mamuntanas

Sulla vicenda della vendita di queste aziende regionali, abbiamo più volte scritto e preso posizioni pubbliche, in quanto  contrari alla vendita. Noi proponiamo che queste terre vengano affidate in tempi brevi, a cooperative agricole locali, formate da giovani, per renderle produttive  sulla base di un preciso indirizzo colturale emanato dalla regione stessa. Le chiedo pertanto di bloccarne le operazioni di  vendita e impostare la cessione in comodato, in favore di cooperative agricole giovanili.

  1. Nuovo Organismo Pagatore Sardo

Le vicende dell’Organismo pagatore AGEA e i suoi ritardi nei pagamenti sono cosa ben nota. La costituzione dell’Organismo pagatore Sardo, sarebbe la soluzione al problema, ma a oggi sembra che la sua partenza stia subendo dei ritardi inspiegabili, la pratica di riconoscimento inoltrata al Ministero pare non sia stata presentata nella sua interezza, i corsi del personale regionale non sono ancora iniziati, la piattaforma del programma non è ancora collaudata e gli stessi operatori dei CAA  non hanno ricevuto l’adeguata formazione, ad oggi. Si allontana sempre più la possibilità dell’entrata in attività di ARGEA OP nel 2019. Come CSA chiediamo una maggiore azione politico-amministrativa per la sua messa in attività.

  1. Riforma dei Consorzi di Bonifica

La riforma dei Consorzi di Bonifica appare oramai improcrastinabile: Oggi grazie alle piogge invernali, non abbiamo problematiche legate alla mancanza di acqua irrigua e agli invasi vuoti.  Questo è il momento di parlare della riforma, anche perché non sono poche le problematiche che oggi i consorzi stanno attraversando, dalla mancanza di fondi, alla gestione delle perdite alle condotte, ai tributi da incassare, alle bollette insolute, alla gestione dei piani irrigui stessi. Si chiede di avviare l’iter per la riforma in tempi brevi.

  1. Vaccinazioni lingua blu

Il Decreto n’01 del 8 Gennaio 2018, emanato dall’Assessorato alla Sanità, prevedeva che tutte le vaccinazioni ai capi Ovini fossero eseguite entro la data del 31 Luglio 2018, in modo particolare per i sierotipi 1 e 4. Ad oggi per mancanza dei vaccini, si sono vaccinati solamente i capi delle rimonte, senza vaccinare gli altri capi. Non vorremmo che nei mesi di Settembre e Ottobre, con le pecore gravide, si procedesse alle vaccinazioni, con probabili danni al bestiame . Chiediamo che in questi mesi estivi, la Regione faccia una profilassi diretta nelle aziende con trattamenti contro il vettore, e non si procedesse  alla ipotesi di vaccinare nei mesi autunnali. Chiediamo un suo intervento perché questo pericolo venga scongiurato.

  1. Nuova norma sui serbatoi agricoli e smaltimento carcasse animali.

Dal 1 Gennaio 2018 è entrata la nuova normativa che obbliga le aziende agricole ad avere serbatoi aziendali per il gasolio agricolo, con nuove caratteristiche. Nessuno tiene informati i gli agricoltori di tali, nuove importanti norme, cosi come il problema dello smaltimento delle carcasse animali delle aziende agricole. Chiediamo che l’Assessorato si faccia promotore di una campagna informativa nei riguardi delle due problematiche.

  1. Nuova Pac

In questi mesi si sta decidendo il futuro della riforma della PAC e del futuro PSR 2021/2027 che interesserà la Regione Sardegna. Due sono gli argomenti che ci stanno a cuore e che chiediamo vengano discussi e inseriti per la Sardegna nei tavoli decisionali, dove anche la Sardegna è rappresentata. Il primo argomento è quello legato al  tema dell’Insularità, norma già prevista nel PSR 2007/2013 e poi elusa. Il secondo argomento riguarda la dotazione finanziaria che deve essere mantenuta, se non aumentata, per la Sardegna. Chiediamo un intervento forte e deciso da parte del Suo Assessorato.

  1. Rimodulazione PSR 2014/2020

Nel penultimo tavolo verde fu decisa la rimodulazione del PSR, formulando le disponibilità economiche ancora esistenti, verso le misure già pubblicate e prendendo la decisione di non pubblicare nuovi bandi, sulle misure già in essere, permettendo così l’immediato utilizzo dei fondi , andando a scorrimento delle graduatorie già esistenti. Purtroppo, pare che gli uffici competenti di ARGEA, non abbiano ancora oggi ricevuto istruzioni e comunicazioni ufficiali, per quanto concerne l’istruttoria delle domande a seguito delle nuove disponibilità. Si chiede che da parte dell’Assessorato vengano disposte in tempi brevi, le istruzioni per la spendita delle nuove disponibilità sul PSR.

  1. Prezzo del latte di pecora

Gentile Assessore, questo argomento ultimamente mi vede molto critico sulle politiche adottate  nella gestione della filiera, da parte del suo Assessorato. Credo, e  ne sono fortemente convinto, che  stiamo andando incontro a una prossima crisi del prezzo del latte di pecora, non voluta da nessuno, di cui tutti hanno il timore anche di parlare.. Personalmente sono convinto che far finta di niente, serva solo a contribuire al fatto che questo accada. Sono dell’idea che è sempre meglio prevenire che curare.  Oggi e non domani, bisognerebbe attivare tutte le procedure necessarie che la politica regionale può e deve  mettere in campo. Vede Assessore, sapere che si producano 5 milioni di litri di latte in più o in meno, non serve a risolvere il problema. Il vero problema, a mio avviso, sta solo ed esclusivamente su quanti quintali di Pecorino Romano DOP si producono e quanto il mercato ne  può assorbire. Tutte le altre produzioni, dai formaggi caprini, alla vendita del latte caprino stesso, dai pecorini Sardi DOP, al fiore sardo DOP, alle caciotte e alle caciottine, ai semi cotti, oggi sembrano tutte  in equilibrio per quanto riguarda la produzione e la loro commercializzazione. Il problema sta nelle sole produzioni del Pecorino Romano DOP, dove oramai si conosce tutto e dove il mercato assorbe al massimo 280 mila ql. Nel momento  in cui in Sardegna si producono più quintali, il prezzo per legge di mercato, diminuisce. Quest’anno  la produzione del solo pecorino Romano DOP si attesta  intorno ai 335 mila quintali. Avremo la crisi e il crollo del prezzo del Pecorino Romano prima, e quello del latte di pecora dopo. Ecco che è qui che bisogna intervenire. Come? Intanto facendo sedere tutti gli attori della filiera a un tavolo. OILOS è uno strumento utile, anche in attesa del riconoscimento Ministeriale. A quel tavolo, dove la Sua figura deve fungere da collante ma anche di autorevolezza, dovranno essere presi dei patti e degli accordi fra tutti. A tal proposito  le chiedo di coinvolgere il settore della GDO e della commercializzazione, oggi esclusa. Le chiedo di attivarsi urgentemente per inserire uno stanziamento, regionale o Ministeriale, decida Lei, da destinare a un nuovo bando AGEA per gli indigenti, che possa ritirare dal mercato non meno di 30 mila quintali. Essendo le giacenze, ad oggi stimate intorno ai 100 mila Quintali. L’aggiornamento, in tempi stretti del piano produttivo del consorzio pecorino romano DOP con specifiche produttive più severe, portando la contribuzione aggiuntiva , per chi supera le produzioni di formaggio assegnate, dalle attuali euro 0,16 al Kg ad almeno 1 euro al Kg.

La modifica, nel disciplinare la  produzione del latte di pecora, destinato alle produzioni del Pecorino Romano DOP che riporti la dicitura “ latte prodotto da pecore di razza sarda”

 L’Istituzione di un regime di premialità  per l’allevamento della razza Sarda, rispetto alle razze esotiche,  introdotte recentemente in Sardegna.

Ricostituzione dell’Ufficio specifico per i prodotti DOP e IGP e per le produzioni tradizionali presso l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Autonoma della Sardegna, con compiti di coordinamento e indirizzo.  

Vengo ora alle stime delle produzioni di latte ovi-caprino , che in questi giorni ci vedono su posizioni diverse, ma che come ho detto prima, non influiscono minimamente sulle soluzioni del crollo del prezzo che si avrà, quasi sicuramente  nel 2019. Lei Assessore per le quantificazioni delle produzioni dispone di un apparato qualificato e numericamente significativo ( AGRIS+LAORE+ARGEA) ma da quello che ho potuto leggere, su tutti gli organi di stampa, ha dichiarato nel tempo di 4 giorni, dati diversi, con significativi numeri.

Partiamo dal tavolo di filiera del 26 Luglio,  sembrerebbe , il condizionale è d’obbligo, che Lei abbia dichiarato per il 2015/2016 produzioni di 297 milioni di litri e per il 2016/2017  produzioni di 285 milioni di litri, per poi 4 giorni dopo dichiarare 331 milioni di litri per il 2015/2016 e di 317 milioni di litri per il 2016/2017, cosi come riportano diversi organi di stampa, Indubbiamente c’è qualcosa che non quadra. Poi ha dichiarato, pare,  una produzione media annua per capo ovi-caprino pari a 102 litri. Che contrariamente a quanto sino a oggi dichiarato da relazioni di ARA, ISMEA, Ricerche Varie. Una quantità che se fosse reale e non statistica, farebbe fallire il 99% delle aziende di allevamento sarde.

Ma perché, io ritengo che i suoi  dati, non siano molto precisi? Parto dal fatto che lei si ritrova alla base dei suoi calcoli, circa ben 1.659 aziende ,che non hanno presentato domanda per ottenere i 13 euro a capo e che quindi aziende che non hanno presentato le dichiarazioni di produzione. Mentre i suoi calcoli , pare si basino su 12.267 allevamenti. Quindi sul campione di 1.659 allevamenti mancanti , Lei ha fatto dei calcoli statistici, esattamente come ho fatto io, ma in modo diverso. Lei oggi ha dichiarazioni delle produzioni del latte, pare solamente su 10.608 allevamenti misti. I dati  delle produzioni del latte, sono produzioni aggregate fra latte di pecora e latte di capra, senza distinzione, anche perché la modulistica  utilizzata, per le dichiarazioni , conteneva un vulnus, cioè non chiedeva di indicare separatamente le produzioni di latte di pecora e le produzioni di latte di capra. Pertanto le chiedo, come fa a fare una media senza fare distinzioni fra capra e pecora? Quando la capra produce in media 200 litri anno e la pecora 160 litri?  Quindi , per farlo applica calcoli basati sulla statistica, quindi dati non certi.

Io credo che oggi non convenga soffermarsi su dati di due anni fa e che ancora oggi sono per un 17% circa, basati statisticamente. Alla filiera servono dati aggiornati, quelli del 2018 oggi e di anno in anno gli altri.  Serve, pertanto uno strumento normativo, che obblighi i produttori di latte  a comunicare di anno in anno le produzioni, distinte sia del latte ovino che caprino.

Nei miei calcoli statistici, prendendo come Lei , per buoni i dati BDN, io ho una produzione annua PER IL 2018, di circa 372 milioni di litri di latte OVI-CAPRINO, di cui 332 milioni di latte di Pecora e 40 milioni di latte di capra, con un numero di pecore in lattazione pari a 2.078.320 con una media di litri 160 a capo annua e di N’197.934 capre in lattazione con una media di litri 200 a capo annua. Mentre Lei pare abbia come base di calcolo il numero di 3.068.000 capi indistinti fra pecore e capre. Dobbiamo, al riguardo decidere se i dati BDN sono veritieri oppure no, essendo stati, questi presi come parametro per l’indennizzo dei 13 euro a capo.

Resto naturalmente a disposizione per un confronto, come e quando lo dovesse ritenere. In attesa di un suo gradito riscontro le porgo cordiali saluti.

                                                                            

                                                                                                      Tore Piana