Carabiniere accoltellato a Pordenone: «La certezza della pena rappresenta la credibilità dello Stato»

Fsp: “La certezza della pena ha importanti implicazioni sociali, traduce in realtà la credibilità dello Stato, e non vanifica il nostro lavoro”.

Carabinieri“La certezza della pena ha importanti implicazioni sociali, traduce in realtà la credibilità dello Stato, e non vanifica il nostro lavoro, permettendo di fare sicurezza reale. Siamo Poliziotti e comprendiamo profondamente il sentimento del Sindaco di Azzano Decimo che si indigna perché una persona arrestata e processata pochi giorni addietro oggi ha compiuto nuovamente gravi reati accoltellando un carabiniere. E’ il medesimo sentimento della maggior parte delle persone di questo paese, cittadini perbene che rispettano le regole, che ogni giorno si alzano per andare a lavorare nel tentativo di avere una vita dignitosa, e per i quali è estremamente difficile comprendere le ‘alchimie’ normative grazie alle quali chi delinque e viene fermato torna in strada ancor prima che gli appartenenti alle Forze dell’ordine abbiano completato il mare di documenti che devono seguire a un arresto. La certezza della pena non può restare un bel principio del tutto vuoto, come spesso nei fatti accade ora, perché, lungi dall’essere un tema meramente tecnico giuridico, ha evidenti e fondamentali risvolti sociali”.

Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, Federazione Sindacale di Polizia, commenta con queste parole quanto avvenuto ieri ad Azzano Decimo (Pordenone), dove un uomo di 28 anni, del Burkina Faso, ha aggredito l’autista di un bus e poi ha accoltellato un carabiniere che era accorso per difenderlo, dando in escandescenze anche all’arrivo di altri militari accorsi sul posto. L’aggressore, arrestato per lesioni aggravate, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, era ben noto alle forze dell’ordine. Il sindaco di Azzano Decimo (Pordenone), Marco Putto, ha definito la notizia “la cronaca di una violenza annunciata“, spiegando che “per questo signore eravamo in attesa di un decreto di espulsione“. “È da settimane – ha aggiunto il primo cittadino – che tutti sapevano che questo tizio avrebbe combinato qualcosa“, già condannato per direttissima, per resistenza a pubblico ufficiale poche settimane fa, arrestato e subito rilasciato, ha ricordato Putto, “girava per la frazione di Tiezzo da diverse settimane, stazionando spesso per i bar perché non ha un tetto sulla testa“.

“Il peggior colpo per la credibilità di chiunque – insiste Mazzetti – è affermare una cosa e non comportarsi di conseguenza. E questo vale una volta di più per le Istituzioni: se la legge consente di procedere contro una persona, lasciare che il suo comportamento biasimevole non abbia conseguenze e che provvedimenti e sanzioni rimangano lettera morta è eccezionalmente grave. A farne le spese saranno ancora una volta i cittadini perbene e, ovviamente, gli Appartenenti alle forze dell’ordine che continueranno ad arrestare e riarrestare gli stessi criminali, e a prendersi le coltellate non avendo a disposizione neppure un banale spray antiaggressione o un taser contro un delinquente che estrae una lama all’improvviso infierendo su di loro”.