Zona Franca Sardegna Domusnovas: intervista esclusiva al Manager Alessandro Marini

La Sardegna ha diritto alla Zona Franca. I sardi devono staccarsi dalla politica senza futuro.

Alessandro Marini, lei ha 43 anni e da circa 22 anni amministra aziende in tutta la Sardegna e nella penisola. Ha maturato esperienze in diversi stati: Regno Unito, Svizzera, Turchia, Tunisia, Egitto e Qatar, corrono voci che lei attualmente possiede grazie al Qatar un patrimonio personale stimato dagli addetti ai lavori di circa 400 milioni di euro, Vuole spiegarci a riguardo e soprattutto perché crede che la Sardegna possa realmente diventare zona franca integrale?

Risposta A. Marini: l’esperienza me la sono sudata negli anni. Il mio patrimonio, che dire? Deve chiederlo al mio staff legale, anche se una cosa devo ammetterla. Io ho sudato 1000 camice per guadagnarmi quello che oggi è di mia proprietà. Ho nemici che hanno fatto di tutto per sciparmi la mia proprietà, ho subito pressioni che un altro soggetto non avrebbe retto, mi hanno diffamato, calunniato, tutto però mi ha reso molto più forte e dagli atti inconfutabili emerge chiaramente che sia la famiglia Reale del Qatar, sia io siamo delle vittime .

Inoltre, ho iniziato ad occuparmi di zona franca 2 anni fa, cercando di capire come mai la Sardegna non potesse avere diritto alla zona franca. Capii subito che qualcosa non andava e che alcuni nostri governanti stavano continuando ad omettere un diritto sacrosanto sulla pelle dei Sardi.

Sardegnareporter: Lei, Marini, perché crede che la zona franca possa risolvere i problemi dei residenti nell’isola?

Il sindaco di Domusnovas Massimo Ventura

Sardegnareporter: attualmente la Sardegna è una delle regioni più povere del Mediterraneo. Così come stanno le cose, il destino della Sardegna è segnato, poiché le nostre generazioni nell’arco di 150 anni scompariranno definitivamente e ci sarà la classica sostituzione etnica tanto cara ai buonisti di sinistra. Siamo un’isola, perciò non abbiamo scelta. La Sardegna si sta spopolando per una crisi che ci attanaglia giorno dopo giorno, ma come ormai risaputo, i nostri politici, da oltre 30 anni, nulla fanno per cercare di programmare un futuro migliore per i sardi. Anzi, come stanno le cose oggi, questo Governo regionale ha contribuito ad aumentare in negativo il nostro tenore di vita.

Sardegnareporter: Lei, Marini, dà risposte concrete e taglienti e se la prende con l’attuale governo Regionale di Pigliaru.

Risposta Marini: 5 anni fa la gente ha votato il Pd e Pigliaru Presidente, credetemi, è stato un grosso errore. Pigliaru e compagni hanno dimostrato scarsa propensione a risolvere i problemi dei sardi e per di più hanno portato la pressione fiscale delle Pmi oltre il 61,4 %, una pura follia. Ma dirò di più, hanno cercato in tutti i modi di boicottare l’unico strumento di crescita e benessere per i sardi, e cioè la zona franca integrale. Per tale motivo da parte mia gli attuali politici regionali non meritano alcuna considerazione. Tu quando sei eletto Presidente devi fare gli interessi della tua gente, sei un professore per cui dovresti sapere e insegnare cose concrete e dovresti sapere che le imprese della nostra isola sono tagliate fuori da una concorrenza sleale perché pagano tasse simili alle imprese lombarde e del Veneto, con la differenza in negativo che noi abbiamo costi di trasporto alle stelle, praticamente la nostra economia non sta nel mercato  europeo e globale.

Sardegnareporter: Scusi Marini, ma il presidente Pigliaru ha sempre detto che la zona franca in Sardegna si farà.

Risposta Marini: Il sig. Pigliaru sa benissimo di mentire in quanto la sua ideologia di vita è contro l’impresa privata, proprio quell’impresa che crea benessere e occupazione. Le Zone franche che intende il presidente Pigliaru sono fallite in Francia nel 1970. Pigliaru e il suo braccio destro Paci non hanno la minima idea di cosa significhi zona franca e il benessere sociale che essa genererebbe in tutta l’isola.

Sardegnareporter: Marini, Pigliaru e Paci hanno dichiarato molto spesso che se la zona franca in Sardegna dovesse diventare realtà, il sistema sanitario sardo crollerebbe. Cosa risponde in merito?

Risposta Marini: Quanto affermato alla stampa dai vertici del governo regionale non corrisponde a verità, giacché ho personalmente studiato il bilancio previsionale della regione Sardegna 2017, oltre all’ Approvazione del Rendiconto generale della regione Sardegna per l’esercizio finanziario 2016 composto da circa 4394 pagine e credetemi gli sprechi sono colossali.

Solo nel bilancio previsionale 2017 ho considerato uno sperpero di danaro pubblico di circa un miliardo ottocento milioni di euro.

L’esempio più eclatante è rappresentato dai 6 milioni di euro finanziati per l’attività del trenino verde che compie la tratta da Sud al nord della Sardegna e viceversa. Una pazzia. Oppure i circa 130 milioni di euro per la formazione professionale: per formare chi?  Giovani che dopo non trovano lavoro in Sardegna.

I 130 milioni sono stanziati per favorire un progetto clientelare e nulla più.  Vogliamo parlare dei contratti di collaborazione o consulenza – Anno 2018, una follia a puro discapito dei cittadini che pagano le tasse.

In merito al sistema sanitario, è giusto sapere che negli ultimi 10 anni la spesa sanitaria è passata da 1800 milioni di euro a circa 3.300 milioni di euro, esclusivamente per mala gestione. La sanità è il capitolo di spesa maggiore per le casse della regione Sardegna. Tutti, insomma, utilizzano la sanità come un pozzo senza fondo a discapito del personale dipendente sanitario che è costretto a lavorare in ambienti obsoleti.

 

Sardegnareporter: Marini, mi spiega che ricaduta di pil avrà la Sardegna una volta che diventerà Zona Franca?

Risposta Marini: attualmente la Sardegna (dati ISTAT) ha un pil di 32 Miliardi di euro, di cui 11 miliardi sono in capo alla Saras, solo 7 miliardi sono gli introiti tributari della regione e da questi 7 miliardi oltre 3 miliardi vanno a coprire il passivo della Sanità regione. Dal dossier che noi abbiamo in mano, il Pil sardo, nell’arco di 8 anni, passerebbe dagli attuali 32 miliardi a circa 352 miliardi di euro con un introito tributario per le casse della regione di oltre 50 miliardi di Euro. Sfido chiunque a contestarmi questi dati pubblicamente.

Sardegnareporter: Marini, dal vostro dossier i dati sembrano meravigliosi.

Risposta Marini: ogni lavoro, se programmato bene, porta i sui risultati. I 352 miliardi arrivano se la politica sarda si mette in testa, una volta per tutte, di investire in infrastrutture quali aeroporti, porti, strade e soprattutto rete internet. La Sardegna deve avere almeno 4 aeroporti internazionali con piste lunghe almeno 5 Km. Non possiamo competere con nessuno, dal momento che i 3 aeroporti (Cagliari, Alghero, Olbia) hanno in totale 20 GATE. Comprende che il tutto è ridicolo e, quindi, non andiamo da nessuna parte. Ovvio che stando così le cose non arriveranno investitori esteri.

Naturalmente con un introito di 50 miliardi possiamo fare ciò che vogliamo. Si deve puntare a far arrivare almeno 80 milioni di turisti l’anno e i 3 aeroporti principali più il nuovo, devono avere cadauno minimo 40 Gate. Allora vedrete che tutto cambierà veramente, ma ribadisco: bisogna essere positivi e, soprattutto, avvalersi di manager seri e preparati. Questa politica attuale, purtroppo, ha dimostrato scarsa preparazione in tutti i settori chiave dell’economia della Sardegna; basti pensare che nel bilancio 2017 è stata stanziata la misera somma di 47 milioni di euro per il settore turismo. Questo le dà la misura con chi abbiamo a che fare.

Domanda Sardegnareporter: Marini, ultimamente il segretario del partito dei Sardi Manichedda si è scagliato contro il Qatar per la vertenza Air Italy: cosa ne pensa considerato che la sua persona dal 2017 è conosciuta dalla famiglia dell’emiro Al Thani?

Risposta Marini: Ho letto la dichiarazione di Manichedda. Tutto ciò mi rattrista e posso solo rispondere che lo stesso non è degno di pronunciare il nome Qatar. Preciso che se fossi stato l’emiro del Qatar, in Sardegna non avrei investito un solo euro, considerato che dal 2015 l’emiro si è visto “scippato” di parecchi milioni di euro con il tacito assenso di qualche politico. Mi fermo qui, non vado oltre.

Manichedda rilascia questo tipo di dichiarazioni per accaparrarsi qualche voto, ma sinceramente non ha alcuna competenza per parlare di investimenti internazionali del QATAR. Comunque, giusto per capirci, all’aeroporto di Muscat, a Doha in Qatar, ogni anno arrivano oltre 32 milioni di turisti e, conseguentemente, prima di parlare di Qatar, Maninchedda dovrebbe documentarsi.

Sardegnareporter: in conclusione, la Sardegna diventerà zona Franca?

Risposta Marini: Alla Sardegna la zona franca spetta di diritto e questo percorso inizierà giovedì 26 luglio 2018 alle ore 18 a Domusnovas. Da quel centro pensiamo di estendere il discorso anche ad altri comuni. Attenzione, però, in Sardegna ci sono molti sindaci PD ostili alla zona franca, perciò alle prossime elezioni regionali occorrerà stare molto attenti a chi dare il voto. Bisogna darlo per una causa giusta e sarebbe splendido che i sardi, soprattutto quelli che vogliono un futuro roseo per i loro figli e il loro benessere economico e sociale, esprimano un voto ad un nuovo partito formato da movimenti per la zona franca, per far sì che il sogno partito da Domusnovas diventi realtà.

Sardegnareporter: Marini come e andata a giave?

Risposta Marini: Auguro ai cittadini di Giave tanta buona fortuna, ma mi creda, per il sottoscritto Giave è acqua passata.

Io ce la metterò tutta, nel rispetto delle leggi, ma aggiungo che i pensionati, in Sardegna, non devono essere tassati, mentre i dipendenti pubblici/privati hanno diritto ad una tassazione in zona franca e, quindi, il massimo del prelievo fiscale dev’essere al 5 %. Comunque, nonostante tutto ce la faremo perché in Sardegna  il tema della zona franca è particolarmente sentito.