Oristano, Pellegrino nel tempo

Dopo oltre due anni dall’uscita della silloge Per amore, solo per amore. Sospesi nell’infinito, Pietro Marongiu, presenta la sua nuova opera intitolata “Pellegrino nel tempo”, domani mercoledì 13 giugno, alle 18, nel Centro Servizi Culturali (UNLA) di Oristano. Introdurrà l’evento, il direttore del Centro Marcello Marras, mentre  Anna Maria Capraro, che ha curato anche la prefazione della silloge, dialogherà con l’autore; la lettura di alcune liriche sarà affidata a Pino Porcu. La bella copertina dell’Opera, è stata realizzata da Viviana Faedda, mentre il grafico Alessio Melis, ha curato l’impaginazione. 
Pellegrino nel tempo, è edita da PTM di Mogoro e si compone di 87 liriche. “Siamo tutti Pellegrini nel tempo – spiega l’autore della silloge – La nostra vita non è altro che un viaggio, breve o lungo che sia, attraverso le strade che percorriamo, i luoghi in cui sostiamo, le persone che incontriamo, oltre quelle che abbiamo perduto e quelle alle quali abbiamo dato e ricevuto amore nel nostro viaggio. L’essere umano è in cammino verso una meta sconosciuta, che non potrà essere raggiunta senza fatica. E durante il viaggio ognuno, in misura della conoscenza individuale e dell’esperienza maturata, si pone delle domande circa il senso della vita, i cosiddetti “temi esistenziali”: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo? Trovare le risposte però non è cosa semplice: nel corso dei secoli, filosofi, pensatori e poeti hanno cercato quelle risposte senza mai trovarle. All’interno delle loro elucubrazioni, i poeti, in virtù della loro sensibilità, sono quelli che soffrono di più e quella sofferenza emerge dai loro scritti, che siano di denuncia verso le ingiustizie, di cui sono testimoni nel loro tempo, per l’amore che molto spesso viene loro negato, o per quella irrinunciabile tensione che li spinge a guardare verso l’infinito e il suo incomprensibile mistero. I poeti, almeno molti di essi, credono che ogni cosa nell’Universo venga mossa dall’amore e dalla sua inarrestabile energia. La poesia, per me, non è altro che il linguaggio di quell’amore, verso il genere umano e verso Dio, espresso con le parole”.
Un amore purissimo e struggente, generoso e devastante,  mistero irrazionale e principio del cosmo, si fa tizzone ardente e scintilla generatrice nella poesia di Piero Marongiu – dice Anna Maria Capraro nella prefazione della silloge  “Pellegrino nel tempo” – Tuttavia quella di Piero non è la parola rivelatrice, che annuncia l’indicibile. Angelo senza ali come tutti  i poeti, può solo darci la misura dell’infinito, la penetrazione nell’abisso di un cammino universale dove la realtà si dissolve per aprirsi all’anima del mondo e per fondere, in un crogiolo ad alta temperatura, felicità e disarmonia, senso di vuoto, vertigine e bisogno di pienezza. Portando alla luce le parole che danno corpo alla sfera più segreta dell’essere. 

Pietro Marongiu, meglio conosciuto come Piero, è nato a Seneghe nel 1956. Da molti anni in pensione come luogotenente dell’Esercito Italiano, ora è giornalista pubblicista. Attualmente collabora con il quotidiano La Nuova Sardegna per il quale segue il territorio del Montiferru. Appassionato di storia sarda e di archeologia, per emittenti e televisioni locali, ha ideato e condotto  trasmissioni legate al mondo della cultura e delle tradizioni popolari. Ha pubblicato il romanzo La danza della farfalla e come poeta, la raccolta di poesie Per amore solo per amore-Sospesi nell’infinito e “Pellegrino nel tempo”, che è la sua seconda raccolta di poesie.

Gian Piero Pinna

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