L’importanza del cambio gomme per i mesi più caldi

È ormai scattato da quasi un mese l’obbligo di montare pneumatici per i mesi estivi, annullando l’obbligatorietà della dotazione invernale per affrontare i periodi più esposti a precipitazioni e gelo.

Tra pochi giorni scadrà anche la deroga di un mese: entro il 15 maggio, infatti, tutti gli automobilisti italiani dovranno montare sulle proprie auto pneumatici adeguati alla stagione estiva. Sono solo due i casi in cui i guidatori non sono obbligati ad allinearsi alla normativa del codice della strada, ossia in presenza di un set di gomme quattro stagioni, destinate cioè all’utilizzo sia durante l’inverno che durante i mesi più caldi, oppure se gli pneumatici che sono già stati montati riportano sulla spalla una lettera che indica un codice di velocità uguale o superiore a quello suggerito dalla carta di circolazione del veicolo. Tale dato è suggerito direttamente dalla casa produttrice e solo in questo caso le caratteristiche tecniche consentono una mancata osservazione della normativa senza acquistare un prodotto destinato alle quattro stagioni.

Sono tre le motivazioni principali per rispettare quanto prescritto dal codice della strada. Si tratta sia di una questione di sicurezza che di un’accortezza che eviterà sanzioni, ma anche di un tema legato ai consumi. Il mancato rispetto del cambio gomme comporterà infatti una multa che parte da un minimo di 422 euro fino a 1682 euro con il ritiro del libretto di circolazione per gli automobilisti in recidiva. Inoltre, la struttura delle gomme per l’inverno non è particolarmente indicata per i mesi più caldi, in quanto è studiata per avere una maggiore presa sulla neve.

Tale struttura con le temperature dell’asfalto molto elevate potrebbe usurarsi in breve tempo. La particolare conformazione degli pneumatici estivi consente inoltre una maggiore stabilità sull’asfalto bagnato e l’abbassamento dei rischi in presenza di aquaplaning e la miscela più elastica delle gomme per i mesi più caldi la rende poco adatta anche alle temperature più rigide. L’usura precoce degli pneumatici potrebbe poi portare ad un aumento di consumi di carburante, ad una minore tenuta di strada, ad una scarsa aderenza in curva e ad un conseguente incremento degli spazi di frenata.

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I cambi di pneumatici prevedono però anche un costo: acquisto, montaggio e custodia possono comportare una spessa tra i 500 e i 1000 euro, ma si tratta di costi che sono poi ammortizzati sul tempo. Per risparmiare qualche centinaia di euro è possibile riporre gli pneumatici che non si utilizzano in cantina o in garage, ma anche acquistare pneumatici usati – previo controllo dell’effettivo stato dello pneumatico e del prezzo conveniente rapportato al costo del treno di pneumatici nuovi -. Per coloro che utilizzano l’automobile principalmente sulle strade urbane è possibile valutare l’acquisto di pneumatici quattro stagioni, cercando al contempo di allungare il più possibile il ciclo di vita del treno di gomme alternando ogni 10.000 chilometri le gomme anteriori e posteriori.

Ad influire sull’usura concorrono però vari fattori: lo stile di guida del conducente, la media di chilometri percorsi, lo stato delle strade. Per questo l’acquisto di gomme nuove va valutato in base a queste caratteristiche, nonché alle fasce di prezzo più adatte al portafoglio, ricercando sempre il miglior rapporto qualità/prezzo e di non risparmiare eccessivamente sui costi, ottenendo in cambio solo tante complicazioni in materia di sicurezza.

 

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