Governo Lega-M5S ministri. Savona all’Economia, nessun veto del Quirinale

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Lo assicurano ad Affaritaliani.it fonti ai massimi livelli della Lega contattate dopo la riunione dei gruppi parlamentari con il leader del Matteo Salvini. “Garanzie” sul fatto che Sergio Mattarella non dirà no a Savona alla guida del dicastero di via XX Settembre sono arrivate in queste ore al Carroccio.

Intanto Paolo Savona ha lasciato le cariche nel fondo di investimento Euklid per “sopraggiunti impegni pubblici”.

Governo, possibile voto di fiducia martedì o mercoledì

Il voto di fiducia al nuovo governo da parte dell’Aula del Senato potrebbe svolgersi martedi’ o mercoledi’ della prossima settimana. E’ quanto e’ stato ipotizzato nel corso della riunione della conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama.

Il professor Giuseppe Conte, indicato da Movimento 5 Stelle e Lega come premier del governo giallo-verde, è al Quirinale per ricevere l’incarico da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

LA GIORNATA POLITICA – “Finalmente inizia la terza Repubblica”, esulta Di Maio. E la Lega esprime “soddisfazione” e si dice “pronta a partire”. Per il capo politico pentastellato, il governo “non si basera’ sui voltagabbana” e Conte “sara’ il presidente del Consiglio piu’ politico che abbiamo mai avuto”.

Ma a segnare la giornata del possibile conferimento dell’incarico a Conte e’ la polemica che scoppia dopo le parole di Alessandro Di Battista, che chiama in causa direttamente il Colle lanciando una sorta di avvertimento: non si opponga alla volonta’ degli italiani.  Un vero e proprio attacco frontale ai vertici della Repubblica, Capo dello Stato e Segretario generale della Presidenza della Repubblica, arrivato via Facebook pochi minuti prima della convocazione di Conte.

L’ex deputato M5s, considerato alfiere dell’ala ‘ortodossa’ del Movimento, ricorda che “il Presidente Mattarella ha prestato giuramento di fedelta’ alla Repubblica ovvero ai cittadini ai quali – sottolinea – appartiene la sovranita’”.

A lui si riferisce per affermare che “una maggioranza si e’ formata, una maggioranza che piaccia o non piaccia al Presidente Mattarella o al suo piu’ stretto consigliere – trasparente qui il riferimento al Segretario generale del Quirinale – rappresenta la maggior parte degli italiani”. “Il Presidente della Repubblica non e’ un notaio delle forze politiche ma neppure l’avvocato difensore di chi si oppone al cambiamento. Anche perche’ si tratterebbe di una causa persa, meglio non difenderla”, e’ il ‘consiglio’ finale. “Il Presidente Mattarella ha prestato giuramento di fedelta’ alla Repubblica ovvero ai cittadini ai quali appartiene la sovranita’”, e’ l’incipit di Di Battista che ricorda come “per settimane, in una fase delicatissima dal punto di vista istituzionale, ha ricordato ai partiti politici le loro responsabilita’.

Per giorni ha insistito sull’urgenza di formare un governo nella pienezza delle sue funzioni. Ebbene, finalmente, una maggioranza si e’ formata, una maggioranza che piaccia o non piaccia al Presidente Mattarella o – rincara – al suo piu’ stretto consigliere, rappresenta la maggior parte degli italiani”. “Sono gli italiani ad avere diritto ad un governo forte, un governo capace di intervenire, se necessario con la dovuta durezza, per ristabilire giustizia sociale. Un governo capace soprattutto di ristabilire un principio sacrosanto in democrazia: il primato della politica sulla finanza. Mi rendo conto che ristabilire questo principio possa far paura a qualcuno ma non dovrebbe intimorire – sono sempre le parole dell’ex deputato M5s – chi ha l’onore di rappresentare l’unita’ nazionale”. “Il Presidente della Repubblica non e’ un notaio delle forze politiche ma neppure – e’ la considerazione di Di Battista – l’avvocato difensore di chi si oppone al cambiamento. Anche perche’ si tratterebbe di una causa persa, meglio – e’ il ‘consiglio’ indirizzato al Capo dello Stato – non difenderla”.

Quanto al premier non c’era mai stato alcun ripensamento. Dopo le parole del capogruppo dei Cinquestelle, Danilo Toninelli, (“Incarico a Conte o si torna al voto”), era intervento anche il leader Luigi Di Maio: “Conte e’ e resta assolutamente il candidato premier del M5s e della Lega”.

E praticamente all’unisono con la convocazione di Giuseppe Conte al Colle, Beppe Grillo difende a spada tratta il candidato M5s-Lega a Palazzo Chigi ma ‘blinda’ anche Luigi Di Maio. “L’idea stessa che noi e la Lega siamo in procinto di generare una nuova forza di governo, in grado di rappresentare stabilmente un faro sempre fisso in Europa per tutti coloro che vi si smarriscono nell’avvilimento, ha scatenato i media in un’ultima offensiva”, afferma dal suo blog il Garante M5s. “Si’ un’offensiva – riprende – nel senso che offende la mente di chiunque sia curioso di conoscere meglio questa nuova realta’, senza nasconderla con i rigurgiti dal trapassato remoto di figure patetiche e guascone”.   “Luigi – conclude Grillo – hai tutto il mio appoggio, dobbiamo soltanto resistere a questo ulteriore rilancio di calunnie, e’ soltanto la paura di chi non si e’ mai voluto giocare qualcosa in cui credesse veramente nella vita, di gente che crede di essere coperta da un vaccino per le sconfitte; niente di piu'”.

“Il maligno gossip-check-up sul professor Conte imperversa, futile, a partire dal minuto esatto in cui si e’ fatto il suo nome. E’ il brulicame di microscopici colpi di coda, davvero un brutto spettacolo, inscenato senza alcuna regia preordinata. E’ la casta che decade, che si agita per puro istinto di sopravvivenza”. E’ la replica di Beppe Grillo alle polemiche delle ultime ore sul professore indicato da M5s e Lega come presidente del Consiglio.   “Sara’ pur vero che tutto ha uno scopo nell’equilibrio dei grandi network dell’umanita’, ma quello che abbiamo di fronte e’ un pozzo nero intasato di coscienze da sempre asservite e mai servite a nulla. Anche quello ha uno scopo: digerire la sconfitta e non tracimare. Ma cosa possono fare di meglio pur sconfinati eserciti di Yes Man?”, aggiunge dal suo blog il Garante M5s.

Fonte: www.affaritaliani.it

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