Cagliari. Ricerca Eurispes su Sardegna: la birra ichnusa tanto amata dagli stranieri

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Italiani stanchi della routine: vivere “fuori dalle rotte” per ritrovare se stessi facendo esperienze autentiche.

A 8 italiani su 10 la routine pesa perché introduce elementi di insoddisfazione nella propria vita.

Una ricerca Doxa/Ichnusa – storico brand di birra sardo – racconta il rapporto degli italiani con il lato insoddisfacente della propria quotidianità. Ma la ricerca spiega soprattutto le strategie per vincere la routine vivendo “fuori dalle rotte”,

ritagliando spazio per le proprie passioni e per le persone a cui si vuole bene.

Leggiamo la ricerca in 10 step, scoprendo chi sono gli italiani stanchi della routine  e cosa fanno per cercare di vivere meglio in armonia con se stessi.

Eurispes, Sardegna, birra, ichnusaUn “nemico” si aggira nella vita quotidiana degli italiani e contribuisce a renderli meno felici. Si chiama routine. Una ricerca Doxa/Ichnusa fornisce un quadro inedito sull’impatto che il ripetere tutti i giorni esperienze identiche ha sulle nostre vite. Individuando però, questo è interessante, anche le strategie che gli italiani adottano per ritrovare una dimensione più vera e meno omologata, che consente loro di godere delle piccole cose autentiche della vita.

La ricerca Doxa/Ichnusa “Gli italiani e la routine. Fuori dalle rotte per ritrovare se stessi”, commissionata dallo storico brand di birra sardo, è stata realizzata su un campione rappresentativo di 1000 persone. Esplorando i loro interessi, le loro preferenze e le loro inclinazioni, per scoprire che la maggior parte si riconosce in un modo di vivere definito “fuori dalle rotte” perché cerca di spezzare quelle, sempre uguali, della routine.

All’84% degli italiani la routine pesa molto, ai giovani (under 24) ancora di più (94%). Gli effetti? 1 italiano su 4 (23%) è insoddisfatto della propria vita; gli altri cercano comunque di cambiarla, per ritrovare se stessi e il segreto dello stare bene con gli altri. Un percorso fatto, come vedremo, di rifiuto delle mode e delle omologazioni, ma anche di piccole e importanti scelte quotidiane per cercare di ritagliarsi un po’ di tempo per se stessi e per le proprie passioni. Tra le quali figurano, sicuramente, i viaggi e il buon cibo, come il buon bere.

Siamo affascinati – spiega Alfredo Pratolongo, Dir. Comunicazione e Affari Istituzionali HEINEKEN Italia – dalle mille sfaccettature che questa ricerca ha saputo restituirci. Abbiamo scelto di esplorare questo tema perché racconta molto di noi. Ichnusa è una birra che non scende a compromessi, fedele all’antica ricetta della classica birra chiara beverina, orgogliosa di esserlo. Un prodotto non omologato, che le mode non hanno contaminato negli anni e che arriva dal cuore della Sardegna più vera, rivendicando orgogliosamente le proprie origini. Insomma, se Ichnusa è una birra pura, incorrotta e fuori dalle rotte, ci siamo chiesti gli italiani come sono, come la pensano su questi argomenti? Scoprirci in perfetta sintonia ci ha in parte sorpreso, ma ci ha fatto anche molto piacere. I nostri valori sono anche i valori in cui oggi credono gli italiani, di tutte le età e collocazioni geografiche”.

#1 CHI SONO (E QUANTI SONO) GLI ITALIANI “FUORI DALLE ROTTE”

Ma chi sono gli italiani stanchi della routine e cosa vuol dire, per loro, vivere “fuori dalle rotte”? Sono molti (84% del totale, più di 37 milioni di persone), a sentire il peso della quotidianità.  Soprattutto giovani under 24 ma anche 35-44enni, senza particolare differenza di sesso e aree geografiche. La routine sembra “colpire”, infatti, in egual misura, uomini e donne, dal Nord al Sud del Paese…  A pesare sono soprattutto gli impegni serrati, tra lavoro, studio e casa, giudicati “colpevoli” dal 33% degli italiani di questa condizione d’insoddisfazione quotidiana (ma si sale oltre il 40% negli under 40). Emerge anche una forte consapevolezza (34% del campione) che, alla fine, non dobbiamo prendercela con nessuno perché siamo solo a noi a determinare il nostro vivere quotidiano (e solo, quindi, noi possiamo/dobbiamo cambiarlo).

#2 LE “STRATEGIE” DI SOPRAVVIVENZA ANTIROUTINE

Il senso di vivere una vita che ci sta sempre un po’ troppo stretta si supera grazie a una “strategia” in 3 mosse: per spezzare la routine gli italiani infatti cercano di vivere momenti di spensieratezza con le persone a cui vogliono bene (57%), di ritagliarsi del tempo per se stessi (47%) ma anche di progettare un breve viaggio, anche solo per un weekend (45%).

#3 CAMBIARE VITA E LAVORO? PER MOLTI UNA SFIDA NECESSARIA E VINCENTE

Gli italiani non sono spaventati dall’incognita: cambiare è una sfida necessaria e, a volte, una scommessa vincente. La pensano così sia i 18enni che i 60enni…. Ecco allora che il 46% giudica cambiare vita e lasciare un lavoro insoddisfacente un passo rischioso ma necessario per essere felici, e il 24% la ritiene una scelta sicuramente vincente, perché se non si è soddisfatti si deve essere disposti a impegnarsi per cambiare. Solo il 30% fa prevalere la parte razionale, dicendo che con i tempi che corrono è sempre e solo un errore.

#4 UN IMPERATIVO: ESSERE SE STESSI, OLTRE LE MODE

In generale si cerca di essere sempre più se stessi, all’insegna della sincerità e trasparenza (97%), non uniformandosi agli altri (94%) e dando valore al contatto con la natura (92%). Quanto conta, allora, essere attenti alla moda? Poco, il 60% degli italiani non sembra affatto interessarsi di questo aspetto, scegliendo in autonomia, senza lasciarsi condizionare e seguendo solo le proprie idee che possono, o meno, andare incontro alle novità del momento. Il 28% invece tende a voler distinguersi dalla massa e a non voler somigliare a nessuno, mentre solo il 12% è attento ai cambiamenti delle mode e si comporta di conseguenza.

#5 A TAVOLA VINCE L’AUTENTICITÀ E LA TERRITORIALITÀ

Fusion, ultime tendenze, piatti sofisticati e chef stellati? Tutto questo sembra perdere quota nei cuori degli italiani che a tavola scelgono un ritorno alle origini. Per l’86% vale di più l’autenticità, la ricerca di cibi genuini, tipici di un certo territorio. Molto meno rilevanti altri aspetti, come la ricerca di nuovi ingredienti e abbinamenti insoliti (22%), le novità (22%) o l’innovazione, come tecniche di cottura alternative (18%). Con qualche significativa differenza in base all’età: se l’autenticità sembra infatti mettere d’accordo nonni e nipoti, gli under 18 sono molto più attratti dalle novità (38%).

#6 I PIATTI I MIGLIORI? QUELLI CHE SORPRENDONO E RACCONTANO UNA STORIA

In fatto di cibo gli italiani confermano la loro predilezione per l’autenticità. I piatti più interessanti?  Quelli magari imperfetti al primo assaggio ma capaci di sorprendere (83%). Sono quei piatti in grado di raccontare una storia, preparati da secoli nello stesso modo, senza contaminazioni e compromessi (83%). Ma la predilezione per una cucina “eroica”, capace di emozionare con poche e con pochi semplici ingredienti, porta anche alla scoperta e alla ricerca di ristoranti e osterie che “valgono il viaggio”, per la loro bontà e originalità, anche se fuori dagli itinerari classici (79%).

#7 BIRRA, BEVANDA “SPEZZA” ROUTINE (PREFERITA AL VINO)

È la birra (chiara e scura)  è la bevanda fuori dall’ordinario per eccellenza per 1 italiano su 2. Con il 49% delle preferenze viene considerata molto “meno di routine”, rispetto al vino, bianco o rosso (34%), e alle altre bevande alcoliche e analcoliche (17%). Quali caratteristiche deve avere una birra per andare incontro ai gusti degli italiani? Le birre più amate sono quelle dal gusto originale e distintivo, non omologato. Quelle birre capaci di emozionare, con un’anima e una storia, soprattutto se legate ad un territorio di riferimento: valore più importante (40%), strano a dirsi, dell’essere artigianali (21%). Molto apprezzate le birre leggere e dal gusto fruttato (38% delle preferenze) rispetto a quelle complesse e strutturate (preferite dal 15%).

#8 VIAGGI COME ESPERIENZA, MA MAI ORGANIZZATI

Location alla moda e mete di tendenza? No grazie. Per il 58% degli italiani il viaggio dei sogni è scelto e programmato in autonomia. Fuori dalle rotte e dalle logiche dei viaggi organizzati, che sono stati un must degli anni 2000. Un momento in cui rallentare e prendersi il proprio tempo per scoprire la vera anima di un luogo. Con grande distacco c’è un 18% di viaggiatori (soprattutto giovani, under 24) adrenalinici, che amano l’avventura e l’improvvisazione e desiderano comunque vivere esperienze fuori dall’ordinario. In netta minoranza, dunque, il 16% di viaggiatori “programmatori”: quelli che preferiscono un viaggio organizzato in cui visitare tanti luoghi in poco tempo, con spostamenti veloci e razionali. Solo un 4%, infine, dà importanza all’esclusività della location e al fatto che sia alla moda.

#9 STORIA, CULTURA, NATURA E CUCINA: LA META IDEALE SI SCEGLIE COSÌ

Il 94% degli italiani decide di partire spinto dal desiderio di conoscere ed esplorare un luogo, incuriosito dalla sua cultura e dalle sue tradizioni. Ma anche il contatto con la natura sembra incidere molto, se è vero che è un aspetto giudicato importante dall’84% del campione. Assaggiare nuove pietanze, esplorare gusti mai provati e lasciarsi conquistare dalla cucina locale è un aspetto rilevante per il 73%. Così come lasciarsi emozionare da una meta poco nota ai più, ma proprio per questo meritevole di una visita (73%). Giudicati meno rilevanti altri aspetti, come andare in una meta famosa (64%), e, ancora meno, un posto alla moda (28%)

#10 LA VERA SARDEGNA? SI SCOPRE BEVENDO UN’ICHNUSA SOTTO UN ALBERO IN RIVA AL MARE

Che sia una delle mete preferite dagli italiani è risaputo, tanto che 1 italiano su 2 (in un momento o nell’altro della sua vita) ha trascorso le sue vacanze in questa regione. Sorprende invece scoprire quali sono le esperienze preferite da chi ama la Sardegna, quelle ritenute più coerenti con questa terra “fuori dalle rotte”: niente locali vip o spiagge modaiole, ai primi posti si posizionano infatti tre attività davvero “unconventional”: mangiare in un vero agriturismo dell’entroterra (73%),  scoprire la cultura di un passato lontano, tra nuraghi e rovine fenicie o romane (67%), e bere un  bicchiere di birra locale, Ichnusa (che gli italiani conoscono e amano, tanto che viene indicata da 9 su 10 come “la” birra di Sardegna), sotto un albero in riva al mare (44%).  A seguire escursioni in luoghi insoliti (41%), trekking nell’Ogliastra (39%) e avventure nella Barbagia più autentica (37%).

Ichnusa nasce in Sardegna nel 1912 ed è la birra più rinomata a essere prodotta e consumata in Sardegna. Amata con passione e apprezzata da tutti non solo per le sue caratteristiche, ma anche perché da oltre 100 anni porta nel mondo lo spirito e la magia della sua terra meravigliosa.

La forza di Ichnusa affonda le sue radici nell’origine geografica e nel forte legame con l’isola, che si è consolidato nel corso degli anni con molteplici attività e manifestazioni volte a coinvolgere e valorizzare il territorio.

Birra Ichnusa ha ampliato la gamma ed è affiancata anche da altre referenze: Ichnusa Cruda, Ichnusa Limone Radler e Ichnusa Non Filtrata.

Distribuita sia nel canale Ho.Re.Ca.che nel canale Modern Trade, nell’isola, nel continente e anche oltreoceano, ancora oggi viene prodotta unicamente ad Assemini, il più antico birrificio della Sardegna.

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