Qatar, Mater Olbia Hospital: fatturazioni e costi lievitati del 300%?

Il Mater Olbia Hospital: una storia infinita. A quando una data certa per l’apertura?

 

Sardegna Reporter da diverso tempo segnala fatti e circostanze sui continui rinvii dell’apertura del Mater Olbia. L’ultimo Consiglio comunale “aperto” convocato dal sindaco di Olbia Settimo Nizzi, alla presenza dei neo deputati di Forza Italia e M5S, oltre all’ex deputato Gian Piero Scanu, non ha contribuito a diradare le ombre inerenti alla prossima apertura della struttura sanitaria privata targata Qatar Foundation. Erano presenti anche i consiglieri regionali, Fasolino, Meloni e Satta.

Diciamolo pure, senza timori reverenziali, che dalla seduta consiliare non sono emerse le verità che tutti si attendevano. Il sindaco di Olbia Settimo Nizzi, da buon politico, ha cercato di giustificare in tutte le salse la mancata apertura dell’ospedale privato olbiese. Pare, tra l’altro, che abbia percorso diverse strade istituzionali pur di far arrivare un segnale da Roma sulla vicenda, segnale che, però, non è arrivato. Vero è che man mano che si approfondiscono gli aspetti finanziari sull’investimento, sembra che la famiglia Reale del Qatar, gli Al Thani, abbia scoperto di essere stata vittima di una presunta truffa.

Sembrerebbe, infatti, che l’ingegneria finanziaria e fiscale operante all’interno del Mater Olbia Hospital, abbia fatto lievitare i costi in modo impressionante. Si tratterebbe di costi che hanno avuto impennate stratosferiche per decine di milioni di euro e che, per certi versi, potevano essere tranquillamente risparmiati.

In alcuni ambienti cittadini, infatti, si sostiene che siano state “sfornate” pezze giustificative per svariati milioni di euro riguardo gli impianti elettrici, gli impianti dell’azoto, al cartongesso, agli impianti di trattamento dell’aria.  Insomma, si è andati avanti con lavori su lavori e spese su spese lievitate, pare, fino al 300% che l’emiro del Qatar pagava regolarmente, finché il gioco, un bel giorno, pare sia venuto alla luce e, a quel punto, fermi tutti.

Ma in una piccola città come Olbia, le voci corrono e si accavallano una dietro l’altra, magari per invidia, per partito preso o, perché qualcuno, da bene informato o per la classica “soffiata” degli stessi addetti ai lavori, ha rivelato, tra il serio e il faceto, che le stesse commesse di lavoro passavano dal General contractor non sardo alle società appaltatrici non sarde, che, a loro volta, appaltavano ad altre società non sarde, fino ad arrivare al piccolo artigiano sardo di turno, con fatturazioni, sempre secondo voci del popolo olbiese, con il 300% un servizio che, in realtà, sul mercato valeva 1/3. Ecco, quindi, il presunto raggiro perpetrato ai danni della famiglia Al Thani. Se questa tesi fosse veritiera, ci sarebbe da chiedersi: ma dove sono finiti, allora, i soldi riciclati tramite questo collaudato sistema fraudolento?

Intanto occorre prendere atto che dalla Qatar Foundation non è arrivato nessun segnale e a Doha pare siano imbestialiti e non è da escludere che in quest’ottica sia avvenuto il viaggio in Qatar dell’ex premier Matteo Renzi.

C’è da chiedersi, però, come mai al consiglio Comunale Olbiese non erano presenti il grande manager Lucio Rispo, da diverso tempo scomparso dai radar dell’aeroporto Costa Smeralda, il cassazionista avvocato Angelo Antonio Merlini, quest’ultimo autoproclamatosi legale della Qatar Holding Italia Spa, ossia la SHRP S.r.l.

Fa specie che proprio Lucio Rispo, sempre presente alle conferenze stampa e di fianco ai politici di turno, sempre pronto ad annunciare l’apertura del Mater Olbia, stavolta abbia…disertato un appuntamento così importante come quello fissato dal sindaco Nizzi.

Si è trattato di un’assenza che la dice lunga sui tanti risvolti di un’opera che, da oltre tre anni, non vede la fine. E che dire della visita ad Olbia dell’Ambasciatore Qatariota, con Giampiero Scanu a fare gli onori di casa, che fu prodigo di promesse, garantendo, appunto, l’apertura del Mater Olbia entro il mese di giugno del corrente anno. Tra i grandi assenti all’appuntamento, comunque, anche il Ministro Graziano Del Rio, altro politico dalle tante promesse puntualmente non rispettate che, a più riprese, ha promesso mari e monti.

Nel momento in cui il sindaco Nizzi aveva necessità del più ampio sostegno sulla vertenza Mater Olbia, coloro che potevano fornire risposte concrete si sono …volatilizzati. Con il cerino acceso in mano è rimasto l’ex senatore Gianpiero Scanu, anche lui, nel corso del tempo, dispensatore di promesse che, alla resa dei conti, non hanno trovato rispondenza.

Una cosa e certa, comunque.  Durante il Consiglio comunale è balenata pure la voce secondo cui il Qatar Foundation avrebbe speso oltre 200 Milioni di euro per cercare di avviare il complesso ospedaliero Mater Olbia, ma di determinati lavori neppure l’ombra.

Il Presidente della Regione Pigliaru è sparito, mentre l’assessore Arru fantastica su dichiarazioni alquanto imbarazzanti. Ora si cerca la boa di salvataggio attraverso la Fondazione gemelli, ma tutti sanno che non esiste alcuna procedura di accreditamento agli uffici dell’assessorato alla Sanità della Regione Sardegna e tanto meno al ministero della sanità da parte della società Mater Olbia Spa.

D’altronde, anche L’assessore Arru, nella video conferenza con la Presidenza del Consiglio del Ministri, non è che abbia ottenuto grandi rassicurazioni sul futuro del Mater Olbia. In fondo, senza l’accreditamento, come fa a decollare il Mater Olbia? Che questi fondi siano reperiti dalla Regione o dallo Stato, c’è il rischio di incorrere in un “aiuto di stato indebito” e, conseguentemente, potrebbe scattare il “richiamo” della Comunità Europea.

Altro aspetto. Si è sicuri che, al momento, all’interno del Mater Olbia esistano dei laboratori con le relative attrezzature? Quali accertamenti e constatazioni ha compiuto la commissione regionale sanità, nel corso della visita del 31 maggio dell’anno scorso alla struttura del Mater Olbia? Mistero.

https://sardegnareporter.it/31/03/2017/mater-olbia-lon-oppi-replica-allassessore-regionale-arru/

Dove sono finiti, ad esempio, i millantati posti di lavoro (circa 1.000) ed altro? Il discorso sui ritardi nella realizzazione del “Mater Olbia Hospital” è tornato alla ribalta nel mese di marzo dello scorso anno grazie all’On. Giorgio Oppi, che in una seduta del Consiglio Regionale chiese in proposito una serie di chiarimenti all’Assessore Regionale alla Sanità Arru. Molto probabilmente qualcuno ha dimenticato che, a suo tempo, fu proprio l’on. Giorgio Oppi a mettere  in risalto il gran fallimento della gestione manageriale e politica del Nuovo Mater Olbia.

https://www.sardegnareporter.it/mater-olbia-lon-oppi-replica-allassessore-regionale-arru/

Insomma, Alessandro Marini ha rappresentato un vero tsunami e, tra l’altro, parrebbe l’unico alleato della famiglia Al Thani in Sardegna. Basterebbe visionare il profilo Facebook del manager sardo per capire cosa è realmente accaduto in questi 30 mesi al Mater Olbia Hospital. Il suo post è disarmante, basterebbe leggerlo per capire le tante traversie vissute finora dal Mater Olbia Hospital.

E Alessandro Marini, da questo punto di vista, non ha peli sulla lingua, tanto da affermare: “Quando uno ha la sua proprietà devastata dai ladri e sa che i ladri non saranno puniti, allora la vittima prova un senso di abbandono e molla la presa”. “Penso – continua – che questa società, indebolendo la certezza della pena, tolga alla giustizia una delle sue funzioni vitali; molte persone sicure dell’impunità commettono reati il Mater Olbia Hospital è l’esempio calzante…siete stati inqualificabili non aggiungo altro”.

In Consiglio comunale l’ex senatore Gianpiero Scanu si è scaglia contro le lobby sassaresi e cagliaritane, ma la realtà dei fatti sul Mater Olbia Hospital è ben altra. Si ha la sensazione, infatti, che nei confronti della famiglia Reale degli Al Thani siano state poste in atto “azioni” politiche e finanziarie poco chiare. Questa fumosa storia del Mater Olbia Hospital, non fa altro che danneggiare l’immagine della Sardegna e dei sardi. A quando un definitivo chiarimento su tutta la vicenda?

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