Insularità. La FASI sostiene la battaglia per il riconoscimento del principio in Costituzione

Il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau ha ricevuto, poco prima dell’inizio dei lavori dell’Aula, i rappresentanti della FASI, la Federazione delle Associazioni sarde in Italia, ospiti delle celebrazioni per Sa die de Sa Sardigna.

L’incontro è stata l’occasione per affrontare alcuni dei temi più cari ai sardi emigrati, in particolare i disagi legati agli spostamenti da e per la Sardegna.

Insularità«Siamo dei convinti sostenitori e abbiamo da subito aderito al Comitato per l’insularità – ha sottolineato la presidente della FASI, Serafina Mascia – perché siamo quarant’anni che combattiamo per l’affermazione di questo principio, bisogna mettersi in marcia insieme, sardi nell’isola e sardi in Italia». A sostenere le parole della presidente anche Tonino Mulas, presidente onorario della FASI e i due vicepresidenti, Maurizio Sechi e Paolo Pulina che hanno ribadito la necessità di condividere la battaglia anche fuori dai confini della Sardegna. «C’è grande sensibilità e attenzione su questo tema – hanno detto – noi siamo disponibili a fare la nostra parte per coinvolgere i sardi emigrati ma soprattutto tutti quegli italiani che ci hanno già dimostrato massima solidarietà sul tema. Siamo pronti a promuovere iniziative di sensibilizzazione sui territori – hanno aggiunto – allestire banchetti e raccogliere le firme nelle città e tra le comunità in Italia per sostenere la raccolta delle firme a sostegno del riconoscimento del principio di insularità».

Il presidente del Consiglio ha accolto con favore la disponibilità e l’impegno dimostrati dai rappresentanti della FASI “serve il sostegno di tutti – ha sottolineato – perché l’obiettivo è quello di ottenere un diritto egualitario che l’Italia deve riconoscere alla Sardegna e alle isole minori. Dobbiamo continuare tutti ad impegnarci con forza per ottenere il massimo risultato dalla raccolta delle firme – ha concluso il presidente – perché la battaglia deve portare al pieno riconoscimento della condizione di insularità da parte del Governo prima e dalla Comunità europea poi».

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