Assemini, Scano: emergenza sfratti, serve una politica sulla casa

Assemini, Scano: «Subito una politica sulla casa». Proposta Civica: «riconoscere il diritto di abitare per rispondere alle aspettative ed assicurare dignità».

scano«Servono politiche attive sulla casa, perché il compito di arginare i drammi della comunità e ricostruire eque condizioni di vivibilità e sicurezza è della buona politica». A sostenerlo è Antonio Scano, leader di Proposta Civica che precisa: «la profonda crisi economica ha acuito la difficoltà di accesso alla casa. La richiesta di affermare il diritto naturale di abitare non è un privilegio e deve trovare risposte politiche di competenza comunale». 

Per Scano: «mentre cresce la richiesta di accessibilità alla casa, a prezzi sostenibili, non vi è alcuna azione diretta ad assicurare ai cittadini di vivere una vita dignitosa. In questi anni sono mancate politiche in grado di assicurare il diritto di abitare. Il diritto alla casa non è solo una questione quantitativa, ma anche qualitativa. Un diritto negato da una classe dirigente che è sfuggita dal dovere di affrontare i problemi sostanziali. Troppi concittadini, nonostante tutto, vivono con dignità anche il problema dello sfratto in un contesto socioeconomico drammatico. Questo comportamento non deve indurre a sottovalutarne gli aspetti intrinseci: la salvaguardia del diritto di abitare è una delle precondizioni della pace sociale. Il diritto di abitare è un diritto umano ed in quanto tale deve essere posto al centro dell’attenzione di chi è chiamato ad amministrare. È un diritto universale, inviolabile, indisponibile. La mancanza di alloggi a prezzi accessibili determina gravi conseguenze nella vita dei cittadini. È la politica, attraverso l’autorevolezza e l’affermazione sostanziale del suo primato, che ha il dovere di governare gli eventi». 

«Continuiamo ad assistere – precisa Scano – a discutibili innovazioni strutturali del patrimonio pubblico principalmente legate alla viabilità, ma dimentichiamo la necessità impellente di recuperare il patrimonio esistente, con tutte le conseguenze del caso. Con lo stesso spirito, occorre agire per favorire una forma moderna di edilizia abitativa pubblica, senza trascurare l’incentivo al recupero del crescente patrimonio privato in decadimento».

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