A Guasila terzo appuntamento di Cultura popolare con lo storytelling Charlot

Accompagnato dal pianista Manuele Pinna, il narratore Gianluca Medas proporrà giovedì 3 maggio lo storytelling Charlot, profotto dai Figli d’arte Medas in cooproduzione con Incontri Musicali,  sarà un divertemte e ricco viaggio ai primordi del cinema. La Musica eseguita dal vivo accompagnerà le clips tratte dal film storici del grande genio del cinema.

charlotUna vita incredibile, senza respiro, fatta di corsa. Una fantasia senza limiti, capace di generare storie piene di poesia e leggerezza che fanno sorridere con garbo anche davanti alla sofferenza. Una idea chiara del cinema come strumento di comunicazione ma anche di grandi guadagni. Un pioniere ancora oggi insuperato, per pignoleria, per originalità e capacità di raccontare i suoi tempi  senza mai cadere nel banale.

Esordisce il 2 febbraio del 1914 con il cortometraggio Charlot Giornalista, prodotto dalla Keystone, Ma è solo qualche settimana più tardi, il 7 di Febbaio e il 9 di Febbraio, che, ispirandosi ad un personaggio inventato da Lew Bloom, crea una figura simila a quella di un  vagabondo, un po birbante e un po gentile, capace di colpire al cuore milioni di americani, personaggio che specifica meglio nell’aprile del 1915 con il corto  il “vagabondo”.

In quella pellicola  il personaggio appare meglio definito e il successo diventa universale. In cinque anni di produzioni si gioca il suo destino artistico conquistando un posto d’onore nella storia del cinema di tutti i tempi.

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Ma egli è un artista tutto tondo, non si accontenta del  successo, indomito, fonda, assieme ad altri colleghi, Mary Pickford, Douglas Fairbanks e David Griffith, la United Artist Corporetion per autoprodurre i propri film, essere artisticamente indipendente e tenersi i maggiori proventi dalla circuitazione dei propri film. 

La sua carriera verrà raccontata con il supporto di alcune immagini proiettate alle spalle di Gianluca Medas, autore anche dei testi della narrazione.

Grande spazio verrà dato alla pellicola Il Grande Dittatore, anche se non strettamente lagato al tempo del cinema muto, una delle pagine più significative della carriera del Chaplin, unico cineasta americano a capire la pericolosità del Fuhurer. Ed averlo dichiararlo davanti al mondo.

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