Sardegna Libera: 8 Marzo una ritualità da superare

    Le donne ancora una volta scendono in Piazza contro la violenza, i soprusi, le discriminazioni. Una ritualità da superare se si vuole porre fine alla deriva antropologica che è sotto gli occhi di tutti.

    8 marzoSinché la nostra società continuerà ad essere divisa tra chi amministra il potere e chi lo subisce, nulla cambierà e le violenze e le discriminazioni alla base dei conflitti di genere non si arresteranno. E’ in questo contesto di potere che purtroppo alloggia anche il fenomeno del femminicidio.

    Il disastro economico e sociale, con il crollo di un sistema politico maschile e maschilista, oggi più che mai impone alle donne di prendere in mano le redini del sistema per far sì che l’oltre 50% della società, da esse rappresentato e sino ad oggi escluso da ogni processo decisionale, possa contribuire a porre fine a tanto scempio. Una società più equa, più giusta e non violenta è possibile, ma un’atto di civiltà a cui la classe politica ancora al potere deve assolvere, è dotare la Sardegna di una reale Legge elettorale che garantisca alla società sarda un’equa e autorevole rappresentanza senza discriminazioni.

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