Roma. 21 arresti per spaccio di droga “pura”, tra questi anche la nipote di Federica Mogherini

Tra gli arrestati anche Gaia Mogherini, 27 anni, nipote dell’ex ministro degli Esteri.,  indicata come “nullafacente e pregiudicata” nell’atto del gip Roberto Saulino.

 spaccio drogaAgenpress –  21 persone accusate di associazione per delinquere finalizzata all’illecita commercializzazione di cocaina, detenzione, spaccio, estorsione, minacce, porto clandestino e ricettazione di armi da sparo sono state arrestati dalla Direzione Distrettuale Antimafia.   Gli arrestati spacciavano cocaina nei salotti romani dei Parioli e nei locali notturni della Roma-bene. Tra gli arrestati anche Gaia Mogherini, 27 anni, nipote dell’ex ministro degli Esteri.,  indicata come “nullafacente e pregiudicata” nell’atto del gip Roberto Saulino.

Lei è la figlia di un fratellastro molto più grande dell’ex ministro degli Esteri con cui, secondo voci, non ha rapporti da anni. Le discoteche più ‘usate’ dal gruppo di pusher erano il ‘Jakie O’ ed il ‘Notorius’. E’ accusata di cessione e acquisto di sostanze stupefacenti.

“Gaia Mogherini – scrive il gip  – coadiuva Roberto Nicoletti (finito in carcere, ) ma non sembra possedere autonomia gestionale, svolgendo mansioni ‘serventi’ l’attività principale organizzata dal compagno.

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Cinque persone sono state arrestate in flagranza di reato e durante l’operazione i militari hanno sequestrato armi e droga. Tra i locali coinvolti in particolare ce ne sono due nei pressi di via Veneto, nei quali uno degli indagati svolgeva quotidianamente l’attività di commercializzazione di cocaina.

Le attività investigative hanno fatto emergere una “filiera” di spacciatori di stupefacenti che, dai due locali, passando per vari quartieri della Capitale – San Giovanni, Anagnino e La Rustica – giungeva in zona Casilina, dove è stata individuata un’organizzazione criminale attiva a Roma e provincia da diversi anni.

E’ subito emersa la spiccata caratura criminale dei singoli indagati: i metodi intimidatori utilizzati per ottenere i pagamenti, senza esitare a minacciare di morte i debitori o i loro stessi collaboratori; la purezza della cocaina spacciata, come accertato in seguito all’arresto di uno degli indagati, è stata riscontrata pari al 97%.

 

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