Fervicredo. Via Fani e il dovere di rispettare le Vittime

Anniversario della strage di via Fani, Fervicredo: “Un dovere onorare le Vittime e garantire il rispetto dei loro Familiari. Condividiamo in pieno la denuncia del Capo della Polizia”.

Aldo Moro“Oggi è un giorno altamente significativo perché, ricordando la strage di via Fani, avvenuta in occasione del sequestro di Aldo Moro, torniamo a celebrare la memoria di tutte le numerose Vittime del Dovere che, servendo lo Stato e i cittadini, hanno pagato il prezzo più alto possibile tenendo fede al proprio compito. Assieme a loro, inoltre, abbiamo il compito ineludibile di sostenere e abbracciare idealmente tutti i loro Familiari, che oltre al lutto più grande hanno ereditato l’esempio dei loro cari, fatto di lealtà, sacrificio, coraggio e forza.

Questi e solo questi sono coloro i quali devono essere celebrati, ricordati, messi al centro, indicati come esempio, la loro voce deve essere ascoltata e amplificata, le loro ragioni condivise e difese.

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Le Vittime devono venire prima. Le Vittime devono essere rispettate. Le Vittime meritano certamente maggiore attenzione di quanto, purtroppo, viene loro riservata. Ecco perché condividiamo con tutta la convinzione possibile quanto affermato dal Capo della Polizia, Franco Gabrielli, che ha giustamente esternato sdegno per l’attenzione mediatica e le ‘accortezze’ riservate agli appartenenti alle brigate rosse, che sono i responsabili del dolore senza fine e del lutto di Familiari incolpevoli, per aver brutalmente tolto la vita alle Vittime del Dovere che hanno pagato per il solo fatto di svolgere un servizio al Paese”.

Queste le parole di Mirko Schio, Presidente dell’Associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere), nel giorno del 40° anniversario del rapimento di Aldo Moro, in cui si è tenuta a Roma una cerimonia commemorativa durante la quale il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deposto una corona di fiori in via Mario Fani dove le Brigate Rosse sequestrarono il Presidente della Democrazia Cristiana uccidendo i cinque agenti della scorta.

L’anniversario è stato celebrato con l’inaugurazione di un monumento commemorativo dedicato ai 5 uomini di scorta, l’appuntato dei carabinieri Domenico Ricci, che guidava l’auto di Moro, il maresciallo Oreste Leonardi, capo scorta, e agli agenti di polizia Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino. Fra le altre autorità era presente anche il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, che ha criticato duramente alcune trasmissioni in cui per la rievocazione dei drammatici fatti di via Fani sono stati intervistati appartenenti alle brigate rosse.

“I colleghi caduti per mano dei terroristi – ha detto Gabrielli – stavano dalla parte giusta, gli altri stavano dalla parte sbagliata: e oggi riproporli in asettici studi televisivi come se stessero discettando della quintessenza della verità rivelata, credo che sia un oltraggio per tutti noi ma soprattutto un oltraggio per chi ha dato la vita e il sangue per questo Paese. Viviamo una sorta di perverso ribaltamento del ‘vae victis’ – ha aggiunto Gabrielli -, paradossalmente si confondono i ruoli e si confondono le posizioni: nei giorni in cui si rievoca il quarantennale della strage abbiamo subito l’oltraggio di vedere dei ‘sottopancia’ nei quali si riporta ‘dirigente della colonna romana delle Brigate rosse’. Una cosa che nobilita questi soggetti”.

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