Bocciata mozione M5S per interventi contro abuso di alcol/minori

Il sottoscritto Consigliere Comunale Patrizia Cadau Capogruppo Movimento 5 Stelle ORISTANO Al Presidente del Consiglio Comunale Al Sindaco Mozione

Oggetto: Azioni  di prevenzione e contrasto nei confronti della somministrazione illegale di alcolici ai minori presso bar e locali pubblici della città.

Premesso che:

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Da qualche anno nella nostra città assistiamo al persistere ed all’accrescersi di un preoccupante fenomeno o per meglio dire alla reiterata infrazione e violazione delle vigenti leggi riguardanti la somministrazione di alcolici a minorenni.

Continuamente si notano, soprattutto nei fine settimana, nutriti gruppi di giovani davanti a bar e locali notturni, piazze, nell’atto di consumare bevande, quasi sempre se non sempre, contenenti alcolici e super-alcolici. (Definiti nel gergo corrente “shottini”)

È un fenomeno purtroppo assai noto e che si svolge sotto gli occhi di tutti nella pressochè totale indifferenza.

Questo riflette una diffusa sottovalutazione dei pericoli derivanti dall’abuso di bevande alcoliche soprattutto da parte dei minori.

Nessuno intende criminalizzare a priori i gestori dei bar che probabilmente non hanno neanche piena consapevolezza della gravità di questi comportamenti illegali, l’intenzione è piuttosto quella di accendere i riflettori su questo argomento, essendo questa una battaglia che riguarda tutti visto che si parla della salute fisica e mentale dei nostri giovani quindi del futuro stesso della nostra società.

Non è certo una battaglia politica quindi ma una battaglia di legalità e più ancora di civiltà

Riteniamo dunque indispensabile un approfondimento ed una seria riflessione  sull’argomento.

Considerato che:

l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’alcol come una sostanza tossica che può causare dipendenza anche in misura maggiore rispetto a molte droghe e il suo consumo, se eccessivo, può provocare danni anche molto seri all’organismo, in particolare al fegato e al cervello ed ha un impatto negativo anche sulla sfera sessuale.

È la causa diretta o indiretta di diverse malattie: epatite, cirrosi epatica, tumori, invalidità e molte altre malattie croniche. Secondo i dati sempre dell’Organizzazione mondiale della sanità provoca circa il 50% di tutti gli incidenti (domestici, stradali, sul lavoro eccetera); l’alcol, infatti, rallenta i riflessi e causa alterazioni della vista e una ridotta percezione del pericolo.

È il primo fattore di rischio di malattia cronica, invalidità e mortalità prematura nelle persone di sesso maschile di età compresa tra i 15 e i 29 anni.

I giovani, infatti, sono i più vulnerabili ai danni dell’alcol.

Sotto i 16 anni, gli enzimi in grado di metabolizzare l’alcol sono completamente assenti; tali enzimi arrivano a maturazione non prima dei 21 anni d’età. Ciò vuol dire che prima dei 16 anni l’alcol non dovrebbe essere assunto nemmeno in quantità moderate, in quanto l’organismo non è ancora in grado di metabolizzarlo.

Tra i 16 e i 21 anni, invece, la metabolizzazione è più difficoltosa e più lenta, quindi la dipendenza arriva prima, dunque i danni dell’alcol al fegato e al cervello si verificano anche con dosi non elevate.

A forti dosi l’alcol penetra nel cervello distruggendo, ogni volta ed in modo irreversibile circa 100.000 neuroni(che sono cellule “nobili”, cellule che una volta distrutte non si rigenerano, a differenza di tutte le altre del nostro organismo). Inoltre proprio a causa delle differenze di sviluppo del cervello, i giovani riescono a ingerire quantità di alcol maggiori degli adulti prima di avvertire senso di stordimento: questo favorisce la tendenza irresponsabile o inconsapevole ad abusi e causa altri effetti (come la sonnolenza, che si può manifestare all’improvviso con serie conseguenze per chi guida).

Va segnalato inoltre che i danni correlati all’alcol sono più severi nelle donne che negli uomini. 

I motivi di questa maggiore vulnerabilità sono legati alla loro fisiologia che differisce da quella maschile per struttura fisica, corredo enzimatico ed ormonale. Nella donna infatti, la dotazione enzimatica capace di metabolizzare l’alcol è la metà di quella dell’uomo.

Molto interessante una statistica pubblicata di recente dall’ISTAT che sintetizza quanto finora detto:

In Italia il primo bicchiere contenente alcol viene consumato intorno agli 11/12 anni una media più bassa di tutta l’Unione Europea dove invece si assesta sui 14/15.

Inoltre sempre grazie a questa statistica apprendiamo che ogni anno sono attribuibili direttamente o indirettamente al consumo di alcol:

  • il 10% di tutte le malattie in generale
  • il 10% di tutti tumori
  • il 63% di tutte le cirrosi epatiche
  • il 41% degli omicidi
  • il 45% di tutti gli incidenti
  • il 9% di tutte le invaliditàe delle malattie croniche.

Ricordato che

la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche a minori è severamente vietata dalla legge e che addirittura,se il soggetto interessato è minore di anni 16, è previsto anche l’arresto fino ad un anno.

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

  1. 1)A convocare i gestori di locali pubblici atti alla somministrazione di bevande alcoliche onde fare opera di informazione e persuasione rispetto ad una serie di comportamenti illegali passibili quindi di sanzioni amministrative e penali.
  1. 2)Ad organizzare un’efficace azione di deterrenza grazie al coordinamento delle forze di polizia operanti sul territorio (Vigili Urbani e Carabinieri)
  1. 3)Ad avviare una serie di iniziative pubbliche di carattere educativo e preventivo che possano coinvolgere le famiglie ed il mondo della scuola per sensibilizzare ed informare i più giovani ed anche i loro genitori, sui rischi derivanti dall’abuso di sostanze alcoliche. Ad esempio con una campagna pubblicitaria con slogan e indicazioni informative, da affiggere all’entrata dei locali pubblici, istituzionali, scolastici, negli appositi spazi pubblicitari cittadini, e più in generale nei luoghi pubblici.

Oristano, 31.01.2018

   Patrizia Cadau

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