Sartiglia 2018, verrà ricordata per gli imprevisti e per le sorprese

Come da consuetudine, la Sartiglia si apre con la sfilata dei figuranti della Corte di Eleonora e di tanti gruppi in costume, tra gli ospiti anche una rappresentanza dell’Alka di Sinj, nei loro costumi tipici.
La Sartiglia dell’undici febbraio 2018, sicuramente verrà ricordata per gli imprevisti e per le sorprese. Sembrava iniziata sotto i migliori auspici, quando alla prima discesa del capo corso, c’è stato subito un centro, seguito poi dai tre consecutivi della pariglia del capo corsa del Gremio di San Giuseppe, ma alla fine così non è stato.
Dopo le quattro stelle iniziali, per il quinto centro, bisogna aspettare la  dodicesima discesa di Emanuela Colombino, in sella al suo “Indomato”.
Sono appena le 15, quando nella discesa alla stella, capita un bruttissimo inconveniente al cavallo di Giorgio Sanna, che termina la corsa miracolosamente in piedi, sostenendosi su tre zampe, perchè dopo qualche decina di metri, gli si spezza l’arto inferiore sinistro.
Per la sesta stella, bisogna attendere la venticinquesima discesa di Giuseppe Frau. Poco dopo, fare il settimo centro spetta a Davide Figus. Qualche minuto dopo, alle 15,25 la corsa viene interrotta perchè un dirigente del Gremio dei Contadini, viene colto da malore e per circa venti minuti gli addetti del soccorso medico, vengono impegnati per dargli assistenza e infine, decidono di avviarlo in ambulanza al Pronto soccorso del San Martino per accertamenti.
Alla trentasettesima discesa Anthony Maccioni, conquista la sua stella d’argento, con l’ottavo centro. Alberto Carta fa centro alla quarantesima discesa, mentre per il decimo trofeo d’argento, bisogna aspettare la cinquantunesima discesa di Giancarlo Melis, seguito da Luca Murtas che infilza l’undicesima stella. Quindi è il turno di Bernardino Ecca fare il dodicesimo centro.
Il tredicesimo, quattordicesimo e quindicesimo bersaglio, lo centrano in rapida successione Francesco Armas, Michel Casula e Rodolfo Manni.
Si chiude la corsa alla stella, quando sono già le 16,45 e subito dopo scendono con la lancia di legno, meglio nota come “stoccu”, il capo corsa e i suoi due aiutanti, ma è solo Andrea Manias, l’aiutante in seconda di “su Cumponidori”, a fare l’ultimo centro e con la sua sedicesima stella finisce la Sartiglia del Gremio dei contadini. Prima del trasferimento in via Mazzini per le “pariglie”, su Cumponidori Andrea Giandolfi, attraversa tutto il teatro della giostra, disteso benedicente sulla groppa del suo baio “Unicuiroresu”. In totale, sessantanove le discese e sedici le stelle centrate, forse come bottino non è proprio di buon auspicio.
Ma le sorprese di questa strana giornata, non finiscono qui e quando è il momento di esibirsi in via Mazzini, pare che i cavalieri, esasperati dagli eccessivi controlli durante la corsa alla stella, all’ultimo momento decidono di non correre per protesta e sfilano tutti in silenzio e al passo.
Fine di una Sartiglia che è meglio dimenticare.
Gian Piero Pinna

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