Il mondo ideale di Mozart e Albrecht convince al Lirico di Cagliari

Mozart e il suo equilibrio; Mozart, con quella fede granitica nella bellezza che non cede nemmeno di fronte alle avversità, come se la musica fosse un luogo riservato, il solo, che le brutture della realtà non può scalfire.

Orchestra e Coro Teatro Lirico

Questo è stato il senso del concerto di venerdì 9 febbraio al Teatro Lirico di Cagliari, nel quale il direttore Hansjörg Albrecht ha guidato l’Orchestra del Teatro in un programma interamente dedicato al compositore salisburghese. Nella prima parte della serata è stata eseguita la Sinfonia in Mi bemolle maggiore K.543 , cristallina nella grazia settecentesca quasi inquietante, visti i tormenti preromantici che già animavano la società (siamo nel 1788) e che la attraversano come scariche elettriche senza però minarne la apparente serenità.

Albrecht rende alla perfezione questa doppia faccia del brano mozartiano, giocando con equilibrio con timbri e dinamiche ma, soprattutto, evidenziando i ritmi di danza (ovviamente presenti nel “Minuetto” ma introdotti  anche negli altri movimenti), quasi dei carillon galanti che rievocano epoche lontane.

Questa interpretazione è stata ancora più evidente nel secondo brano in programma, la Messa in do minore per soli, coro e orchestra K 427. Nonostante la tonalità non proprio allegra e la forma, seria per definizione, anche qui lo spirito animato da leggerezza di Mozart è riuscito ad avere la meglio: le voci dei solisti Elisabeth Breur, Patrik Reiter e Matthias Bein, pulite e dal modo di cantare fermo e lineare, ben si prestavano a questo mondo solido e compatto, mentre Magdalena Renwart, sebbene molto brava, con la sua interpretazione enfatica e lirica ha sì donato pathos, ma forse incrinato leggermente l’equilibrio del tutto.

Il “Gloria” è stato il momento maggiormente apprezzato, ben eseguito nella sua complessità e, seppur frammentato, unito sempre in una costruzione logica e sonora coerente.

Tranne qualche sbavatura ritmica, subito recuperata (nel “Sanctus”, ma anche sapersi riprendere è forma di bravura e preparazione) buona prova del Coro, diretto da Donato Sivo, mentre promozione a pieni voti per l’Orchestra, capace di tessere trame complicate su fili sottilissimi.

Molto buona l’accoglienza da parte del pubblico in sala, che ha sugellato con numerosi applausi il successo della serata.
FRANCESCA MULAS

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