Giave. Zona Franca ferma ai nastri di partenza. Quale il futuro percorso?

La Zona Franca in Sardegna parte da un punto chiarissimo, ossia il carburante in Sardegna può concretamente essere defiscalizzato proprio sulla base della risposta che la Q8 Spa ha dato alla sindaca di Giave, Maria Antonietta Uras.

È stata una risposta tanto significativa quanto utile per usufruire di un vantaggio fiscale non indifferenteper i cittadini di Giave.

Se andiamo ad analizzare a fondo il percorso intrapreso dal Comune di Giave sulla possibile istituzione della Zona Franca, ci rendiamo conto che il discorso, per volontà della sindaca o chi per essa, si è interrotto proprio nella fase cruciale dell’azione amministrativa.

Che cosa ha fatto la prima cittadina? Molto semplice: non ha portato a conclusione il percorso giuridico che avrebbe permesso ai cittadini residenti a Giave di usufruire dell’esenzione dell’Iva e dell’accise, oltre ad altre tasse.

Sarebbe stato un bel tornaconto all’intera comunità di Giave, dove risiedono molti dipendenti che lavorano in svariati settori e giornalmente, per arrivare alla sede di lavoro, utilizzano l’autovettura.

Si mormora che a Giave, alla luce degli atti in possesso della nostra redazione, le idee erano ben chiare fin dall’inizio di dicembre. Parliamo del 5 e del 15 dicembre, giorni nei quali la giunta comunale ha adottato due importanti delibere. Altra delibera è stata adottata nel mese di gennaio come atto di indirizzo politico (volutamente?), disattendendo totalmente il contenuto indicato dai professionisti di assunzione di “atto politico-amministrativo”.

E’ un modo come un altro, insomma, per non proseguire il giusto cammino amministrativo di supporto all’istituzione della Zona Franca al consumo. C’è da rilevare, in proposito, che gli schemi di regolamento, come appunto fanno riferimento le delibere 112 -119 -15, una volta deliberate in giunta e rese esecutive, dovevano essere portate all’approvazione del Consiglio comunale, cosa che, alla data odierna, pare non sia avvenuta.

E quest’aspetto rappresenta un punto focale nella procedura per l’istituzione della Zona Franca nel comune di Giave. C’è da tener presente e ricordare alla sindaca che nelle 3 deliberazioni comunali è sempre riportata la frase “atto di indirizzo politico”. Dal punto di vista amministrativo, infatti, ben diverso sarebbe stato il discorso riportando la frase “atto di indirizzo politico-amministrativo”, soprattutto alla luce dell’art. 4, comma 1, del D.lgs. 165/2001.

Che dire, dunque, a proposito dell’incontro-dibattito previsto per sabato ad Olbia e promosso dal “Movimento Zona Franca Sardegna”? Per l’occasione saranno presenti la dott.ssa Maria Rosaria Randaccio e l’avvocato Francesco Scifo, cui va la nostra stima. All’incontro sarà presente anche la sindaca di Giave, Maria Antonietta Uras.

Che argomenti svilupperà sul fronte della Zona Franca, considerato che a Giave è ancora tutto in alto mare? Come presenterà, nella circostanza, lo stato di fatto della Zona Franca di Giave, ferma ancora al punto di partenza?

C’è da puntualizzare, comunque, che nel momento in cui la sindaca, a tempo debito, porterà in Consiglio comunale gli atti deliberati in giunta, da quel momento si riapriranno i termini di altri 60 + 15 giorni per l’opposizione agli stessi atti.

Tutto ciò cosa comporta? La risposta è molto semplice: rinviare di mesi e mesi quell’agevolazione fiscale che per legge spettava agli abitanti già dal 1 aprile 2018, e cioè il carburante senza iva e accise. La sindaca, nell’interesse dei propri amministrati, avrebbe dovuto agire con maggiore determinazione, ignorando, soprattutto, i ritocchi di campane contrarie alla sua iniziativa.

Vero è che Maria Antonietta Uras ha perso di vista proprio i fondamentali del diritto amministrativo. Molto probabilmente, presa dall’euforia, ha dimenticato che quando si vuole amministrare seriamente la cosa pubblica, esistono leggi che se inserite correttamente su determinati atti deliberativi, obbligano il personale della pubblica amministrazione a adempiere il rispetto degli stessi, altrimenti, in caso contrario, proprio il personale dipendente risponde e paga personalmente con il proprio patrimonio, un’eventuale inefficienza (Riforma Brunetta).

La sindaca, invece, proprio in tali atti deliberativi ha stralciato quelle norme legislative che attribuivano responsabilità ad adempiere al personale dell’amministrazione. A che pro quello stralcio? Non è difficile intuirlo.

Alla sindaca, tuttavia, vogliamo ricordare che è stato il nostro giornale per primo ad elogiarla quando ha compiuto i primi passi in materia di Zona Franca. Così come siamo stati noi, in un secondo momento, ad accorgerci di certe grottesche incongruenze amministrative negli atti deliberati che, sicuramente, ritarderanno il processo dell’adozione della Zona Franca.

Zona FrancaQuale il fine di quel gesto di presentarsi al rifornitore della Q8 con la fascia tricolore, se poi, chissà per quali pressioni, ha tirato i remi in barca? Quel gesto, è vero, gli è servito per accrescere la sua notorietà e puntare, forse, ad una candidatura alle prossime elezioni regionali? Di concreto, vediamo che la Zona Franca è ancora ferma ai nastri di partenza, con somma delusione degli abitanti di Giave.

Che cosa racconterà ad Olbia Maria Antonietta Uras, se il percorso della Zona Franca a Giave è ancora tutto da concludere? O, per meglio dire, non è neanche iniziato.

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