Sassari. Il Sindaco Sanna difende l’incremento della tariffa Abbanoa

É sempre più frequente assistere alle ferme prese di posizione di rappresentanti politici e istituzionali, quasi sempre di un determinato partito, che intervengono per difendere e giustificare aumenti tariffari, nuovi balzelli e oneri vari che ricadono sulle spalle sempre più stanche dei cittadini e delle imprese.

AbbanoaL’uscita più recente é quella del sindaco di Sassari Nicola Sanna, il quale anche nel ruolo di presidente dell’EGAS ( Ente di gestione dell’Autoritá d’Ambito ), replica ad un consigliere regionale di opposizione il quale evidenzia l’illeggitimitá del nuovo e gravoso incremento delle tariffe per il servizio idrico praticate da Abbanoa.

Ecco puntuali le giustificazioni del sindaco Sanna: “é un incremento dovuto per legge! É inferiore a quello richiesto dal gestore! Dove sta il problema?” Il consigliere regionale che ha osato sollevare il problema si metta studiare prima di sostenere tesi strampalate!

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Probabilmente qualche cosa ancora non é sufficientemente chiara a questi signori: ai cittadini poco importa se questi incrementi tariffari siano o meno previsti per legge, anche perché é opportuno ricordarlo le leggi non sono date  come le tavole a Mosé, ma semplicemente vengono approvate dal Parlamento che, guarda caso ha maggioranze politiche ben definite.

Ai cittadini perciò poco importa da cosa derivino gli aumenti, resta solo l’effetto finale: un minor reddito disponibile per i  consumi e per il risparmio é un peso sempre crescente di balzelli.

Per i sardi si prospetta proprio un bel 2018, dopo gli incrementi tariffari per l’energia elettrica e il gas ecco nella calza della Befana un nuovo regalino. Buon 2018!

Un’ultima  riflessione che prende spunto da una delle dichiarazioni del sindaco Sanna : “Abbanoa ha 500 milioni di euro di risorse pubbliche ancora da spendere per le reti.”

Bene, Abbanoa sia più tempestiva nella realizzazione di questi interventi anche perché i disservizi, che vanno dagli sprechi dovuti a reti colabrodo all’acqua non potabile, li pagano sempre i cittadini.

 

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