Maltrattamenti in una casa di cura di Oristano, indagini della Polizia

 

Maltrattamenti in una casa di cura di Oristano, indagini della Polizia. Misura cautelare degli arresti domiciliari con divieto di comunicazione con estranei per la titolare. A seguito delle indagini di polizia giudiziaria, svolte fin dal febbraio del 2017, una donna, P. L. classe 1958, residente a Oristano e titolare in città di una comunità alloggio per anziani, è stata denunciata dalla Squadra Mobile e sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari, con divieto di comunicazione con estranei, emesso dal GIP del Tribunale di Oristano, a partire dal 8 gennaio 2018 ed eseguito dagli agenti della Squadra Mobile, diretti dal Commissario Capo Samuele Cabizzosu. L’indagine è stata globalmente coordinata dal Procuratore della Repubblica di Oristano, Ezio Domenico Basso.
Le lunghe indagini hanno visto la Squadra Mobile impegnata nelle intercettazioni telefoniche dell’utenza intestata all’indagata, oltre a quelle ambientali, effettuate in varie camere della comunità, oltre che all’ascolto di persone informate sui fatti, dalla quale è emerso che i primi fatti erano cominciati già nel lontano anno 2015.
L’ascolto delle conversazioni, ha permesso di accertare che gli anziani ospiti della comunità, debilitate e indifese, affidate alla struttura per assistenza, cura, vigilanza e tutela della loro persona, sono state effettivamente vittime di violenze di natura fisica, psicologica e morale, caratterizzate principalmente da costrizioni e vessazioni.
I maltrattamenti, sono ravvisabili anche nelle condotte e nei comportamenti omissivi, determinati da violazioni dei doveri di solidarietà e di cura e vigilanza, che le stesse norme penali contro gli interessi familiari tendono a tutelare.
A tal riguardo si sono evidenziate situazioni e condizioni d’incuria, di inadeguata e ritardata cura nei confronti degli anziani ospiti, per i quali sussistono specifici obblighi, come la corretta e regolare igiene della persona, del vestiario, del suo alveo e degli spazi alla stessa indispensabili, l’adeguata e personalizzata nutrizione, nonché la protezione della loro persona in genere.
Di rilevanza probatoria è stato riscontrata anche l’indiscriminata ed irregolare somministrazione di farmaci agli anziani, finalizzata a farli apparire particolarmente rilassati di fronte ai loro familiari e ai visitatori e a evitare che gli stessi anziani, disturbassero nel corso della notte, coloro che erano addetti alla loro vigilanza e tutela.
La successiva attività d’ascolto degli intercettati ha ulteriormente arricchito il quadro accusatorio, già indubbiamente e palesemente grave nella fase investigativa preliminare, integrando e confermando la reiterazione delle condotte delittuose in trattazione.
A tale riguardo, è stato anche segnalato un episodio nel quale la titolare della casa di cura, minacciava un anziano di provocargli intenzionalmente del dolore al piede sofferente per una patologia diabetica, qualora non cessasse di disturbare con i suoi lamenti.
Altro fatto di rilievo, è stata la condizione di sopore degli anziani, riscontrata nelle comunicazioni captate nel corso dell’attività investigativa, allorquando si è sentito che i sanitari avevano verificato un eccesso di sedazione.
Peraltro la stessa falsificazione dei parametri vitali, con i conseguenti pericoli per le persone, sono stati analogamente riscontrati in alcune conversazioni.
L’attività della Squadra Mobile, si è basata su elementi informativi di persone in grado di riferire circostanze utili ai fini delle indagini, individuate nei familiari degli ospiti, nel personale socio sanitario e negli stessi ospiti. In particolare, una paziente ha dichiarato che la titolare le strizzava il seno poiché gelosa della abbondanza di misura della degente e quando, la stessa donna era senza dentiera, la titolare le allargava la bocca senza motivo e altre volte le premeva i pollici sugli occhi causandole dolore.
Un tirocinante della comunità, che ha svolto attività socio sanitaria per soli due giorni, dopo aver riscontrato situazioni pregiudizievoli per gli anziani, ha immediatamente cessato la sua attività.
Infine, la titolare, pur manifestando il fortissimo sospetto che all’interno della struttura fossero state piazzate delle telecamere nascoste, pur attenuando i suoi comportamenti violenti ai danni degli anziani, non ha comunque omesso di porli in essere, evidenziando noncuranza non solo degli ospiti della struttura, ma anche delle conseguenze di legge.
GiPiPi

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