La ricerca archeologica continua…nel 2018

 La ricerca archeologica condotta da Lucia Manca Demurtas e Sebastiano Demurtas parallelamente in ambiti geografici quali la Sardegna e le Isole Baleari (Maiorca e Minorca) si proponeva già dagli anni ’70 di delineare il quadro culturale di sistemi costruttivi con elementi tecnici ben sviluppati, se capaci di produrre monumenti di tal genere, trovandosi similari Nuraghi e Talaiots. Questo è il termine dei monumenti balearici, elevantesi in altezza, ritenuti di uso civile per il controllo del territorio.

Il termine Protonuraghe che gli studiosi Manca-Demurtas assegnano al Friarosu di Mogorella trova una giustificazione secondo una tipologia da loro proposta suddivisa in tipi. Lo definiscono Protonuraghe Naviforme che per il tipo di pianta interna si può confrontare con le nau, monumenti megalitici delle Baleari, per l’ampliamento delle pareti del corridoio principale in camera, con camere multiple lungo l’asse longitudinale. Un “unicum” per lo spazio articolato razionalmente nel tentativo di un processo strutturale che prende forma nella ricerca di spazio realizzato inizialmente con il gusto rettilineo e piattabandato nei Nuraghi a corridoio verso la cupola ad ogiva che condurrà alla tholos, come afferma il Prof. Lilliu.
Diversamente lo studioso locale Cesare Dessì nel 1922 faceva una distinzione tra Falsi Nuraghi o Pseudonuraghi dai veri Nuraghi o Nuraghi a tholos e ancor prima nel 1916 il Taramelli che afferma “ci sono tipi nuovi di Nuraghi che si allontanano da quelli tradizionali”.
Il confronto tra il Friarosu e alcuni Talaiot di Minorca (simili ai Nuraghi a corridoio) conferma ancora una volta i contatti con le Isole Sardegna-Corsica-Baleari (Il Triangolo Mediterraneo) in un parallelismo cronologico (Bronzo antico) e culturale con caratterizzazioni sociologiche ed etnografiche distinguibili nelle manifestazioni del territorio oristanese, come ad Oristano e Ciutadella de Menorca nella Sartiglia ed Ensortilla nel legame Arborea-Baleari da sempre indissolubile.
Oggi, l’aspirazione palpabile di ricercare nella fonte dei Beni Culturali, la propria, la nostra Identità, ci permette di mantenere forti i legami con la realtà in cui viviamo e renderla come attrattiva per il turismo culturale di cui la Regione Sardegna è promotrice, come risposta alla sete di sapere e di interesse che il turista manifesta quotidianamente visitando la Sardegna.
Gian Piero Pinna

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