Carbonia: Ruas – No alle politiche di esclusione, no ai nuovi ghetti

Carbonia – Con uno striscione (“Proteggiamo i nostri figli, spostiamo il Sert!“) affisso sul muro dell’Azienda sanitaria locale di Carbonia, i militanti di CasaPound hanno voluto chiedere al sindaco Massidda di valutare lo spostamento dei servizi ai tossicodipendenti in altri locali.

“È impensabile che il centro per le tossicodipendenze si trovi a poche decine di metri dall’Istituto comprensivo Satta, che racchiude sia le scuole elementari che l’asilo comunale – ha spiegato Fabio Corrias, coordinatore cittadino – Ci sono state innumerevoli lamentele dei cittadini ed è inammissibile che le madri debbano avere paura ad accompagnare i propri figli a scuola perché avvicinate dai tossici ed al tempo stesso vedere i residenti evitare le zone limitrofe poiché dedite a spaccio, abbandono di bottigliette di metadone e di siringhe infette lungo le strade”.

Scrive questo, in una nota la Rete Unitaria Antifascista Sulcis Iglesiente (RUAS):

«Non si smentiscono mai. Questa mattina è apparsa in via Trento a Carbonia una scritta, firmata dalla formazione neofascista Casapound, che recita “proteggiamo i nostri figli, spostiamo il S.E.R.T.”. A pochi metri dallo striscione si trova la struttura specialistica della Asl, oggi SerD e non più S.E.R.T.,  in cui operano numerosi professionisti, dedicata “al trattamento delle dipendenze patologiche, distribuite sul territorio, che si occupa dei problemi derivanti dall’uso e dall’abuso di sostanze illegali, alcol e farmaci, dal tabagismo e dal gioco d’azzardo”.»

Prosegue dicendo:

«Come al solito, loro, il “diverso” non lo accettano o non lo vogliono tra loro; se proprio deve esistere sia “rinchiuso” in ghetti lontani dal “mondo normale” – si legga nella nota -. La loro posizione non ci stupisce, è tipica di chi inneggia a modelli sociali dittatoriali e criminali come fu il fascismo, che mirano ad escludere ed eliminare il “diverso”. Anche queste persone, ricordiamocelo sempre, sono figlie di Carbonia. Ieri la campagna d’odio contro i migranti, oggi le persone affette da dipendenza. Domani? A chi toccherà domani? Carbonia non è e non deve essere questo. Carbonia è Città della solidarietà e dell’accoglienza, Carbonia è Città dell’aiutarsi e del sostenersi.»

«Proteggiamo le nostre e le future generazioni da inqualificabili politiche di ghettizzazione e di esclusione sociale – conclude la Rete Unitaria Antifascista Sulcis Iglesiente -. Via il fascismo da Carbonia e da ogni luogo.»

Daniele Fronteddu

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