Il Vicepresidente americano Pence sbarca in Europa e rassicura gli alleati

Per la prima volta da quando l’Amministrazione Trump si è insediata, si sono registrati i primi screzi con la controparte russa. La prima uscita in Europa di Mike Pence, vice-presidente degli Stati Uniti, rassicura gli europei, ma frena gli entusiasmi di Putin. Alla Conferenza per la Sicurezza tenutasi a Monaco, Pence ha tranquillizzato gli alleati europei sull’appoggio del suo Paese alla Nato, affermando che << l’America sostiene con forza la Nato e non vacillerà in questo impegno».

Parole che gli europei volevano sicuramente sentirsi dire dopo le iniziali “sparate” del presidente Trump che definiva “obsoleta” l’Organizzazione del Patto Atlantico. Dato per certo l’impegno Usa, Pence si limita a bacchettare i membri che non arrivano a spendere il 2% degli investimenti per la Difesa. Su 28 Paesi, solo quattro rispettano tale soglia. A tal proposito la Merkel, nell’assicurare più impegno da parte del suo Paese, invita a non essere troppo pignoli con le percentuali ed a considerare anche le spese fatte per aiutare la crescita e la sicurezza di alcuni Paesi, per esempio quelli africani.

La Cancelliera tedesca, inoltre, sottolinea come nessun Paese da solo può far fronte al terrorismo e alle sfide internazionali, sostenendo che è necessario rafforzare il ruolo di Nato, Onu e Ue. Bisognerà invece aspettare per capire che posizione avrà la nuova Amministrazione americana in relazione all’Unione Europea, dopo l’elogio di Trump alla Brexit. Pence, infatti, pur rassicurando i Paesi europei, non ha mai parlato di Unione Europea.

La novità degli ultimi giorni è invece la non scontata presa di posizione sull’Ucraina; il vicepresidente americano ha affermato che gli Stati Uniti “continueranno a richiamare la Russia alle sue responsabilità, anche se cerchiamo nuovo terreno comune che il presidente Trump ritiene possa essere trovato.” Seppur mandando messaggi accomodanti in direzione di Mosca, si percepisce che qualcosa è cambiato rispetto ai flirt iniziali tra Trump e Putin.

La chiave di lettura la si può trovare nelle dimissioni del consigliere per la Sicurezza Nazionale Michael Flynn, che avrebbe preso contatti con i diplomatici russi quando ancora non aveva alcun incarico ufficiale. Mentre Obama espelleva trentacinque diplomatici russi per aver interferito nelle elezioni americane, Flynn convinceva l’ambasciatore russo a non fare altrettanto perché con la nuova Amministrazione tutto sarebbe cambiato. Flynn, inoltre, avrebbe mentito proprio al vicepresidente Pence riguardo alle telefonate “compromettenti” con i diplomatici russi. La fiducia tra i due Paesi sta forse venendo meno, ma un incontro tra i due Presidenti potrebbe nuovamente cambiare le carte in tavola.