Alghero. Il racconto delle #invasionidigitali organizzate dalle community Igers della Sardegna

Sabato due maggio, prima vera giornata “estiva” in quel di Alghero, si sono svolte le tanto attese #invasionidigitali della provincia di Sassari. Si è trattato non di eventi isolati, ma di parte di un progetto ben più ampio, che ha trascinato tutta Italia (http://www.invasionidigitali.it/), atto non solo a diffondere la cultura digitale, ma anche a coinvolgere sia esperti del settore della comunicazione, sia soprattutto appassionati e curiosi che possano, tramite i social network, diffondere la bellezza, i monumenti e i nostri simboli, essendo l’Italia il primo paese al mondo per turismo e cultura.

E le #invasionidigitali sono state proprio un momento di conoscenza per tutti coloro che vi hanno partecipato. Solo nella bellissima Alghero, circa 50 appassionati armati solo di smartphone, fotocamere, tablet, ecc., hanno pacificamente invaso prima lo splendido promontorio di Punta Giglio, nel parco di Porto Conte e poi, nel pomeriggio, il monumento naturale clou della Riviera del Corallo, le splendide Grotte di Nettuno, sotto il promontorio di Capo Caccia, il famoso quanto affascinante “Gigante che dorme”.

Il mini social tour però non è finito quì, infatti le #invasionidigitali quest’anno si sono fatte grandi e si sono protratteAlghero Bosa Alice anche domenica 3 maggio, quando gli Igers si sono spostati a Bosa, passando per la splendida litoranea che collega le due cittadine simbolo della bellezza sarda. La strada è di quelle amate alla follia da centauri, fotografi e naturalisti, un monumento tutelato e preservato nel suo essere incontaminato, proposto qualche anno fa come Patrimonio dell’Umanità Unesco. E le carte in regola per diventarlo, la SP105, che parte da Alghero e che al confine con la provincia di Oristano diventa SP49, ce le ha tutte. 50 km di paesaggi mozzafiato tra scogliere a picco sul mare, macchia mediterranea, calette paradisiache e un mare unico, emozionante, che si tinge di mille sfumature dal blu, all’azzurro, al celeste, per poi illuminarsi di rosa, viola, giallo e rosso al tramonto, regalando spettacoli unici e indimenticabili. Impossibile non fermarsi, impossibile non scattare anche li qualche foto, tra i profumi intensi del cisto e del lentisco.

Il programma delle #invasionidigitali è stato dunque ricco e variegato e lo è stato soprattutto grazie all’impegno e all’intraprendenza delle community Instagramers sarde, @igers_sardegna, @igers_sassari e @igersoristano che hanno organizzato la due giorni denominata #fromAlgherotoBosa. Ad aiutare nell’impresa anche la lungimiranza di alcune aziende e strutture ricettive, che non si sono fatte scappare l’occasione di approfittare della pubblicità di ritorno data dagli “invasori”: infatti la condivisione sui social network come Instagram, Facebook, Twitter, ecc, di foto e didascalie è un investimento e una promozione non indifferente, che solo chi ha occhio e furbizia riesce davvero a carpire.

Alghero AliceGià dalla serata del primo maggio diversi Igers provenienti da tutta la Sardegna hanno popolato Alghero, ad ospitarli l’Hotel Catalunya (http://www.hotelcatalunya.it/), noto e raffinato 4 stelle della Riviera del Corallo, nonché edificio più alto della città che, al nono piano, può vantare la straordinaria terrazza panoramica del Blau Sky Bar, dove i partecipanti delle #invasionidigitali hanno potuto godere di aperitivi e colazioni con una vista senza eguali. La cena invece è stata offerta dal Ristorante Osteria Macchiavello (http://www.osteriamacchiavello.it/), storico ristorante sui bastioni, nel cuore del centro storico, che ha preparato una cena a base di pesce dai sapori raffinati e delicati.

Le invasioni vere e proprie invece sono iniziate alle 10:00 di sabato 2 maggio, quando si sono aperti i cancelli del Parco di Porto Conte, all’interno dell’Area naturale marina protetta Capo Caccia – Isola Piana. Quì una schiera di appassionati ha invaso il promontorio di Punta Giglio, accompagnati dalle guide esperte di NaturaAlghero IMG_1010[1](http://www.naturalghero.com/ita/) che hanno portato il gruppo alla scoperta del territorio con un trekking leggero e adatto ad ogni età. Passando tra spiaggette dal mare trasparente a strapiombi a prova di vertigine, si è arrivati fino al punto panoramico più spettacolare sulla falesia, dove resistono ancora i ruderi della caserma, delle piattaforme di posizionamento cannoni e il deposito esplosivi, costruiti con pietre di calcare del posto e mimetizzati alla vista dal mare. Punta Giglio infatti fu un’importante base antiaerea dell’esercito italiano durante la seconda guerra mondiale. Questa volta però, ad invadere il posto, c’erano solo appassionati di fotografia e natura, i cui occhi si sono riempiti di bellezza alla vista di quella che, per la sua ricchezza e varietà, era definita come la “Baia delle Ninfe“: tutte le foto scattate sono raggruppate sotto l’hashtag #invadopuntagiglio. 

Per rifocillarsi dopo la camminata, gli Igers sono stati accolti dallo Snack Bar Grotte di Nettuno (http://grottenettunobar.wix.com/alghero) che ha preparato per pranzo dei gustosi gnocchetti sardi e ha offerto la sua terrazza panoramica per un po’ di relax prima della discesa dei 656 gradini dell’Escala del Cabirol che porta alle famose Grotte di Nettuno, meta della seconda Invasione digitale della giornata.

Grazie alla Fondazione Meta (www.fondazionemeta.it/) sono stati messi a disposizione 30 ingressi gratuiti per visitare le più grandi grotte della Sardegna, casualmente scoperte da un pescatore locale nel 1700, ma utilizzate sin da epoca preistorica. Nella parte accessibile ai visitatori, che fa parte di un più ampio percorso di ben 4 km, tra stalattiti, stalagmiti e un lago salato di circa 120 metri di lunghezza, il cui livello è lo stesso di quello del mare, gli Igers si sono dilettati nello scattare foto con scarsa luce, riuscendo comunque a “postare” veri e propri capolavori che possono essere visionati seguendo il tag #invadogrottenettuno.

IMG_1220[1]Al calar della sera un’altra nota azienda locale ha accolto con calore gli “invasori”: l’Agriturismo Sa Mandra (http://www.aziendasamandra.it/), ha preparato per l’occasione un tour guidato nei bellissimi e scenografici spazi creati vent’anni fa da Rita e Mario Murrocu, che qui avviarono la loro azienda agricola, dopo essersi trasferiti da Fonni. Oggi l’Agriturismo Sa Mandra, condotto magistralmente dalla figlia Maria Grazia, è diventato una vera e propria istituzione in cui si respira il meglio della tradizione agropastorale sarda e in cui identitàorgoglio e ospitalità vanno di pari passo con i sapori unici, genuini e autentici delle loro creazioni gastronomiche.

La mattina di domenica 3 maggio gli invasori, attraverso la suggestiva litoranea che unisce i due comuni, si sono spostati nella splendida e soleggiata Bosa, eletta un anno fa come secondo Borgo più bello d’Italia.

Ad accoglierli Bosa Tour (http://www.bosatour.it/) e la Cooperativa L’Antico Tesoro (http://nuke.castellodibosa.it/) che hanno organizzato l’invasione al Borgo, all’antico e colorato quartiere di Sa costa, al Castello Malaspina e, nel pomeriggio, alle Chiese Campestri disseminate nel lungo Temo. Il tag per scoprire tutte le foto postate è #invadobosa.

Alle 11.00 un folto gruppo di partecipanti provenienti da tutta la Sardegna e non solo, si sono incontrati in PiazzaIMG_1349[1] Costituzione. Qui, guidati dal signor Antonio Naitana, corrispondente dell’Unione Sarda e grande conoscitore della cittadina in quanto bosano DOC, è iniziata l’invasione del Corso Vittorio Emanuele, tra scorci unici, prestigiosi palazzi, bellissime chiese e una chicca: la terrazza panoramica della signora Beatrice Monticelli che ha gentilmente concesso la temporanea invasione della sua casa privata per permettere agli Igers di scattare delle incredibili panoramiche sull’antico quartiere medioevale di Sa Costa e del Castello sovrastante.

Nonostante il caldo torrido che ha caratterizzato tutta la giornata, la passeggiata è andata avanti per i vicoletti ripidi e tra le scale ciottolate di Sa Costa: qui, tra le spiegazioni del signor Naitana, che ha illustrato agli invasori la storia e le meraviglie artistiche della città, e le caratteristiche case colorate, oggi sempre più spesso restaurate e riconvertite in bed & breakfast, alberghi diffusi e locande tipiche, si è arrivati al Castello. La roccaforte bosana, fondata nel 1112 dai Marchesi Malaspina, domina tutto il paesaggio circostante, offrendo un colpo d’occhio incredibile che spazia dal mare alle campagne retrostanti. Dopo la passeggiata sulle mura e tra i torrioni, è d’obbligo la visita alla splendida chiesetta di Regnos Altos, cappella palatina del castello, edificata nel XIV secolo, in cui, nel 1973, durante alcuni lavori di restauro, furono casualmente scoperti sotto uno strato di calce, degli affreschi trecenteschi di scuola Toscana d’inestimabile valore.

A pranzo gli Igers sono stati ospitati nel centro storico della cittadina per la degustazione di un’eccellente Malvasia, da uIMG_1463[1]n simbolo intramontabile di Bosa, la rinomata ed elegante Cantina Gian Battista Columbu, sita in Via Carmine 104. Qui, tra un assaggio di Malvasia di Bosa riserva D.O.C. e di Malvasia di Bosa dolce o ambile D.O.C., accompagnate da ottimi formaggi e miele, è stata narrata la storia dell’azienda che, dopo la scomparsa del fondatore nel 2012, mantiene con orgoglio e determinazione una vincente gestione familiare.

Alle 15.30 è già tempo per la seconda Invasione Digitale, quella che porterà il gruppo alla visita delle piccole Chiese Campestri nei dintorni di Bosa, molte delle quali private e straordinariamente aperte per l’occasione. Sant’Eligio, San Martino, Santi Cosma e Damiano e San Giorgio regalano bellissimi scorci e momenti di refrigerio, sotto un sole di maggio che sembra quello di luglio. L’ultima ad essere visitata è una delle chiese romaniche più antiche della Sardegna: San Pietro Extra ALICE BOSAMuros, costruita tra il 1062 e il 1073, che fu a suo tempo cattedrale della diocesi di Alghero-Bosa ed è ad oggi un inestimabile gioiello. 

E’ qui, dopo due giorni d’intense emozioni, nuove e vecchie amicizie, tra sorrisi e divertimento, che gli Igers si salutano al grido di “invasione compiuta”, ma gli eventi non sono finiti perché la #SardiniaExperience non si ferma.

Alice Secchi

(Foto di Alice Secchi, riproduzione riservata)