POLITICA DI COESIONE 2014-2020 I 10 PUNTI CHIAVE DELLA RIFORMA DELLA POLITICA

Più informazioni su

E’ stato definito il bilancio UE per il periodo 2014-2020, la politica di coesione mette a disposizione circa 351,8 miliardi di Euro da investire nelle regioni e nelle città per portare crescita e occupazione in tutta l’Unione europea e affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e dalla dipendenza energetica.

Di seguito i punti chiave che regoleranno la  nuova politica di coesione UE:

1 – Adeguati livelli di investimento nelle regioni

Continueranno a essere effettuati investimenti in tutte le regioni UE, ma gli aiuti finanziari e i contributi nazionali (tasso di cofinanziamento) saranno proporzionati ai rispettivi livelli di sviluppo, e suddivisi in :

regioni meno sviluppate (PIL < 75% della media UE a 27);

regioni in transizione (PIL compreso tra il 75% e il 90% della media UE a 27);

regioni più sviluppate (PIL > 90% rispetto alla media UE a 27)

2- Crescita mirata

Per la politica di coesione sono state concordate undici priorità tematiche. Gli investimenti che rientrano nel Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) saranno concentrati su quattro settori chiave: innovazione e ricerca, agenda digitale, aiuti finanziari alle piccole e medie imprese (PMI) ed economia a basse emissioni di carbonio. Sono state concordate diverse percentuali di stanziamento secondo la categoria di regione (meno sviluppate: 50%, in transizione: 60% e più sviluppate: 80%). crescita mirata

 

3- Responsabilità e risultati

Saranno stabiliti obiettivi chiari, trasparenti e quantificabili in materia di responsabilità e risultati. I paesi e le regioni dovranno indicare anticipatamente gli obiettivi che intendono conseguire con le risorse disponibili e individuare con esattezza le modalità di misurazione dei progressi compiuti nel raggiungimento di quegli obiettivi.

4 – Prerequisiti di finanziamento

Per ottenere lo stanziamento dei fondi, dovranno essere soddisfatti determinati requisiti diretti a garantire investimenti efficaci. Tale previsione vuole assicurare che gli investimenti vengano effettuati in un ambiente propizio alla massimizzazione del loro impatto

5 -Azione coordinata

Occorre definire una strategia comune per garantire un migliore coordinamento e una minore sovrapposizione. Il quadro strategico comune crea le basi per migliorare il coordinamento tra i Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi ESI: FESR, Fondo di coesione e FSE nel quadro della politica di coesione, nonché il Fondo per lo sviluppo rurale e il Fondo per la pesca).

6 -Semplificazione delle procedure

Occorre ridurre la burocrazia e semplificare l’utilizzo degli investimenti UE. È possibile raggiungere tali obiettivi attraverso un insieme di norme comuni per tutti i Fondi strutturali e di investimento, nonché una serie di regole contabili più semplici, richieste di rendicontazione più mirate e un impiego maggiore della tecnologia digitale («e-cohesion»).

7 – Ampliamento della dimensione urbana

La dimensione urbana della politica sarà potenziata destinando un quantitativo minimo di risorse attraverso il FESR a favore di progetti integrati nelle città, combinando diverse misure per affrontare le sfide economiche, ambientali e sociali all’interno delle città, in via prioritaria rispetto ad altre spese nelle aree urbane.

 

8 – Cooperazione transfrontaliera

Sarà rafforzata la cooperazione internazionale e agevolato l’avvio di un maggior numero di progetti transfrontalieri. È importante, inoltre, garantire che le strategie macroregionali, come quelle per il bacino del Danubio e della zona del Mar Baltico, ricevano il sostegno di programmi regionali e nazionali.

9 -Coerenza e aderenza

La politica di coesione deve essere del tutto coerente con la più ampia governance economica dell’Unione europea. I programmi dovranno essere coerenti con i programmi nazionali di riforma concordati con gli Stati membri che fanno parte del ciclo per il coordinamento della politica economica e fiscale all’interno dell’Unione europea noto come semestre europeo. Se necessario, la Commissione può richiedere a ciascuno Stato membro di modificare i programmi di sostegno alle riforme strutturali, ai sensi della clausola di «condizionalità macroeconomica». In caso di violazioni gravi e ripetute delle raccomandazioni economiche, la Commissione può, come estrema ratio, sospendere l’erogazione dei fondi.

10- Strumenti finanziari

Sarà promosso un impiego maggiore degli strumenti finanziari per fornire più sostegno alle PMI e agevolarne l’accesso al credito. I fondi UE sosterranno i prestiti, le garanzie, i capitali azionari e di rischio attraverso un insieme di norme comuni per tutti i fondi, l’estensione della loro portata e la previsione di una serie di incentivi (tassi di cofinanziamento più elevati). Ponendo maggiormente l’accento sui prestiti rispetto alle sovvenzioni, si dovrebbe riuscire a migliorare la qualità dei progetti e a scoraggiare la dipendenza dai sussidi.

Probabilmente l’impatto complessivo degli investimenti (compresi i contributi nazionali degli Stati membri) supererà i 500 miliardi di Euro. La politica di coesione è diventata la principale politica di investimento della UE ed è strettamente allineata agli obiettivi di Europa 2020.

L’interesse della politica di coesione include  tutte le 274 regioni della UE, non soltanto le più povere, e si propone la promozione della crescita economica e dell’occupazione. Attualmente costituisce il principale strumento di attuazione degli obiettivi UE, il che fa capire  la particolare importanza significata dai nuovi principi introdotti, tra cui la concentrazione tematica, l’orientamento ai risultati, le condizionalità ex ante e l’utilizzo di strumenti finanziari appropriati.

E’ abbastanza chiaro il potenziale delle risorse messe a disposizione dalla UE, strumenti fondamentali per il rilancio dei territori, fatto il salvo il rispetto delle linee guida, che ne  consentiranno il pieno beneficio e la totale fruibilità.

E’ questo, il punto fondamentale negli scenari politici e di governo locali, che imporrà agli Amministrazione una forte preparazione in materia, e una altrettanta abilità nella programmazione strategica fino al 2020.

 

 

Fonte: panorama inforegio 2015

 

Oristano 08 Marzo 2015                                                       Mauro Grussu

Più informazioni su