Olbia. Fiocco rosa all’ospedale Paolo Dettori di Tempio Pausania

OLBIA, 5 GENNAIO 2015 – Si è fatta attendere 5 giorni la prima nata all’ospedale Paolo Dettori di Tempio Pausania: questa mattina alle 09.35, è nata Giorgia, terza figlia di mamma Antonella Suelzu e di papà Giuseppe Falchi.

La piccola, venuta alla luce  in seguito ad un taglio cesareo, ha pesato 2,97 chilogrammi. Mamma Antonella, è una casalinga quarantenne originaria di Telti, mentre papà Giuseppe, originario del nuorese, ha 45 anni ed è un operario del Consorzio di Porto Rotondo. Ad attendere la piccola nella loro abitazione di Rudalza, nel comune di Olbia, ci sono Beatrice di 8 anni e Ludovica di 7.

Il reparto di Ostetricia a ginecologia dell’ospedale Paolo Dettori registra nel 2014 una leggera contrazione delle nascite, passante dai 309 del 2013 ai 271 nati del 2014. “Una contrazione delle nascite in linea con il trend regionale e nazionale, che viene sicuramente condizionato dal periodo di profonda crisi che ha investito il nostro Paese”, spiegato il primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia del Paolo Dettori, Franco Careddu.

 

Provengono da Tempio e dal suo hinterland le donne che scelgono l’ospedale Paolo Dettori per far nascere i propri figli. Il 10% sono donne straniere, il 21% provengono da altre Asl, mentre il 69% provengono dal territorio vicino a Tempio.

Nel corso del 2014 una ventina di donne, che rischiavano di partorire prima della 34esima settimana, sono state indirizzate verso altre strutture sanitarie che garantiscono, a differenza della struttura tempiese, l’assistenza neonatologica con terapia intensiva.

Ad attrarre le gestanti nella struttura tempiese è sicuramente un reparto dotato di numerosi comfort e di servizi che vengono offerti; tra questi il “rooming in”, una pratica che consente alle donne di passare molto tempo con i neonati all’interno della propria camera, andando così a favorire, sin dalle prime ore di vita, il legame madre-figlio, ma anche “una maggiore libertà nella scelta della tipologia del travaglio e del parto, percorsi – come ad esempio il travaglio in acqua o con l’uso dello sgabello o in piedi o sul fianco – finalizzati al controllo del dolore con metodi naturali per il raggiungimento del benessere materno-fetale”, spiega Careddu. “Un’attenzione alle esigenze delle donne che ci ha portato a ridurre notevolmente la percentuale dei parti cesarei, passata dal 48% del 2013 al 39% del 2014 (106 tagli cesarei su un totale di 271 nati)”.

 

Gli stranieri

Al Paolo Dettori di Tempio le straniere sono state 28, circa il 10% delle partorienti. La popolazione maggiormente presente, dopo quella italiana, è quella Rumena (14), seguite da Marocco (4), Cina (2), Senegal (2), seguita da Cuba, Venezuela, Filippine, Russia, Germania, Albania, Brasile, Argentina.

Azienda Sanitaria Locale n. 2

Ufficio Stampa

dott.ssa Antonella Manca