Castelsardo. Sant’Antonio Abate: tra giochi e tradizioni

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Alcune tradizioni non muoiono mai, forse negli anni si perdono, ma c’è sempre qualche nostalgico che si mette d’impegno per riportarle alla luce. Questo è quanto successo a Castelsardo: la festa di Sant’Antonio, patrono del paese, ha nuovamente preso vita mantenendo gli antichi riti ma non solo. Facciamo un passo indietro. L’originaria tradizione prevedeva che il 16 Gennaio, vigilia di Sant’Antonio, si facesse un grande falò nel cortile della Cattedrale che porta il nome del Santo. Era in uso che si saltasse insieme oltre il fuoco: tale gesto simboleggiava la volontà di mantenere saldi i rapporti interpersonali, infatti, una volta compiuto l’atto, si diventava comari/compari di foggu. Questo consueto rito negli anni si è perduto, ma il sentimento è rimasto tanto che negli ultimi anni la festa patronale era stata rispolverata in chiave moderna, con musica e tombolata a premi, dalle Amiche di Piazza gruppo femminile che si impegna nell’organizzazione di iniziative socio culturali e di spettacolo. Questa volta invece ad assumere il fardello organizzativo è stata un’altra associazione del paese, Castelsardo Rio de Frijaneiro, già nota per l’organizzazione del Carnevale estivo che porta questo nome. Il calendario organizzativo prevedeva l’inizio della festa alle ore 15:00 del 16 Gennaio con musica, giochi per bambini, degustazione di vini locali  castagne arrosto e carne, nonché la possibilità di ascoltare i canti dei cori popolari ed inoltre di fare un giro per le bancarelle e visitare la mostra fotografica allestita per l’occasione. Alle ore 20 poi era prevista l’accensione e benedizione del fuoco. Questo rito è stato espletato dal sacerdote Don Giovanni Pittorru che si è occupato di affiancare ai giochi e al divertimento un programma religioso secondo il quale alle ore 18:30 si è dato inizio alla Santa Messa seguita dai vespri solenni e dalla processione per le vie del paese con il simulacro di Sant’Antonio. L’evento ha riscosso un buon successo e soprattutto la partecipazione alla funzione solenne è stata molto sentita dai castellanesi che, probabilmente, hanno apprezzato l’unione dell’antica tradizione con i giochi, facendo in modo di accontentare anche i più piccini. L’idea di far rivivere le tradizioni oltre che lodevole rappresenta la volontà della comunità di tenere vivi determinati sentimenti in un’epoca in cui tutto è scontato. Si è ripartiti festeggiando la vigilia, l’augurio è che nei prossimi anni si organizzino due giornate includendo il 17 Gennaio, data esatta consacrata al Santo patrono.

 

Anna Pina Lorenzoni.

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