Castelsardo. Il Sindaco replica all’Assessore Firino

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In riferimento alle dichiarazioni rilasciate dall’Assessore regionale alla pubblica istruzione e beni culturali, Claudia Firino, in merito alla gestione del Museo dell’Intreccio di Castelsardo, si intende fornire le seguenti precisazioni, necessarie per una corretta analisi della vicenda.

1) L’assessore chiama in causa la Giunta comunale di Castelsardo, che, come noto, dalla legge Bassanini non ha più alcuna competenza in materia di gare d’appalto, proroghe, rinnovi, ecc., atti sottratti agli organi politici e tassativamente riservati all’autonomia ed alla responsabilità dell’apparato amministrativo.

2) All’atto di insediamento della giunta comunale, a seguito delle elezioni del 25 maggio 2014, si è preso atto delle precise direttive fornite agli uffici comunali, con delibera del commissario regionale n.28 del 23/04/2014, per bandire la gara ad evidenza pubblica con procedura aperta, ai sensi dell’art. 55 del codice degli appalti, relativamente alla gestione del Museo dell’Intreccio.

3) La Giunta comunale di Castelsardo si è limitata ad approvare il progetto, peraltro concordato con l’assessorato regionale, dal quale ha ottenuto il relativo nulla osta, per l’adeguamento del servizio museale alle professionalità richieste dalle linee guida, approvate con Delibera della Giunta regionale 33/21 del 8/8/2013;

4) Lo scorso 6 ottobre 2014 è scaduto il bando regionale per il riconoscimento dei musei della Sardegna, al quale il Comune di Castelsardo, che vanta il sito più visitato dell’Isola, non ha potuto partecipare proprio per la mancanza delle figure professionali qualificate, definite essenziali, richieste dalla Regione; gli uffici dell’assessorato ci hanno ripetutamente invitato a provvedere con urgenza all’adeguamento agli standard previsti per il riconoscimento del museo dell’Intreccio.

5) Il codice degli appalti, D.Lgs. 163/2006 vige in tutta Italia, e naturalmente anche a Castelsardo ed è valido per tutte le gestioni museali e dei luoghi della cultura presenti in Sardegna, compreso il caso citato come esempio dall’Assessore. La legge comunitaria 62/2005, all’art. 23, non certo derogabile da leggi statali o regionali e tantomeno da delibere od atti amministrativi, prevede la possibilità di una sola proroga per il tempo necessario alla stipula di nuovi contratti a seguito di procedure ad evidenza pubblica e comunque per un periodo massimo di sei mesi. Proroga scaduta appunto il 31 dicembre scorso.

6) Si nutrono forti perplessità, inoltre, circa la possibilità di inquadramento della gestione del museo di Castelsardo fra i servizi privi di rilevanza economica: avendo incassato il soggetto gestore la totalità dei proventi del book shop, dell’oggettistica artigianale, ecc., (seppur operando in locali pubblici) ed ottenendo un corrispettivo per spese di personale, manutenzioni, ecc. di oltre 240.000 euro all’anno.

7) in data 30 dicembre sono stati aggiudicati alla ditta Manca di Osilo, i lavori di messa in sicurezza e di restauro, parziale, dei locali del Castello nei quali è ospitato il Museo dell’intreccio, finanziati dall’assessorato regionale ai beni culturali; si ritiene opportuno dover svolgere i lavori nel periodo invernale, quando l’afflusso di visitatori è molto basso 300/400  persone contro le 30.000 del mese di agosto e quando le persone occupate sono soltanto 4 e non 13 come erroneamente diffuso sulla stampa.

8) Prendiamo atto con piacere che l’entità delle risorse assegnate ai comuni per la gestione dei musei nel 2015 rimarrà invariata rispetto al 2014; purtroppo, però, le norme sulla contabilità pubblica, peraltro più restrittive a partire dallo scorso 1° gennaio, non consentono l’assunzione di impegni di spesa o la sottoscrizione di contratti con soggetti privati se non a seguito di un provvedimento di assegnazione delle risorse da parte del dirigente regionale, che, naturalmente, potrà essere adottato solo dopo l’approvazione del Bilancio da parte del Consiglio regionale.

In conclusione, non essendo derogata, né derogabile, in Sardegna l’applicazione dei codice degli appalti e l’obbligo di sottoporre a periodiche gare ad evidenza pubblica tutti i servizi pubblici, il Comune di Castelsardo, applicherà, con assoluta trasparenza, le vigenti disposizioni normative, avendo come obiettivo l’interesse generale al miglioramento dei servizi e alla messa in sicurezza delle strutture, nonché il mantenimento dei livelli occupazionali e delle professionalità maturate e non certo quello particolare di tutelare specifiche imprese.

IL SINDACO

                                                                            DOTT. FRANCO CUCCUREDDU

 

Deliberazione Commissariale

L’anno duemilaquattordici il giorno ventitre del mese di aprile alle ore 13:00 nella sala
delle adunanze del Comune di Castelsardo Il ConrnnssARlo sTRAoRDTNARJo
Dott.ssa Giovanna Luisa Dedola
nominata con Decreto del Presidente della Regione Sardegna n.163 del 20.12.2013, con i poteri
della Giunta Comunale, con lapartecipazione del Segretario Comunale Dott.ssa Debora Rita
Fonnesu con funzioni consultive, referenti di assistenza e verbalizzazione (afi..97, coÍrma 4) lett.a
del Decreto legislativo 18.08.2000, n.267),
Vista la proposta di deliberazione no 29 del23-04-2014 dell’ufficio proponente: SEGRETENA
COMUNALE
VISTA la delibera Commissariale n. 8 del 31.01.2014 avente per oggetto: ” Gestione del Museo dell’ Intreccio-Direttive”;
VISTE le deliberazioni della Giunta Comunale di Castelsardo e le delerminazioni del Responsabile del Servizio Affari Generali di questo Comune richiamate nella suddetta delibera commissariale n. 812014;
VISTE le deliberazioni della Giunta Regionale Sarda, nonché le noté dell’Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali,Informazione, Spettacolo e Sport e le I,eggi Regionali Sarde, richiamate nella summ enzionata delibera commissari ale n. I I I 4 ;
CONSIDERATO che con detta delibera commissariale veniva conferito mandato al Responsabile del Servizio Affari Generali di prorogare la gestione del Museo dell’Intreccio di Castelsardo alla Cooperativa ” Il Cigno” sino al 31.05.2014, nelle more delle valutazioni concernenti le procedure idonee all’affidamento del servizio pubblico locale di non -ilevarza economica e comunque sino alla definizione del relativo affidamento;
RITENUTO pertanto di procedere a bandire la gara per l’ affidamento del servizio di gestione del Museo dell’Intreccio di Castelsardo;
VISTO il T.U. delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali approvato con D. Lgs. n. 26712000;
VISTO il vigente Statuto comunale;
DELIBERA
Di incaricare il Responsabile del Servizio Affari Generali di questo Comune di bandire la gara ad evidenza pubblica con procedura aperta ai sensi dell’articolo 55, comma 5, del Decreto Legislativo n. 163/2006, con il criterio dell’ offerta economicamente più vantaggiosa ( articolo 83 del citato Decreto Legislativo n. 13612006 e successive modifiche ed integrazioni), riguardante I’affidamento del servizio per la gestione del Museo dell’Intreccio di Castelsardo
Che in calce su tale proposta sono stati espressi, ai sensi dell’art.49 del D.Lvo. 26712000 i seguenti
pareri:
Parere Relazione in ordine alla regolarita’tecnica. SULLA PRESENTE DELIBERAZIONE LA SOTTOSCRITTA DOTT.SSA DEBORA RITA FONNESU, SEGRETARIO COMUNALE, STA APPONENDO PARERE DI REGOLARITA TECNICA IN SOSTTTUZIONE DEL RESPONSABILE AFFARI GENERALI COMPETENTE IN MATERIA, ASSENTE PER CONGEDO ORDINARIO.

 

Relazione sulla procedura per l’affidamento del servizio di gestione del museo dell’intreccio di Castelsardo.

La L.R. 14/2006 “Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura”, prevede finanziamenti per i musei regionali, di ente locale e di interesse locale e riunisce in un’unica disciplina il comparto dei beni culturali abrogando in parte le norme preesistenti. Il Comune di Castelsardo finora è stato tra gli enti locali beneficiari del finanziamento. Con riferimento al riconoscimento del finanziamento per l’anno 2015, l’art. 5 comma 50 della Legge Regionale n. 12/2013 – Finanziaria 2013, ha previsto la proroga dei progetti già in essere al 31.12.2006, fino a tutto il 2015, disponendo a tal fine l’autorizzazione di spesa. Con nota del direttore del servizio beni culturali della Regione prot. n. 16567 del 14.10.2014, è stata comunicata l’entità del finanziamento per il 2015, pari ad € 318.118,17.
Rispetto al passato la Giunta Comunale poi (deliberazione nell’ambito delle proprie competenze di indirizzo politico-amministrativo, ha fornito precisi indirizzi all’apparato gestionale affinché provvedesse all’attuazione di un nuovo sistema gestionale coerente con le direttive comunitarie, nazionali e regionali in materia di gestione dei musei, delle raccolte e dei sistemi museali, se non avesse ritenuto di adeguare la gestione ed avesse lasciato inalterato l’originario progetto, non sarebbe stato comunque possibile procedere con ulteriori proroghe o rinnovi allo stesso soggetto gestore
In particolare, nell’ambito del processo di riordino dei musei e delle raccolte museali promosso e coordinato dalla Regione Sardegna, è stato previsto un SISTEMA DI RICONOSCIMENTO e, a tal fine la Regione ha previsto una serie di requisiti minimi che recepiscono le indicazioni del Decreto Ministeriale 10 maggio 2001; tra questi, il requisito n. 8 , prevede che i musei, a prescindere dalla loro dimensione e tipologia, in forma autonoma o condivisa, necessitano di figure quantitativamente adeguate alla struttura e dotate delle necessarie competenze tecnico-scientifiche e di gestione.
Si richiama, in merito, la deliberazione della Giunta Regionale n. 33/21 del 08.08.2013, recante all’oggetto “Riconoscimento regionale dei musei e delle raccolte museali ai sensi della legge regionale 20 settembre 2006, n. 14 “Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura”, con la quale si dava mandato all’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione,Spettacolo e Sport – Direzione generale dei Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport –Servizio Beni Culturali di curare l’iter del riconoscimento e di predisporre l’Albo regionale degli istituti e dei luoghi della cultura, suddiviso per settori, per i successivi adempimenti di cui all’art. 19 della Legge regionale 20 settembre 2006, n. 14 “Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura”. Nel frattempo lo stesso Assessorato ha pubblicato un bando per il riconoscimento dei musei, recentemente scaduto, al quale il Comune di Castelsardo non ha potuto partecipare, in quanto privo dei requisiti richiesti.
Infatti, le linee guida sui profili professionali degli operatori dei musei e delle raccolte museali (allegato 2 alla D.G.R. n. 33/21 del 08.08.2013), indicano agli enti titolari di musei e raccolte museali i criteri generali cui devono conformarsi relativamente alle modalità di reclutamento ed organizzative del personale; vengono inoltre indicate, per ciascuna delle figure professionali ritenute essenziali ai fini del riconoscimento regionale, le attività specifiche, i requisiti per l’accesso all’incarico e le modalità di incarico.
Nell’intento di perseguire l’obiettivo, fissato per il 2015, di ottenere il riconoscimento regionale del Museo dell’Intreccio, con deliberazione n. 61 del 31.07.2014 la Giunta Comunale di Castelsardo approvava la proposta di adeguamento del progetto di gestione alle direttive regionali di cui alla
deliberazione della Giunta regionale n. 33/21 del 08.08.2013, asseverata dall’Assessorato Regionale dei beni culturali (vedi nota prot. interno del 31.07.2014 n. 13385 del Servizio Beni Culturali della RAS). Il nuovo progetto predisposto dal Comune di Castelsardo si propone, appunto, di perseguire l’obiettivo della qualità dei musei, intesi come istituzioni al servizio della società, attraverso l’adeguamento della struttura agli standard minimi, relativi al funzionamento delle strutture e alla condotta dei professionisti del settore, in coerenza con il D.M. 10 maggio 2001, con le nuove linee guida regionali di cui alla delibera n. 33/21 del 2013 e con l’articolo 114 del Codice dei Beni culturali, che testualmente recita: “per le attività di valorizzazione dei beni culturali, il Mibac, le regioni e gli enti pubblici territoriali devono fissare livelli uniformi minimi di qualità cui attenersi”.
Ottenuto il nulla osta regionale, con successiva deliberazione n. 84 del 22.10.2014, la Giunta Comunale formulava i seguenti indirizzi operativi di organizzazione del servizio: 1. attivazione di una procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento dell’incarico di direttore del Museo, per complessive 1872 ore/anno, al quale, compete la responsabilità della gestione del museo nel suo complesso, nonché dell’attuazione e dello sviluppo del suo progetto culturale e scientifico, nonché dell’insieme dei processi gestionali. Il direttore del museo è, altresì, garante dell’attività del museo nei confronti dell’amministrazione, della comunità scientifica e dei cittadini, secondo le specifiche indicazioni delle linee – guida regionali; 2. attivazione di una procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio di gestione del Museo dell’Intreccio Mediterraneo di Castelsardo, che dovrà contemplare le indicazioni di carattere generale sui processi di selezione e reclutamento del personale (i requisiti per l’accesso all’incarico dovranno essere conformi alle prescrizioni di cui al D.M. 10 maggio 2001) e le indicazioni di carattere specifico in merito a ciascun profilo (o funzione) professionale che si ritiene debba essere necessariamente garantito all’interno del museo (profili professionali essenziali come previsti nel progetto). In particolare, la ditta appaltatrice dovrà assicurare i servizi richiesti con l’impiego di operatori qualificati, di comprovata professionalità, rispondenti alle seguenti figure professionali previste nel progetto di gestione, impegnandosi a garantire un monte ore minimo di 15.444 ore/anno: n.1 responsabile dei servizi educativi: monte ore minimo 1040 ore/anno, n.1 responsabile delle strutture e dell’impiantistica e sicurezza: monte ore minimo 1040 ore/anno, n. 4 assistenti/animatori museali plurilingue: monte ore minimo 6.240 ore/anno, n. 5 operatori addetti alla sorveglianza con funzioni di guida museale: monte ore minimo 5.200 ore/anno, n. 2 bigliettai/custodi/manutentori: monte ore minimo 2.080 ore/anno; 3. prevedere l’affidamento dei servizi di cui agli indirizzi operativi per le annualità 2015 e 2016, tenuto conto del fatto che il Comune avrà la facoltà di interromperli nel caso in cui la Regione Autonoma della Sardegna disponesse di non confermare il medesimo importo del finanziamento assegnato per il 2015 anche per l’annualità 2016; 4. di demandare al Responsabile del Servizio AA.GG. l’adozione di tutti gli atti gestionali e i provvedimenti amministrativi necessari e conseguenti, stabilendo che l’affidamento del servizio avvenga mediante procedura aperta, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi degli artt. 81 e 83 del D. Lgs. n. 163/2006 e successive modificazioni, dando atto che, ai sensi dell’art. 20 del D. Lgs. 163/2006, detto appalto di servizio è ricompreso nell’allegato II B.
2. Espletamento della procedura di gara
L’Ufficio competente ha predisposto e pubblicato nel mese di ottobre il bando per l’affidamento in gestione del Museo dell’Intreccio, mediante procedura aperta e con il criterio dell’offerta economicamente vantaggiosa, prevedendo tra l’altro dei requisiti di capacità tecnico-professionale fissati sulla base delle linee guida regionali di cui alla sopra richiamata D.G.R. n. 33/21 del 2013. Alla gara ha partecipato un unico operatore economico (Raggruppamento temporaneo di imprese) che, per alcune irregolarità nella documentazione amministrativa è stato escluso dalla Commissione Giudicatrice.
Conseguentemente non si è proceduto al nuovo affidamento, mentre sin dalla fine del mese di dicembre 2014 si è dato avvio al nuovo procedimento ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio in questione.
3. Possibilità di proroga/rinnovo in favore della gestione in essere al 31.12.2014
Si ritiene di non condividere le ipotesi alternative di concedere l’ennesima possibilità di rinnovo o proroga del contratto in essere fino al 31.12.2014, poiché tali istituti hanno natura del tutto eccezionale, applicabili solo in casi tassativamente previsti dalla legge. Tale tesi è peraltro supportata dalla vastissima giurisprudenza comunitaria e nazionale.
La stessa Autorità di Vigilanza dei contratti pubblici (oggi Autorità Anticorruzione) ha più volte chiarito (es. determina n. 34/2011 e n. 6/2013) che la proroga, oggetto di un consolidato orientamento giurisprudenziale, è un istituto assolutamente eccezionale ed, in quanto tale, è possibile ricorrervi solo per cause determinate da fattori che comunque non coinvolgono la responsabilità dell’amministrazione aggiudicatrice. Al di fuori dei casi strettamente previsti dalla legge (art. 23, legge n. 62/2005-legge comunitaria) la proroga dei contratti pubblici costituisce una violazione dei principi enunciati all’articolo 2 del decreto lgs. 163/2006 e, in particolare, della libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza. La proroga, nella sua accezione tecnica, ha carattere di temporaneità e di strumento atto esclusivamente ad assicurare il passaggio da un regime contrattuale ad un altro. Una volta scaduto un contratto, quindi, l’amministrazione, qualora abbia ancora necessità di avvalersi dello stesso tipo di prestazione, deve effettuare una nuova gara (Cons. di Stato n. 3391/2008).
Sempre l’Autorità Anticorruzione ribadisce che, come è noto, l’art. 23 della legge n. 62/2005 (c.d. legge comunitaria 2004), dispone anche il divieto di rinnovo dei contratti di appalto scaduti, con una valenza generale e preclusiva sulle altre e contrarie disposizioni de lla normativa nazionale che consentono di eludere il divieto di rinnovazione dei contratti pubblici (cfr. Cons. di Stato, Sez. IV, 31/10/2006 n. 6462).
4. Natura del servizio
Nè si ritiene di condividere, per ovviare/eludere la normativa di cui sopra, emanata nel sacrosanto principio di tutela della concorrenza, la posizione interpretativa la Regione Sardegna (assunta con delibera della G.R. n. 1/28 del 28.01.2014), secondo cui il servizio di gestione dei musei sarebbe ai fini dell’applicabilità del codice degli appalti privo di rilevanza economica; quindi, presupposto per ritenere legittima la proroga dei soggetti esecutori fin qui impegnati nei progetti.
Anche la distinzione tra servizi privi di rilevanza economica e a rilevanza economica è stata più volte affrontata ed oggetto di approfondimenti successivi da parte soprattutto della giurisprudenza amministrativa. Si evidenzia che il principale criterio distintivo attiene alla redditività del servizio da espletare, anche solo in via potenziale. Ulteriore criterio distintivo è connesso alle modalità organizzative del servizio stabilite preventivamente dall’ente che, pur prevedendo la copertura dei costi con l’erogazione di un contributo, consente al gestore di poter percepire ulteriori potenziali redditi. Nel caso del Museo dell’Intreccio, peraltro, il 100% dei ricavi del servizio di book shop è incassato dal gestore del Museo.
In ogni caso, a prescindere dalla natura del servizio, resta sempre ferma la facoltà dell’ente di stabilire modelli organizzativi che garantiscono sempre e comunque i princìpi di trasparenza, pubblicità, efficienza ed efficacia, parità di trattamento e non discriminazione. A disposizione per ulteriori chiarimenti.

Il Segretario Comunale
Dr. Giancarlo Carta

 

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