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Il Soulenco Project sbarca al Poco Loco di Alghero-Intervista a Serena Brancale

Venerdì 28 aprile il Soulenco Project, ultimo appuntamento con il Jazz Club network firmato Cedac Sardegna, sbarca al Poco Loco di Alghero (con inizio alle 22.30); abbiamo raggiunto telefonicamente Serena Brancale (voce e multipad), che-insieme a Israel Varela(batteria) e Angelo Trabucco (pianoforte)- si esibirà sul palco del Poco Loco.

“Questo progetto-spiega la Brancale– nasce dalla mia amicizia con Israel Varela, iniziata esattamente un anno fa. Accomunati dalla passione per la scrittura e dal gusto della sperimentazione ci siamo dedicati al Soulenco project, dove uniamo il soul al flamenco.Nel mio piccolo ho sempre scritto brani in italiano che avessero, nelle melodie, un sapore soul. Israel ha arricchito il tutto con la sua arte, i suoi ritmi e le sue influenze musicali. Indispensabile l’apporto, al pianoforte di Angelo Trabucco, grandissimo artista e amico.”

Nell’ universo artistico della Brancale sembrano agitarsi melodia, elettronica, fonemi scat, ibridismi vocali, hip-hop contemporaneo, ritmi funk della Blaxploitation, moderno r’n’b, il neo-soul di D’Angelo e Erykah Badu, Lauryn Hill, Giorgia. Dato che- si sa-il paradigma postmoderno è polimorfo e la contaminazione, scambio, incrocio o métissage che dir si voglia è l’imperativo kantiano, non solo musicale, dei nostri giorni, Serena Brancale sembra rispecchiare perfettamente lo spirito dei tempi. Il rischio di far scadere l’attitudine sperimentale e “contaminatrice” in una operazione di accattivante maquillage sonoro- anche un po’ nevrotico a dir la verità-è però sempre dietro l’angolo, specie se si abdica alla ricerca filologica cullandosi in un bagno caldo di evocazioni fine a se stesso. “Sono in continua ricerca vocale, ascolto molta musica e mi piace rubare un po’ da tutti i cantanti che prediligo”dichiara candidamente la Brancale, con l’entusiasmo un po’ folle di chi non si fa troppe domande.

In “Galleggiare”, presentata al Festival di Sanremo 2015 nella categoria “Nuove proposte”(parole e musica scritte dalla stessa Brancale, con la produzione di Michele Torpedine e Bruno Tibaldi) pedigree internazionale e radici nostrane si fondono in un soft-pop dalle sinuosità jazzy. “Galleggiare è un brano che ho scritto di getto-dice la Brancale-ed ha ben pochi fronzoli. Ci sono brani che nascono così, senza pensarci troppo. Non ho una grande conoscenza armonica, non sono una pianista…utilizzo il pianoforte per raccontare delle storie e suono quello che piace al mio orecchio. E’ anche il mio approccio alla musica, il mio modo di cantare”.

Dopo la maturità classica Serena Brancale ha studiato grafica pubblicitaria e fumetto all’Accademia di Belle arti, perfezionandosi in seguito nel jazz e nella tecnica di improvvisazione al Conservatorio. Parlando del binomio jazz/fumetto, indagato a fondo, tra gli altri, da Flavio Massarutta nel saggio “Assoli di China”-imprescindibile per i cultori del genere- Serena Brancale glissa sulle inevitabili implicazioni filosofico-culturali della questione, avventurandosi subito in un terreno personale.“Penso ci sia un nesso molto forte, per lo meno nella mia vita, tra disegno e musica.Sin da piccola ho sempre avuto la matita in mano. Credo che tutto sia legato dalla mia voglia di creare ed esprimermi con questi mezzi: la voce, la parola, la matita.”

Joie de vivre e leggerezza sembrano essere la sua cifra umana e artistica, ben espressa dal brano “il gusto delle cose”, il cui videclip ufficiale-parzialmente ambientato in un supermercato- ricorda un po’ quello della mazziniana “Ma chi è quello lì”, con Monica Vitti e Orazio Orlando. Nessun tributo alla Tigre di Cremona però; la Brancale precisa prontamente che il video si ispira a Il grande Lebowski. “Racconta di come una persona possa vivere senza regole, senza un ordine. Entrare in un supermercato in accappatoio e aprire una bottiglia di latte.”

A volte basta poco per sentirsi anarchici.

Il trasformismo citazionista dell’ abbigliamento-dalle stampe surrealiste ed esotiche alle corone floreali, dichiarato omaggio alla pittrice messicana Frida Kahlo(cui ha dedicato anche un brano, Frida), passando per uno stile rockabilly dal gusto retrò e sensuale- indubbiamente aiuta.

Claudia Erba

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Un commento

  1. Bellissimo articolo…la Brancale è un bel talento,finalmente in Sardegna degli appuntamenti interessanti.

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