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Mater Olbia. Ancora ritardi per l’apertura della struttura sanitaria targata Qatar

La vicenda Mater Olbia si…allunga. Si evince, in modo esplicito, dalla risposta che la Ministra alla Salute Beatrice Lorenzin, ha fornito all’interrogazione presentata in Parlamento dal deputato sardo Roberto Capelli, secondo cui la procedura inerente all’ospedale privato targato Qatar, “non è stata ancora completata”. Ciò conferma, indirettamente e direttamente, che sulla questione del Mater Olbia non sempre, da parte di politici locali, addetti ai lavori e “autorevoli” e presunti manager della fondazione, non sempre hanno fornito notizie corrispondenti alla realtà dei fatti. Troppo spesso, infatti, sono state rilasciate dichiarazioni azzardate e, per certi versi, inopportune.
Oggi c’è da chiedersi se esse facciano parte di una strategia particolare, tendente, principalmente, a mascherare eventuali ritardi nella realizzazione e nell’apertura dell’ospedale privato. Nel corso del tempo sono giunte puntuali deroghe e slittamenti, così come ha sottolineato il deputato Roberto Capelli. Si è parlato e si continua a parlare, tra l’altro, di “assunzioni e di appalti per i vari servizi e i lavori per completare la struttura”, secondo le rassicurazioni di Lucio Rispo, ormai ex manager della “Investiment Project Manager, da cui si era dimesso in data 27 giugno 2016, dimissioni accettate dallo CEO Mr. Rashid F. Al Naimi e dal Capo Ufficio Legale QFE, Mr. David Mee.
E’ pure strano che l’Assessore Regionale Arru non sia a conoscenza di tali dimissioni, così com’è alquanto sorprendente che non fosse a conoscenza delle “questioni inerenti alla proprietà dei terreni”, considerato che, su questo fronte, c’è ancora un capitolo giudiziario aperto presso il Tribunale di Tempio Pausania. C’è pure da tener conto che lo studio legale Merlini non è riuscito, a due anni di distanza, a regolarizzare la contestata procura alle liti depositata nelle udienze civili di uso capione del Qatar avrebbero dovuto regolarizzare. Cosa ancor più grave che l’udienza preliminare che si terrà il 18 maggio prossimo al Tribunale di Tempio Pausania, il Prof. Pier Francesco Bruno, legale del Manager Marini, solleverà l’eccezione che gli avvocati Angelo e Jacopo Merlini non abbiano alcun titolo per stare in giudizio.
D’altronde, sul caso Mater Olbia, lo stesso assessore non può ignorare l’intervento in Consiglio Regionale e la successiva nota stampa dell’On. Giorgio Oppi (31 marzo 2017) sul caso Mater Olbia.
Comunicato stampa Onorevole Oppi (31 marzo 2017)

Vero è, comunque, che la burocrazia, a tutti i livelli, ben poco è responsabile per i ritardi del Mater Olbia, la cui apertura continua a rimanere sconosciuta. Le responsabilità dei ritardi, semmai, sono da attribuire a quei soggetti che, nel corso degli anni, non hanno profuso l’impegno necessario perché la struttura sanitaria potesse decollare nei tempi previsti inizialmente. Si deve prendere atto, inoltre, che nel momento in cui la struttura sanitaria aprirà i battenti, per Olbia e la Gallura rappresenterà una risorsa economica considerevole. E non è cosa da poco, alla luce della crisi economica e sociale che sta vivendo il nord Sardegna.
L’assessore Arru, dunque, si faccia interprete, da un lato, delle necessità del territorio gallurese e, dall’altro, si preoccupi, soprattutto, di non vanificare gli sforzi finanziari della famiglia dell’Emiro del Qatar. Oppure si desidera che l’Emiro decida di “battere ritirata”?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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