CARLO FELICE E I TIRANNI SABAUDI al Chiostro del Carmine

 

Nell’ambito dei “Venerdì con il Rotary”, ieri c’è stata la presentazione dell’ultima fatica letteraria di Francesco Casula “Carlo Felice e i tiranni Sabaudi”. A presentare l’opera, insieme all’autore, il curatore della prefazione del libro Giuseppe Melis. A fare gli onori di casa, nell’Aula magna del Consorzio UNO, la presidente del Rotary club Oristano, promotore dell’evento, Adriana Muscas, che ha voluto sottolineare come l’opera di Casula ribalti molti punti di vista del periodo Sabaudo in terra sarda.

Il libro di Francesco Casula, svela la ferocia e l’arrogante prepotenza perpetrate dai Savoia in Sardegna.

Dopo i convenevoli della presidente del Rotary club Oristano Adriana Muscas, ad un uditorio attento e interessato, c’è stata la presentazione dell’opera da parte di Giuseppe Melis, curatore della prefazione del libro, nonché docente di Marketing turistico nel corso di Economia e Gestione dei Servizi Turistici, attivati nell’Università di Oristano, che ha subito precisato: “Io non sono uno storico, ma leggendo l’opera di Francesco Casula, mi sono reso conto della sua importanza. Da italiano, sono orgoglioso della mia sardità e mi rendo conto di quanto sia importante conoscere la nostra storia e le nostre radici. Questo è un libro che dovrebbe essere adottato dai docenti di storia nelle scuole sarde e dovrebbe essere letto da tutti per capire come una storia cancellata, abusi e incredibili soprusi abbiano condizionato e condizionino ancora l’idea della incapacità di autodeterminarci.”

Dal canto suo, l’autore ha subito chiarito che il suo libro documenta in modo rigoroso la politica dei Savoia, sia come sovrani del regno di Sardegna, sia come re d’Italia: “A mio parere la nostra storia occorre non solo disseppellirla e studiarla, ma anche riscriverla – ha sottolineato – Io ho tentato, in questo mio saggio, di riscrivere quei 226 anni di dominio sabaudo che ancora oggi ci condizionano e ritardano la nostra prosperità. Il governo sabaudo sfruttò la Sardegna, ma soprattutto represse tutti i movimenti democratici. Carlo Felice fu un re crudele, feroce e ignorante. Fu imposto anche il divieto, nella scuola ufficiale, della storia Sarda, che da quel momento in poi, è stata sepolta. Per questo occorre che i Sardi, anche a livello psicologico, escano da una mentalità subalterna.” Casula continua spiegando che i re sabaudi erano veri e propri tiranni e Carlo Felice era un re pigro e imbecille, famelico e sanguinario. “Ma la storia ufficiale e i libri di testo – ha continuato – delle malefatte e delle infamie sabaude non ne parlano.”

Alla presentazione hanno assistito numerose persone, entusiaste e attente, che hanno gremito l’Aula magna del Consorzio Uno.

Gian Piero Pinna

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